Web agency a Bari per le aziende

BLOG


Quante cose
interessanti scriviamo!

Digital Marketing

Web agency a Bari per le aziende

In questo articolo ti spiegheremo qual è il lavoro di Holly, la web agency con sede a Bari e Milano, che conosce tutti i segreti e le potenzialità del digital! Infatti, dovunque nel mondo Internet è diventato uno strumento indispensabile non solo nella vita personale, ma anche e soprattutto in quella professionale. Per questo esistono delle agenzie che conoscono il mondo del web come il palmo della propria mano. Ed è a queste che devi affidarti per avere una strategia efficace e dei risultati certi.

Se non sai a chi rivolgerti, sei nel posto giusto! Noi di Holly Agency ti aiuteremo a sviluppare tutte le potenzialità del tuo brand o della tua attività, sia online che offline. Con i nostri servizi, mirati alla comunicazione a 360°, saremo molto più di una ordinaria web agency: dalla gestione dei social, alla creazione e monitoraggio delle campagne di advertising, dal design e sviluppo del tuo sito web fino alla scrittura di contenuti in ottica SEO, ti guideremo alla conquista della brand awareness e di una posizione ben definita sulle piattaforme online.

Schermo con contenuto creativo di una web agency

Sviluppo di siti web e servizi per le imprese

I servizi di una web agency sono molto diversi tra loro e sono tutti mattoncini indispensabili per costruire la reputazione online di un brand. Perciò le figure professionali che si occupano delle varie sfere di azione sul web sono tante. Ognuna di loro è specializzata nel proprio ambito e sa esattamente cosa fare per assicurare ai nostri clienti i migliori risultati!

Ma quindi, cos’è che fa esattamente una web agency? Scopriamolo insieme!

Cos’è una web agency

Per definizione, una web agency è un’agenzia che si occupa di tutto ciò che compete la vita online delle attività commerciali dei suoi clienti. Alla base del suo lavoro c’è sempre uno studio preliminare del cliente e del suo prodotto o servizio, seguito da un’analisi del mercato. Non mancano anche indagini sui possibili utenti del prodotto: si stabiliscono comportamenti d’acquisto, interessi e dati demografici più o meno dettagliati per avere un’idea del consumatore-tipo che verrà targettizzato. Uno studio così approfondito serve per delineare le strategie più efficaci per rendere l’attività commerciale di un cliente competitiva sul mercato e interessante e appetibile per chiunque capiti sui suoi canali online!

Cosa fa una web agency

Come abbiamo già detto, una web agency si occupa di tutti gli aspetti legati alla presenza online di un’attività:

  • Visual identity – Sulla base dell’analisi del brand, sono i grafici a occuparsi dello sviluppo di un’identità grafica, coerente con la filosofia aziendale, che servirà a identificare la tua realtà. In questo modo si può diventare riconoscibili anche soltanto grazie a poche forme e colori, che accompagneranno la tua attività online e, se vorrai, anche offline!
  • Social media marketing – Chi, al giorno d’oggi, non ha una pagina social su Facebook o su Instagram? Ma sei proprio sicuro di sapere utilizzare questi strumenti? I social media manager che lavorano all’interno di una web agency non solo sanno farlo, ma sono anche altamente formati per trovare la strategia giusta per rendere i tuoi canali social il punto di riferimento per gli utenti.
  • Advertising – La pubblicità del tuo prodotto o servizio trova il suo spazio anche online. Sia le piattaforme Meta che Google sono bene equipaggiate per ospitare post, offerte o prodotti sponsorizzati. Definendo i giusti obiettivi delle campagne pubblicitarie, gli advertiser sapranno raggiungere un numero maggiore di potenziali e futuri clienti.
  • Design del sito web – I non addetti ai lavori forse non sanno che i siti web devono essere studiati graficamente secondo le regole di UX (User Experience) e UI (User Interface). Questi parametri servono per creare delle pagine facili da navigare e utilizzare per gli utenti che capitano sul sito e che, se si sentiranno a loro agio con l’interfaccia grafica, si fermeranno per navigare da un contenuto all’altro.
  • Sviluppo dei siti web – Dopo aver creato il design del sito, si passa al suo sviluppo pratico. Servirà un buon webmaster che trasformerà in realtà il design concordato. Il sito verrà realizzato grazie al supporto di un applicativo web per la gestione dei contenuti del proprio sito, blog o portale web. Questi applicativi vengono chiamati CMS (Content Management System) e i più utilizzati dai programmatori sono WordPress o Magento. Al suo interno lo sviluppatore utilizzerà un linguaggio di programmazione (tra i più famosi ci sono Python e JavaScript), cioè una lunga catena di codici che darà vita alla struttura del sito.
  • SEO (Search Engine Optimization) – Ogni parte del sito internet viene appositamente ottimizzata per dare i migliori risultati sulle pagine di ricerca di Google. La scalata alla vetta delle posizioni dei motori di ricerca parte proprio da qui, da un buono studio della SEO e dalla sua messa in pratica anche tramite la stesura di testi appetibili agli occhi di Google.
persone che si occupano dello sviluppo di siti web

