Contenuti social: quali sono i migliori?

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Contenuti social: quali sono i migliori?

Aprire una pagina social è un’ottima scelta strategica per farti conoscere da un parterre di clienti più ampio, facendo particolare attenzione a scegliere la piattaforma più giusta. L’hai già fatto? Ottimo! Ora, però, è necessario pensare a quali contenuti postare.

Eh sì, essere presenti sui social e basta non è sufficiente. La tua pagina è a tutti gli effetti una vetrina digitale che permette ai naviganti del web di capire qualcosa di più sul tuo lavoro e sui servizi che offri.

Facciamo un esempio pratico: immagina di vedere il volantino di un supermercato che si è appena inaugurato nella tua città. Ha dei prezzi vantaggiosi, sì, ma le immagini degli articoli sono confusionarie, sfocate e non ti comunicano il senso di ordine e igiene che ricerchi da un supermercato. Ci andresti mai?

Probabilmente no, e forse perderesti l’occasione di scoprire che la realtà è diversa da ciò che avevi immaginato: il supermercato è ordinatissimo, pulitissimo e offre dei prodotti di qualità.

Lo stesso concetto si applica anche al web: se avrai dei contenuti esteticamente curati e concettualmente rilevanti gli utenti saranno più propensi a:

  • mettere like e commentare;
  • far conoscere la tua pagina ai loro amici;
  • chiedere informazioni;
  • rivolgersi a te quando avranno bisogno dei tuoi servizi.

Questa è l’essenza del content marketing, una strategia di fondamentale importanza nella gestione dei social. Attraverso il suo utilizzo si costruisce la brand awareness di un’attività, che a sua volta permette la nascita di una community interessata, attiva, fondata su valori condivisi.

Vediamo insieme quali sono le linee guida per creare una pagina social di successo.

Contenuti informativi

Anche chiamati how-to content, il loro scopo è quello di aiutare l’utente a capire qualcosa di più sul tuo brand e sui prodotti o servizi che offre. Fornire consigli e informazioni gratuite ai propri utenti è uno dei modi più efficaci per fidelizzarli, perché aumenta la credibilità e l’autorevolezza del brand.

Immagina che ci sia un’azienda che produce burro. Chi seguirebbe con trasporto e interesse la pagina Facebook di un brand di burro? Gli utenti saranno sicuramente pochi, se i contenuti pubblicati sono foto del panetto, differenziate unicamente dallo sfondo.

Immagina, ora, che l’azienda parli dei campi verdissimi in cui le mucche pascolano serenamente; oppure che suggerisca una ricetta golosa da preparare con il loro prodotto per il pranzo della domenica. Il loro seguito sarà sicuramente più coinvolto e aumenterà l’engagement della pagina, facendole pubblicità e preferendo il suo brand ad altri.

Contenuti di intrattenimento

In questo blog consideriamo i social network dal punto di vista funzionale alla pubblicizzazione del nostro brand. Ma, al di fuori della sfera commerciale, essi sono il punto di ritrovo di un numero esorbitante di gente che vuole rilassarsi e distrarsi dalla frenesia di tutti i giorni.

E cosa può venire in soccorso di qualcuno che vuole soltanto staccare? Il cosiddetto branded entertainment, un contenuto che riesce a catturare e mantenere l’attenzione del consumatore per un tempo quanto più lungo possibile.

Per creare contenuti come questo bisogna sfruttare lo storytelling, una tecnica narrativa che collega con un filo rosso le diverse pubblicazioni di una stessa pagina. Qualsiasi formato tu abbia in mente può essere funzionale per intrattenere i tuoi utenti: dal cortometraggio alla miniserie a episodi su internet, dalle riviste ai giochi promozionali ai podcast.

Contenuti ispirazionali

Forse questo è il tipo di contenuto più difficile da sviluppare, perché si prefigge come obiettivo quello di raccontare una storia. Attraverso parole e immagini d’impatto, gli utenti riescono a riflettere, emozionarsi e a credere nelle proprie capacità.

I contenuti più apprezzati sono quelli in cui compare una citazione motivazionale, oppure i racconti di gente che è partita dal basso e ha raggiunto le vette del successo. Così anche gli utenti si sentono incoraggiati a dare il massimo per raggiungere i propri sogni e obiettivi.