Realizzazione siti web a Bari

Tra i tanti servizi che Holly Agency offre, c’è la realizzazione di siti web di ogni genere e tipo nella zona di Bari. Abbiamo già realizzato diverse tipologie di pagine con esiti molto positivi, spesso supportati da strategie legate ai social network. A partire dalle esigenze dei nostri clienti, progettiamo siti one-page (con una sola pagina di consultazione), landing page (pagine di atterraggio) ed e-commerce con booking kit integrato.

Sul territorio barese, ci sono molte realtà innovative e interessanti, che potrebbero aumentare la loro efficacia grazie a una strategia digitale integrata. Holly Agency ha già aiutato alcune di queste aziende, afferenti all’ambito food e viaggi. Per loro abbiamo sviluppato siti web attrattivi ed e-commerce strutturati, che hanno permesso di migliorare i risultati giorno dopo giorno.

La nostra competenza non si limita ad ambiti specifici o a settori merceologici circoscritti, anzi! Il nostro team è sempre pronto ad accogliere qualsiasi sfida digital che stimoli la mente e la creatività, e che sia faccia crescere ancora le potenzialità economiche della nostra terra!

Dalla nostra esperienza nel settore digital è emerso che, nell’ambito dello sviluppo web, il prodotto più richiesto è senza dubbio la landing page, utile strumento per raggiungere nuovi contatti e potenziali clienti.

Che cos’è la landing page e a cosa serve

La creazione di una landing page va a braccetto con l’ideazione di una campagna di sponsorizzazione. Meta, Google (e adesso anche TikTok!) mettono a disposizione i loro spazi pubblicitari, dotati di CTA (call to action) su cui l’utente può cliccare. Una volta spinto il pulsante, l’utente “spicca il volo” per poi planare sulla pagina di atterraggio (in inglese “landing page”).

La landing page è una pagina singola senza via di uscita, che spinge a visualizzare i suoi contenuti e, infine, a compilare un form e chiedere informazioni. A tutti gli effetti, questa tipologia di pagina web è ottimizzata per raggiungere conversioni, nuovi contatti e quindi più vendite e più clienti.

Laptop poggiato su una scrivania con landing page sullo schermo

Conosciamoci meglio!

Sappiamo che lo spazio di questo articolo è limitato e che, al contrario, il mondo del web e delle web agency è molto complesso, perciò se vuoi conoscerci meglio puoi guardare i lavori che abbiamo realizzato per i nostri clienti.

Seguici anche sui nostri canali social per scoprire com’è la vita di agenzia del team di Holly Agency!

Digital Marketing

Come monetizzare con YouTube?

Come sono riusciti i Content creator a guadagnare cifre anche molto elevate attraverso i loro canali YouTube? Questa è sicuramente una tra le domande più gettonate nel mondo del web. Prima di entrare nel dettaglio sulle modalità di monetizzazione offerte da YouTube, facciamo chiarezza rispondendo a una serie di questioni ancora poco chiare.

YouTube paga gli utenti per caricare video?

No, i Content creator non vengono pagati da YouTube per caricare video, né i video sono monetizzati di default. Ma allora come è possibile guadagnare su YouTube? La risposta è molto semplice: con la pubblicità! E come si fa ad ottenere la pubblicità su YouTube? Risposta altrettanto semplice: bisogna diventare un suo partner. Per iniziare a guadagnare su YouTube, occorre attivare le opzioni si monetizzazione dalle impostazioni account, aderendo al Programma partner, al quale si accede solo rispettando determinati requisiti o pubblicando i video su YouTube Premium.

Il “sistema” YouTube

Il sistema principale per monetizzare è quello degli annunci pubblicitari, che possono essere mostrati in vari formati all’inizio, durante o alla fine dei video. Il numero minimo di iscritti al proprio canale deve essere di 1000 utenti e 4.000 devono essere le ore di visualizzazione negli ultimi 12 mesi. Numeri non da poco ma neanche irraggiungibili se si pensa che YouTube risulta il “canale Tv” più visto in Italia, con oltre il 91% di utenti nella fascia tra i 18 e i 54 anni.

Ma il potenziale guadagno non è determinato unicamente dal numero di iscritti o di visualizzazioni; dipende anche dal livello di intrattenimento generato, dal mercato di nicchia a cui ci si rivolge e dai metodi usati per monetizzare. Questo non vuol dire che il numero di iscritti al canale non sia importante, possono esserci, però, altri parametri che ugualmente aiutano a cresce e, di riflesso, a guadagnare. Chiaramente il guadagno dipende anche dall’engagement del proprio pubblico, dal tempo di visualizzazione, dalle interazioni come commenti, dai like (e dislike) e dalle condivisioni video. 

Schermo di smartphone con grafico di crescita della monetizzazione grazie a YouTube

Brand & YouTube

C’è anche un altro punto fondamentale. La maggior parte degli Youtuber, dei creator e dei brand non guadagnano esclusivamente con YouTube, ma anche e soprattutto con business paralleli, come la pubblicizzazione e la conseguente vendita dei loro prodotti. YouTube diventa così cassa di risonanza per il proprio business e sicuramente una piattaforma su cui puntare se si vuol avere maggiore visibilità. Molti creator lavorano coi brand per promuovere i prodotti di questi ultimi, diventando dei veri e propri influencer marketing, ed anche i brand, coi loro canali personali, possono sfruttare l’enorme potenziale di questa piattaforma. Di conseguenza un’azienda può utilizzare questa piattaforma per promuoversi, vendere i propri prodotti e aumentare la propria brand awareness.

Un caso esemplare è quello di Clio Zammatteo, conosciuta dai più come Clio MakeUp, che ha cominciato la sua carriera di make up artist creando su YouTube tutorial per principianti. Il suo seguito è cresciuto a dismisura negli anni, tanto da permetterle di diventare una guru nel suo settore e aprire il suo brand di prodotti!

Affiliate marketing

Una metodologia interessante sia per i brand che per i creator è l’affiliate marketing, che consiste nel vendere prodotti di altri e ricevere una commissione per ogni vendita o, al contrario, essere un brand che permette ai Content creator di YouTube di sponsorizzare i loro prodotti e venderli tramite un link apposito. Al giorno d’oggi quasi tutti gli e-commerce, piattaforme online o marketplace sul web offrono un programma di affiliazione, di conseguenza se c’è un qualsiasi prodotto da promuovere, basterà andare sul sito in questione e cercare la voce “diventa un affiliato”.

Le tipologie di collaborazioni sono innumerevoli, a volte imprevedibili, ma solitamente le più note sono le seguenti:

  • Promuovere determinati prodotti/servizi
  • Recensire determinati prodotti/servizi
  • Utilizzare determinati prodotti durante i tuoi video
  • Utilizzare esclusivamente i loro prodotti durante i tuoi video
  • Realizzare tutorial promozionali
  • Inserire un link all’interno della descrizione
Content creator di moda crea un video per il suo canale YouTube

Conclusioni

Riuscire a guadagnare con YouTube è un lavoro a tutti gli effetti, la creazione di contenuti video di qualità altrettanto, e spesso servirà avvalersi della collaborazione di videomaker professionisti. Costanza e perseveranza sono le parole d’ordine, e il risultato non si farà attendere.