I maggiori utilizzatori di contenuti ispirazionali sono i brand sportivi. Adidas e Nike sono le prime aziende che vengono in mente con i loro motti “Impossible is nothing” e “Just do it”. E già solo così fanno venire voglia di correre la maratona di New York senza uno straccio di preparazione atletica! Un’azienda che sprona i suoi utenti a credere in sé stessi sarà sempre la prima a cui i consumatori penseranno quando avranno bisogno di comprare un qualsiasi articolo sportivo.

Un esempio che vale per tutti 

La teoria l’abbiamo elencata, ma passare alla pratica è la vera impresa. Perciò ti suggeriamo di andare a sbirciare un brand che utilizza tutte e tre queste modalità di contenuti con ottimi risultati, così da prendere spunto.

Stiamo parlando di Veralab, il marchio di prodotti per la cura della persona ideato da Cristina Fogazzi, alias Estetista Cinica. Sulle sue pagine social troverai post informativi, di intrattenimento e ispirazionali, che restituiscono una formula comunicativa efficace!

E se vuoi saperne di più…

… ti ricordiamo, come al solito, di seguirci sulle nostre pagine Facebook, Instagram e LinkedIn per rimanere sempre aggiornato sulla pubblicazione degli articoli della “Guida interattiva per imprenditori”!

A presto!

Grafica

Le differenze tra logo e marchio:
facciamo chiarezza

Elemento imprescindibile per il riconoscimento di una marca è senza ombra di dubbio il suo logo… o forse sarebbe meglio chiamarlo marchio? Ecco, questo piccolo dubbio è molto più comune di quanto si pensi e, spesso, si sente parlare di logo e marchio di un brand senza fare alcuna distinzione tra i due. Come? Anche tu hai sempre pensato che queste parole fossero sinonimi tra loro? Allora sei stato davvero fortunato a capitare su questo articolo. Qui faremo chiarezza sulle differenze tra logo e marchio e perché tale distinzione può essere cruciale per la tua azienda!

Il logo: una definizione

Il logotipo, per gli amici logo, è per definizione la rappresentazione grafica del nome di un prodotto o di un’azienda. In poche parole è il nome di una marca che diventa facilmente riconoscibile perché rimane sempre uguale a sé stesso: è caratterizzato dallo stesso lettering e dalla stessa sequenza di colori, elementi che lo rendono distinguibile dalla grande mole di aziende in circolazione.

Per fare un esempio su tutti, probabilmente il più famoso, possiamo citare il logo della Coca-Cola. Questo logotipo è rimasto praticamente quasi immutato dalla data della sua creazione, nel 1887, e forse è proprio per questo motivo che ancora oggi lo riconosciamo anche solo vedendolo da lontano. Ma il logo è solo una delle parti che compongono la brand identity.

Questo elemento grafico è spesso accompagnato da altri elementi, altrettanto fondamentali per la definizione dell’identità di un’azienda: il pittogramma e il payoff. Il pittogramma è un simbolo caratterizzato da semplicità, riconoscibilità e immediatezza e spesso finisce con l’identificare l’intero brand. Il payoff è una frase (ma più spesso sono poche parole) che rafforza il messaggio che il pittogramma vuole comunicare, divenendo a sua volta elemento fondamentale per il riconoscimento della marca.

E allora cos’è il marchio?  

Il marchio è un concetto giuridico: qualsiasi elemento della brand identity può diventare un marchio, se opportunamente depositato come prescritto dalla legge italiana. Scopo ultimo della registrazione è difendere il proprio o i propri segni grafici distintivi da tentativi di plagio e contraffazione. A seconda della registrazione che si sceglie di compiere, la protezione del marchio si limita al territorio italiano, a quello europeo o a quello mondiale, oppure si può scegliere di coprire un numero determinato di Paesi esteri, di propria scelta.