Se vuoi avere maggiori informazioni su questo argomento come su tutto il mondo del digital marketing non devi fare altro che seguirci su Facebook, Instagram e LinkedIn e leggere gli articolo del nostro blog “Guida interattiva per imprenditori”!

Alla prossima!

Siti web

Crea il tuo e-commerce per il turismo

Il futuro dei viaggi è digital!

Con l’avvento di Internet e, ancor di più, con lo scoppio della pandemia, il world wide web è diventato elemento indispensabile della nostra quotidianità. Nessun settore è rimasto immune al fascino della ragnatela, nemmeno quello dei viaggi, che ha fin da subito approfittato dei grandi vantaggi di un’esposizione su larga scala. Così hanno cominciato a prendere piede le OTA (Online Travel Agency) come Booking e Airbnb. Ma, a lungo andare, il loro utilizzo da parte delle strutture è diventato dispendioso a causa degli alti costi di commissione, dando inizio a una nuova rivoluzione digitale. Sono sempre di più le agenzie di viaggio e i tour operator che scelgono di far sviluppare e-commerce per il turismo. In questo modo possono gestire in autonomia le loro prenotazioni in maniera ordinata e senza costi aggiuntivi!

Persona con telefono che prenota un viaggio tramite e-commerce per il turismo

OTA: un buon motivo per sviluppare e-commerce per il turismo!

Le OTA si configurano a tutti gli effetti come rivenditori online di qualsiasi tipo o categoria di viaggi (o di accessori a essi collegati). Infatti, utilizzando i canali di online travel agency è possibile prenotare qualsiasi tipo di servizio, dall’hotel in cui pernottare ai voli, dal noleggio auto fino alle attività da svolgere durante la vacanza.

A tutti noi, da viaggiatori e turisti, sarà capitato almeno una volta di utilizzare questi strumenti (basti pensare ai diffusissimi Booking, Airbnb o Skyscanner) perché hanno innegabili vantaggi per chi ha in programma un’imminente partenza.

Le agenzie viaggi che scelgono di essere presenti su queste piattaforme sono avvantaggiate sotto molteplici punti di vista. Ma anche i vantaggi offerti dalle OTA mostrano come avere un e-commerce sia la strategia migliore per avere un guadagno sicuro e immediato!

Perché conviene far sviluppare un e-commerce per la tua agenzia viaggi

Prenotazioni dirette

Proprio grazie alla particolare attrattiva che le OTA hanno sui turisti, far parte delle promozioni presenti sui loro siti o sulle loro app permette di avere una visibilità non da poco. Le online travel agency diventano a tutti gli effetti un canale promozionale!

In seguito alla ricerca, buona parte dei turisti, dopo aver trovato la struttura, l’attività o il servizio di loro interesse, visiterà direttamente il loro sito. E, a questo punto, bisogna farsi trovare preparati:

  • Bisogna avere un sito altamente funzionante, accogliente e facile da navigare;
  • È necessario presentare un’offerta più vantaggiosa di quella delle OTA, che convinca l’utente a fare una prenotazione diretta.

Per questo è importante avere sempre pronta una buona strategia di vendita e un buon e-commerce!

Persone che prenotano un viaggio

Nessun rischio di over-reach

La grande diffusione delle OTA in tutto il mondo permette ai loro siti di essere fruiti da un’audience estesa, nonché di tradurre le offerte in qualsiasi lingua. Inoltre, per tracciare quanto più pubblico possibile, rimangono costantemente aggiornate sulle tendenze dei consumatori e sulle migliori strategie di vendita da seguire.

Tuttavia, le OTA non tengono traccia delle prenotazioni totali di ogni attività, portando a un rischio di over-reach. Questo implica che non tutte le prenotazioni potranno essere soddisfatte e, di conseguenza, a un possibile aumento di cattiva reputazione delle attività.

Come evitare una simile evenienza? Ovviamente sviluppando un e-commerce per il tuo sito di viaggi!

Tasse di commissione addio!

La presenza sui canali di online travel agency è gratuita, ma nel momento della prenotazione scatta il pagamento immediato. La percentuale parte dal 15% fino ad arrivare al 20%. Certamente si tratta di una commissione non da poco per le agenzie, che si vedono costrette ad aumentare il prezzo delle offerte pur di colmare i costi imposti dalle piattaforme OTA. Queste modalità, a lungo andare, rischiano di inficiare il rendimento economico delle aziende e di portarle ad avere più perdite che guadagni sulla singola prenotazione.

Trend e statistiche

I trend degli ultimi anni hanno visto salire in maniera esponenziale la conversione di molte attività alla realtà online, attraverso l’apertura alla vendita e-commerce. Una prospettiva già in aumento, che la pandemia ha senza dubbio velocizzato e stimolato.

E anche le agenzie di viaggio e turismo italiane non si sono lasciate sfuggire l’occasione di innovarsi. Infatti, cavalcando l’onda dell’e-commerce, nel 2021 hanno registrato un aumento di vendite online del +55% rispetto all’anno precedente.

Come creare un e-commerce per il tuo sito

Per prima cosa, un e-commerce ha bisogno di essere popolato di contenuti, perciò devi assicurarti di avere pacchetti, offerte e soluzioni di viaggio da proporre agli utenti del tuo sito.

Dopo di che dovrai dare ai turisti il modo di prenotare attraverso il tuo sito. Per farlo dovrai installare sull’e-commerce un booking engine, cioè un sistema centralizzato che ti permetterà di tenere traccia di tutte le prenotazioni effettuate.

Per sviluppare un e-commerce per il tuo sito di viaggi rivolgiti a chi ha esperienza e sa esattamente di cosa hai bisogno per migliorare le tue prestazioni online!

Screen di sito web per il turismo con e-commerce

Conclusione

Le online travel agency sono ormai parte integrante delle nostre decisioni di viaggio, ma disintermediare dai canali OTA non solo è un’opzione valutabile, ma addirittura percorribile (e con successo)!

Scegliere di rendersi indipendenti da questi sistemi porta più vantaggi economici di quanto si possa pensare, senza rinunciare alla comoda visibilità che si può guadagnare tramite le online travel agency.

Continua a seguirci

Se questo articolo ti è piaciuto e se il mondo del marketing e della comunicazione ti interessa, continua a seguirci sui nostri canali social! Ci trovi su Facebook, Instagram e LinkedIn, dove condividiamo i nostri progetti e gli articoli della “Guida interattiva per imprenditori”.

A presto!

Grafica

L’importanza di adattare la grafica
ai contenuti social

I canali social sono degli agglomerati virtuali di emozioni, e sono proprio queste emozioni che bisogna riuscire a smuovere utilizzando immagini e grafica appropriate. Riuscire a farlo vuol dire aumentare l’engagement della nostra pagina e, di riflesso, acquisire nuovi potenziali clienti.

È importante sapere che, la nostra mente, elabora un messaggio visivo in modo molto più veloce rispetto ad un testo scritto (circa 60.000 volte più rapidamente). Inoltre, poiché la comunicazione si basa principalmente su elementi non verbali, è importante che il contenuto visivo sia tendenzialmente universale, trasversale e soprattutto impattante.

 Il fattore emozionale non è da sottovalutare: a differenza, infatti, della lettura di un testo, guardare un’immagine è un’attività che provoca molto più velocemente e molto più comunemente, emozioni nuove. Questo significa che lo sviluppo di un piano di marketing visivo è più rilevante che mai, soprattutto in un contesto come quello dei social, dove a vincere è il contenuto visivo.