I segni soggetti a registrazione in Italia sono:

  • Parole. In questa categoria rientrano sia i nomi dei brand (ad esempio Nike) che i loro payoff (per rimanere in tema, lo slogan famosissimo e inspirational Just do it.”);
  • Disegni. Viene difficile al giorno d’oggi vedere l’immagine di un occhio azzurro stilizzato dalle lunghe ciglia nere e non pensare a Chiara Ferragni, vero? La stessa cosa vale per la sirena bianca su sfondo verde, che immediatamente rimanda alla famosa catena di caffè Starbucks;
  • Lettere singole e monogrammi. Uno dei più conosciuti marchi di questo tipo è quello di Louis Vuitton (LV), divenuto iconico con il pattern ripetuto sui suoi prodotti;
  • Cifre. I rappresentanti di questa categoria non sono molti, ma il più famoso è il “46” del motociclista Valentino Rossi;
  • Colori. Ebbene sì, anche i colori possono essere registrati come marchio! L’azienda americana Pantone è maestra nella catalogazione e registrazione di nuove sfumature di colore, ma altrettanto degno di nota è l’esperimento riuscitissimo della “mucca lilla” di Milka, che ha definito così l’identità tutta virata verso il viola della marca;
  • Forma del prodotto o del suo confezionamento. In questi casi si può parlare sia di elementi bidimensionali che di elementi tridimensionali, che possono essere rappresentati rispettivamente dal motivo a quadrati ripetuti di Burberry e dalla forma della bottiglia di vetro della Coca-Cola;
  • Suoni. Più il mondo del marketing avanza, più si evolve, accettando al suo interno qualsiasi forma creativa che serva allo scopo di identificare un brand, proprio come nel caso di Netflix e del suo inconfondibile “Tu-dum”.

Logo, marchio e tanto altro ancora!

Speriamo che questo articolo sia stato utile per approfondire le significative differenze tra logo e marchio, entrambi elementi importanti per l’immagine di un’azienda.

Però, nel caso in cui i tuoi dubbi non si siano ancora diradati del tutto e volessi sapere qualcosa di più su questo argomento… continua a seguirci su Facebook, Instagram e LinkedIn per rimanere sempre aggiornato sul mondo del digital marketing grazie alla nostra Guida interattiva per imprenditori!

Alla prossima!

Digital Marketing

Marketing tradizionale vs
digital marketing

Benvenuto quest’oggi allo scontro del secolo! Prendi posto sugli spalti, sta per cominciare l’evento che tutti agognano di vedere. Finalmente verrà annunciato il vincitore indiscusso del mondo del marketing! Sul lato sinistro del ring abbiamo il marketing tradizionale, su quello destro il digital marketing.

Ecco, la campanella suona e i due sfidanti si fiondano al centro del ring! La prima azione è del digital marketing, che si prepara a scagliare un destro, ma il marketing tradizionale si prepara a sua volta con un gancio e…

Si stringono la mano?!

Che ti aspettavi, che se le dessero di santa ragione? Se la tua risposta è sì allora ti conviene continuare a leggere questo articolo.

Marketing tradizionale e marketing digitale: tutti i pro

Marketing tradizionale e digital marketing: cos’hanno in comune?

Prima di enunciare le differenze, capiamo piuttosto che cosa hanno in comune questi due tipi di marketing.

Entrambi sono strumenti utilizzati per vendere un prodotto o un servizio; entrambi sono utili per costruire una brand awareness attorno al prodotto pubblicizzato e per attirare clienti. Infine, lo scopo di tutte e due le tipologie di marketing è quello di fissare una strategia e raggiungere il target e l’obiettivo prestabiliti.

Allora, se la sostanza, il fine, il principio di fondo del marketing tradizionale e del digital marketing sono gli stessi… in cosa si differenziano? Be’, nelle modalità!

Le differenze tra marketing tradizionale e digital marketing

  • Per prima cosa, i loro canali di diffusione sono differenti. Il marketing tradizionale è ad appannaggio di stampa, televisione, manifesti e cartelloni, volantini, brochure, comunicati stampa. Il digital marketing, come dice il suo nome, si concentra su canali digitali attraverso l’utilizzo di siti internet e pagine social, grazie all’ausilio di strategie opportunamente approntate.
  • Il marketing tradizionale utilizza tecniche “outbound” di sponsorizzazione, cioè bombarda i potenziali clienti di pubblicità (ma vi ricordate quanto stressava nel 2020 la pubblicità di Vinted in TV?). Il digital marketing, invece, punta sull’”inbound” e cerca di attirare i suoi potenziali clienti: in pratica, fornisce agli utenti di internet (e potenziali clienti) dei contenuti significativi che li spingeranno, in seguito, a ricercare volontariamente il prodotto.
  • Il target del marketing tradizionale è soggetto a un flusso unidirezionale e non può rispondere direttamente agli stimoli che una pubblicità suscita in lui. Al contrario, il flusso del digital marketing è bidirezionale e consente al consumatore di dire la sua sul prodotto e di influenzarne la progettazione, la pubblicizzazione e la vendita.
  • Ultimo punto, ma non meno importante (anzi!): il digital marketing si distingue dal marketing tradizionale per la misurabilità dei dati. L’utilizzo di social media e siti internet permette di tracciare i movimenti degli utenti, ottenendo così informazioni sui contenuti più apprezzati, su quelli che hanno avuto maggiore visibilità e quelli più cercati dagli utenti, in modo tale da adattare il proprio target e ottimizzare i contenuti a seconda del gradimento del pubblico.
Superman che viene colpito