L'importanza di avere una grafica adatta per i contenuti social

L’importanza del Visual Concept

D’altro canto è importante garantire che i clienti sappiano esattamente chi sei nel momento in cui vedono i tuoi contenuti su qualsiasi canale. In questo senso risulta fondamentale ideare un buon visual concept, non solo per la creazione di contenuti grafici, ma anche per la comunicazione digitale, di marketing e codice web.

Vediamo nel dettaglio come il visual concept del proprio brand può essere rivisitato a seconda della piattaforma e/o supporto utilizzato. Coerenza e adattabilità sono le due parole d’ordine da tenere sempre a mente ogni volta che si realizzano contenuti visivi. Ma coerenza verso cosa? La risposta è semplice.

Quando si progettano delle grafiche per i social network bisogna rimanere fedeli al concept del brand senza stravolgerlo ma allo stesso tempo adattarlo ai vari formati e contesti virtuali, inoltre i contenuti devono essere connessi fra di loro per una maggiore comprensione del brand e del suo messaggio.

Importante sarà aver creato a monte un brand abbastanza flessibile da potersi esprimere in nuovi ambiti senza perdere la sua identità.

Caratteristiche della grafica personalizzata

Le 4 caratteristiche

1. Semplicità

È necessario scegliere elementi grafici di impatto e limitare il testo, cercando di attirare l’attenzione dei visitatori occasionali per invogliarli a saperne di più, magari interagendo col post. Le grafiche non dovrebbero essere troppo ridondanti o piene di elementi visivi, bensì semplici e altamente impattanti.

Parola d’ordine: colpire l’utente.

2. Carattere personale

Personalizzare il più possibile lo spazio a disposizione, includendo il logo del proprio brand e assicurandosi che lo sfondo, i colori e il font rispecchino il visual concept scelto. Molti social network si differenziano notevolmente per target, contenuti e formati, quindi bisognerà stare attenti affinché venga garantita la coerenza tra le diverse piattaforme, pur potendone diversificare i contenuti. Le immagini devono essere nitide e di qualità. Se le foto sono reali ancora meglio. Evitiamo, laddove sia possibile, le immagini stock., per trasmettere al meglio il valore di unicità espresso dal nostro brand.

3. Specifiche

Ogni piattaforma di social media prevede requisiti diversi e aggiornamenti da fare con una certa frequenza, soprattutto per quanto riguarda orientamento e contenuto. Importante sarà aver creato un brand abbastanza flessibile da potersi esprimere in nuovi ambiti senza perdere la sua identità. L’immagine si deve adattare a diversi formati poiché ogni social ha un suo formato “preferito” (Instagram quadrato, Facebook orizzontale, Pinterest verticale, ecc..), e rispettare delle regole di composizione, la famosa regola dei terzi. Inoltre bisogna mantenersi sempre in linea con il target del brand.

Se ci sono delle scritte sovrapposte, il font deve essere leggibile e sempre coerente con il brand e il target di riferimento; il colore deve essere in contrasto con lo sfondo e bisogna fare attenzione alle dimensioni e alla quantità di testo che inseriamo, soprattutto se l’immagine viene sponsorizzata (su Facebook).

Assicurarsi che l’immagine grafica elaborata sia adattabile su piccolo formato (smartphone e tablet) è fondamentale, limitando il testo, semplificando lo sfondo e dando risalto al soggetto.

Poiché alcuni formati tagliano le immagini, è importante collocare al centro gli elementi chiave e ritagliare le immagini in modo da mostrare i dettagli del soggetto scelto.

4. Emozioni

Ogni brand provoca una reazione emotiva. Pensiamo al nostro negozio preferito. Cosa ci trasmette?  Lo troviamo accogliente, raffinato, rassicurante ed affidabile? In questo senso anche l’immagine del brand deve trasmettere le stesse emozioni, non solo quando viene utilizzata per il sito web, l’e-commerce o prodotti stampati, ma anche sui vari social network. Promuovere un brand vuol dire raccontare una storia, e con la realizzazione di grafiche social noi facciamo proprio questo.