Quale dei due tipi di marketing scegliere?

Dopo tanto parlare, non siamo ancora arrivati al nocciolo della questione. Ti starai chiedendo: “Quale dei due tipi di marketing è migliore? Quale devo scegliere per far crescere la mia attività?”. Al che, noi rispondiamo con un’altra domanda: perché scegliere?

Con l’entrata in scena del progresso tecnologico e dell’era digitale è diventato fin da subito chiaro che le tecniche di marketing utilizzate fino ad allora sarebbero presto diventate insufficienti. Il digital marketing, perciò, si configura come la naturale evoluzione del marketing tradizionale e si è sviluppato per fornire alle aziende la possibilità di promuoversi in accordo con la nascita di nuovi canali di comunicazione.

Ma i canali di comunicazione tradizionali continuano a esistere: la gente guarda ancora la TV, i volantini e le brochure vengono ancora consultati e letti, i cartelloni pubblicitari occupano così tanto spazio visivo che ignorarli è impossibile.

In conclusione, “Two gust is megl che one”. È un caso che questa citazione sia diventata iconica grazie a una pubblicità veicolata tramite canali di marketing tradizionale? Assolutamente no, anzi, è la dimostrazione che il marketing tradizionale conserva la sua utilità e funziona ancora.

Vuoi saperne di più?

Se questo articolo ti è piaciuto, ti è stato utile e speri di poter approfondire la tua conoscenza sul mondo del marketing, continua a seguire la nostra “Guida interattiva per imprenditori”. Per rimanere sempre aggiornato, segui le nostre pagine Facebook, Instagram e LinkedIn, dove puoi lasciarci suggerimenti sugli argomenti che vorresti leggere nei prossimi articoli.

A presto!

Digital Marketing

Strategie di digital marketing:
a cosa servono?

Hai mai pensato di partire in vacanza con in dosso una bella camicia hawaiana e un cappello di paglia, senza bagagli, senza aver comunicato le tue giornate di ferie e senza aver prenotato il volo né una camera d’albergo? No? Allora immagina di farlo. Percepisci la sensazione di caos che proveresti in una situazione del genere? Ecco, questo è più o meno quello che succederebbe se gestissi i tuoi canali digital senza una buona strategia di digital marketing.

Per raggiungere dei risultati nel digital (ma vale in qualsiasi campo) bisogna programmare degli obiettivi a medio e lungo termine ed è necessario mettere in pratica una serie di azioni ben calibrate per raggiungerli. Vediamo insieme quali sono e a cosa servono.

Post-it con analisi strategie di marketing

Analisi del brand e del mercato

Sia che tu approdi per la prima volta sul web, che se possiedi già i tuoi canali digitali e vuoi rinnovarli, il primo passo da fare è guardarti intorno e fare un’analisi del mercato, studiare approfonditamente il nemic- ehm, il competitor. Ogni nuovo elemento ti può essere d’aiuto nel capire in che direzione muoverti, quando devi seguire l’esempio dei brand già presenti sul mercato e quando percorrere una strada originale e innovativa.

Oltre a conoscere l’ecosistema esterno, è di assoluta importanza porsi domande sulla situazione interna della tua azienda e dei suoi canali digitali. Hai un sito che assicuri una buona user experience all’utente? Qual è il posizionamento della tua pagina web nella pagina dei risultati di Google? Le tue pagine social sono attive, attirano una community interessata e partecipe?

Quando ogni domanda avrà la sua risposta sarai pronto per passare al livello successivo.

Definizione degli obiettivi

Per sapere in che direzione procedere hai bisogno prima di tutto di sapere dove hai intenzione di andare. E se il tuo mezzo di trasporto sono le strategie di digital marketing, la tua meta sono gli obiettivi che ti sarai posto.

È importante stabilire pochi obiettivi ma buoni, vicini alle tue possibilità, SMART. Dove SMART sta per:

  • Specific: specifici, ben delimitati nella loro sfera d’interesse, dettagliati e chiari;
  • Measurable: misurabili, cioè che possono essere misurati dalle metriche a tua disposizione;
  • Achievable: realizzabili con le risorse, gli strumenti e le abilità di cui disponi, oppure con quelli che puoi acquisire nel breve termine;
  • Relevant: pertinenti alla tua azienda e al tuo progetto;
  • Time-based: temporizzabili, cioè sviluppabili in un arco di tempo prestabilito che non sia d’intralcio al raggiungimento degli obiettivi aziendali nel loro insieme.
Obiettivi delle strategie di marketing: SMART

Chi è la tua buyer persona?

Adesso che hai chiaro cosa vuoi fare, devi capire anche a chi vuoi rivolgerti. Chi è la tua buyer persona, cioè il cliente-tipo del tuo prodotto? Quanti anni ha? Che lavoro fa? Come passa il tempo libero? È interessato alla categoria del tuo business? Di cosa ha bisogno, cosa desidera?

A seconda delle risposte che troverai, sarà facile capire come muoverti per raggiungere la tua buyer persona. È da questo momento in poi che il gioco si fa duro, ma tu sei un duro, no? E allora si comincia a giocare! Come un bravo investigatore privato, traccerai i dati dei tuoi utenti e cercherai di raggiungerli per farti dare direttamente da loro i dati utili alla loro profilazione (in gergo, questa procedura si chiama “generazione di contatti”).

I valori del tuo brand, i valori del tuo target

Prima ancora che per la qualità del tuo prodotto, gli utenti si approcceranno ai tuoi canali digitali perché si riconosceranno nei valori che proponi. E il loro affetto nei tuoi confronti crescerà man mano che riconosceranno che rispecchiano la tua realtà. Sapere quali sono i propri valori di riferimento è importante, in quanto essi definiscono la tua attività, differenziandola da quella dei competitor.

Per questo è di fondamentale importanza avere sul proprio sito la pagina “Chi siamo” e parlare diffusamente dei valori aziendali anche sui canali social o sulle newsletter rivolte ai tuoi clienti!

Comunicare nel modo più efficace

Entrare in un supermercato e mettersi a declamare con enfasi un canto dell’Inferno di Dante avrebbe più o meno lo stesso effetto di scrivere un post accademicamente curato su Instagram. Con questo non vogliamo dire che i social sono il luogo della superficialità, ma piuttosto che i contenuti devono essere adattati al canale comunicativo in cui vengono diffusi e al target a cui stai mirando. Se non lo farai, la tua presenza online verrà percepita come straniante e inopportuna.

Adottando i giusti metodi di comunicazione, il pubblico si sentirà più attratto al tuo business e sarà spinto a compiere un’azione (che va dal lasciare un mi piace, all’inviare un’email, all’acquistare un prodotto o un servizio). Perciò bisogna scegliere accuratamente i canali su cui si vogliono diffondere informazioni sui propri progetti e valori. A questo scopo è imprescindibile scegliere di volta in volta i contenuti che verranno apprezzati di più dal pubblico di quel determinato canale e al tone of voice con cui lo fai.

Creare contenuti non è facile come potrebbe sembrare, per questo è preferibile rivolgersi a figure esperte che forniscano i canali digitali di contenuti. Per curare i social network chiedi consiglio a un social media manager; per scrivere i testi da inserire nel tuo sito web o nel tuo blog affidati a un SEO Expert, la figura che più di tutte sa digitare i tasti giusti per portare il tuo sito in alto tra i risultati di ricerca. In questo modo aumenterai la tua brand awareness e creerai traffico verso i canali istituzionali aziendali.

Scritta "brand" su foglio

Monitorare i risultati per adeguare la strategia

Internet è un posto meraviglioso per tantissimi vantaggi ai quali ci ha dato accesso, tra i quali anche la misurabilità dei risultati. Monitorare quanta gente ha visto i nostri contenuti, ha interagito con essi, li ha graditi – e controllare anche quanti utenti hanno finalizzato un acquisto – è utilissimo per capire se le tue strategie di marketing hanno funzionato o meno.

Se non hanno avuto un buon riscontro, grazie ai dati raccolti puoi riconsiderare una nuova strategia da adottare. Se, invece, la strategia è andata bene, puoi capire in che modo perfezionarla per raggiungere vette sempre più alte. Ovviamente, ci sono delle tempistiche da rispettare: è consigliato studiare i dati su base trimestrale e annuale, per rimodellare gli obiettivi o le tattiche e raggiungere i risultati desiderati.

Vuoi conoscere altre strategie di digital marketing?

In questo articolo abbiamo elencato soltanto alcuni dei metodi più efficaci per condurre una strategia di digital marketing, e avremmo potuto dire anche di più. Se vuoi conoscere questo mondo in maniera più approfondita, la nostra “Guida interattiva per imprenditori” è ricca di articoli che fanno al caso tuo!

Per imparare pillole sempre nuove di digital marketing, seguici sulle nostre pagine Facebook, Instagram e LinkedIn.

Ci rivediamo nel prossimo articolo!

Digital Marketing

Digital marketing:
cos’è e a cosa serve?

Se sei un imprenditore, ti sarà certamente capitato di sentire parlare di digital marketing e dei vantaggi che questo può portare alla tua azienda.

Nonostante le belle prospettive che ti hanno mostrato, vorresti capirne qualcosa in più per non finire in balia della prima agenzia di comunicazione che ti propone una strategia basata su paroloni incomprensibili.

Che fortuna! Sei capitato nel posto giusto! La nostra “Guida interattiva per imprenditori” saprà rispondere a ogni tuo interrogativo sul digital marketing e ti aiuterà a orientarti facilmente tra le più innovative tecniche di promozione online del tuo brand.

Ma partiamo dalle basi. La prima domanda da farsi è:

Cos’è il digital marketing?

A voler semplificare al massimo il concetto, il digital marketing non è altro che il marketing che tutti conosciamo benissimo, ma spostato su piattaforme online. Per esempio, un brand o un’attività non può pensare di fare digital marketing se non possiede un sito internet o dei canali social con cui rappresentarsi.

Va da sé che, cambiando i canali di comunicazione, sarà necessario utilizzare delle strategie di marketing diverse rispetto a quelle tradizionali. Giustamente ti starai chiedendo: “Ma sono davvero utili, queste strategie?”. Noi non possiamo che risponderti di sì (come farebbe un qualunque brand leader di settore), ma non pretendiamo che tu sia subito d’accordo.

Ma questa è una questione secondaria: prima occupiamoci di scoprire le mille sfaccettature del digital marketing.

Le componenti del digital marketing

  • Web marketing: la base del digital marketing, serve a far conoscere i propri prodotti o servizi in rete e ad attirare nuovi visitatori sui canali digitali;
  • Social marketing: serve per stabilire contatti e creare un legame con clienti, consumatori e (perché no?) anche con possibili futuri fruitori dei tuoi prodotti. Qui entrano in gioco i social: Instagram, Facebook, TikTok, LinkedIn – ma ne esistono anche molti altri, ognuno con pubblici e finalità differenti – che consentono un rapporto diretto con i consumatori. In questa categoria rientra anche il blog, il luogo in cui potrai tenere aggiornati i visitatori delle tue attività oppure offrire loro rubriche didattiche (come la nostra);
  • Email marketing: con questo trucchetto avrai un filo diretto con gli utenti realmente interessati alla tua azienda, perché ti hanno volontariamente comunicato il loro indirizzo email per restare in comunicazione con te e scoprire in anteprima promozioni, informazioni e novità. Questi utenti sono il tuo “tesssssoro”, il tuo target di riferimento, e devi tenertelo ben stretto;
  • Search Engine Optimization (SEO): è l’occhio dei motori di ricerca, che tutto vedono e tutto sanno. Vuoi fare bella figura davanti al signor Google? Allora crea un bel sito, riempilo di contenuti, carica delle belle foto e fatti aiutare da un esperto di SEO a ottimizzare il tutto. A lungo andare, questa strategia potrà portarti tra i primi sulla pagina dei risultati di ricerca senza mai utilizzare gli advertising di Google;
  • Search Engine Marketing (SEM): con questo nome si indicano tutte le attività a pagamento che servono per promuovere il proprio sito sui motori di ricerca. Per capirci meglio, sono tutte quelle pagine contrassegnate dalla dicitura “Annuncio” che si trovano alle prime posizioni nelle pagine dei risultati dei motori di ricerca.

E quindi, qual è lo scopo del digital marketing?

Giustamente, dopo tanta teoria, c’è bisogno di pervenire alla pratica: alla fine della fiera, qual è lo scopo del digital marketing?

Potremmo dire che il digital marketing è una bella partita a freccette. Dove il bersaglio sei tu. E devi essere un bersaglio anche molto invitante, devi ardentemente desiderare di essere colpito. Ogni freccia porterà con sé molteplici significati:

  • Sei riuscito a trovare il pubblico adatto a te;
  • Hai saputo cogliere la sua attenzione;
  • Sei stato capace di mantenere vivo il suo interesse;
  • Le strategie che hai scelto di mettere in pratica stanno funzionando!

Ma c’è molto altro da scoprire…

Le componenti che abbiamo illustrato sono, per forza di cose, solo un assaggio della complessità di strumenti di cui il digital marketing si serve per essere efficace, ma sono le basi da cui partire per scalfire la superficie di questo ricchissimo argomento.

Se vuoi scoprire di più, non ti resta che seguirci su Facebook, Instagram e LinkedIn, dove pubblicheremo tutti gli aggiornamenti della nostra “Guida interattiva per imprenditori”.

Ti aspettiamo nel prossimo articolo!

Digital Marketing

Siti web

Social

Comunicazione digitale:
l’era del turismo 2.0

Una nuova comunicazione

Sappiamo bene quanto la comunicazione digitale abbia cambiato le nostre abitudini ed i nostri comportamenti. Dal fare shopping, al prenotare un ristorante, tutto è stata influenzato dall’avvento dell’era digital.

In un simile contesto anche il modo di fare turismo si è sempre più conformato alle logiche digitali ed agli algoritmi che dominano le dinamiche del web.

Sembrano ormai lontani i tempi nei quali le prenotazioni, per le proprie vacanze estive, venivano effettuate tramite le agenzie viaggi. Poi si passò ai tour operator che mediavano direttamente con il cliente, fino all’avvento delle OTA, cioè delle piattaforme virtuali di viaggi.

Le OTA

Nello specifico, OTA è l’acronimo di online tour agency.
L’utente medio le conosce con il loro nome “commerciale”: pensiamo, ad esempio, a Booking. Ebbene Booking è un OTA,  una piattaforma che si sostituisce alle pregresse agenzie viaggio e media tra l’albergatore ed il cliente finale.
Questa attività di intermediazione ha ovviamente un costo!
Lo sanno molto bene tutti gli operatori e gli imprenditori del settore turistico che sono costretti, dopo ogni prenotazione effettuata su un OTA, a pagare delle commissioni, in termini percentuali, che incidono notevolmente sul guadagno finale.

Ragion per cui, sempre più strutture alberghiere ed imprenditori turistici, soprattutto i più lungimiranti, stanno capendo l’importanza di gestire direttamente le prenotazioni attraverso la propria piattaforma online.

Prenotazione diretta

Che sia il sito web, la pagina facebook o il portale del gruppo alberghiero, quel che conta è la prenotazione diretta dell’utente-cliente al di fuori delle OTA. Questa eventualità rappresenta il margine di guadagno ovvero la fetta di profitto che costituisce, in termini percentuali ed economici, la vera componente di attivo per il bilancio della propria attività.

Una buon piano di marketing, strutturato in attività sui social e sui motori di ricerca, attraverso una campagna di comunicazione attrattiva, può e deve rappresentare un investimento da tenere in considerazione per chi opera nel settore turistico.

Quanto detto trova fondamento nella costante attività di ricerca e monitoraggio che l’utente/consumatore effettua prima di una prenotazione.

Quanti di voi, prima di prenotare, si informano sulla struttura, consultano le recensioni e le pagine social, sfogliano gallery di foto postate dai precedenti visitatori?

Ecco, questa è la nuova sfida da cogliere attraverso l’utilizzo di tutti quei canali di comunicazione che sono sempre più vicini all’utente finale e che lo convinceranno a prenotare direttamente sulla vostra piattaforma digitale!

Contenuti social: quali sono i migliori?