Diversi tipi di font: è importante scegliere quello giusto

L’importanza di usare il font giusto

Altro aspetto importante, come abbiamo accennato prima, è l’utilizzo del font corretto, fondamentale per trasmettere il messaggio e i valori del nostro brand. Il grande potere comunicativo che ne deriva rende essenziale imparare a riconoscere, scegliere e usare i caratteri secondo i progetti e gli scopi da realizzare. Il font è uno strumento potente perché, senza rendercene conto, trasmette un umore che influenza profondamente la nostra reazione alle parole che leggiamo.

Sui social network questo aspetto diventa ancora più fondamentale vista la quantità enorme di input ai quali siamo esposti quotidianamente. Di primaria importanza sarà, quindi, riuscire a catturare l’attenzione non solo con grafica e colori ma anche col font giusto, sempre in armonia con l’immagine coordinata.

Se vuoi conoscere più a fondo questo, come altri argomenti…

… ti ricordiamo di seguirci sulle nostre pagine Facebook, Instagram e LinkedIn per rimanere sempre aggiornato sulla pubblicazione degli articoli della Guida interattiva per imprenditori! A presto!

Social

Fare pubblicità su LinkedIn
serve davvero?

Negli ultimi tempi si sente sempre più spesso di quanto la pubblicità su LinkedIn sia efficace. Chiunque vi si sia approcciato ha, però, scoperto i costi dell’ADV sulla piattaforma e si è tirato indietro ancora prima di cominciare.

Allora viene spontaneo chiedersi se spendere così tante energie (e sostanze) dia dei risultati reali e remunerativi e, nel caso di risposta affermativa, come massimizzarli.

In questo articolo analizzeremo il mondo di LinkedIn, la natura del social e scopriremo insieme se fare pubblicità sul social network più istituzionale del web serva davvero.

Che cos’è LinkedIn e a cosa serve

Strategia per pubblicità su LinkedIn

LinkedIn nasce nel dicembre 2002 dalla mente dell’imprenditore Reid Hoffman e del suo team, che quello stesso anno avevano lanciato con successo il servizio di pagamento online PayPal.

Ancor prima di Facebook (diffuso per la prima volta in rete in rete nel 2004) LinkedIn era un luogo d’incontro virtuale per i professionisti di tutto il mondo, principalmente orientato allo scambio di conoscenze e contenuti riguardanti il B2B. La sua mission era quella di creare reti di comunicazione tra imprenditori e dipendenti «per aumentarne la produttività e il successo». Il ruolo centrale dei rapporti interpersonali lo dimostra anche lo slogan del social, una frase breve e minimale, che condensa i valori su cui LinkedIn è stato fondato:

“Relationships matter”

Uno dei vantaggi della piattaforma è senza dubbio l’elevato trust di cui il social gode, costruitosi con il passare del tempo e accresciuto soprattutto grazie all’esperienza positiva del suo sempre crescente numero di utenti. Estrema trasparenza e correttezza, centralità della persona e tutela della sua privacy durante la navigazione sono gli elementi di trust che hanno fatto la differenza per far diventare LinkedIn il portale leader del mondo professionale.

I dati aggiornati al 2021 riportano 774 milioni di membri iscritti a LinkedIn in tutto il mondo, di cui 16 milioni solo in Italia.

numero iscritti su linkedin

Utilizzare LinkedIn in maniera ottimale: una guida essenziale

  • La prima cosa da fare appena atterrati sulla pagina iniziale di LinkedIn (o sulla pagina d’accesso dell’app) è registrarsi e creare un profilo personale. Email e password sono i primi dati da fornire per l’accesso. Nome, cognome, email e numero di telefono sono le basi indispensabili per cominciare a mettersi in contatto con altri professionisti.
  • Dopo aver superato il primo step, LinkedIn entra ancor di più nei dettagli. Ottimizzare il profilo consiste nell’inserire dati riguardo la propria formazione scolastica e professionale, incarichi ricoperti ed eventuali attività di volontariato.
  • LinkedIn è fatto per farsi notare! A tal fine è importante lasciare like, commenti e postare contenuti che parlino di lavoro, esperienze formative e di crescita. Tutto questo serve agli utenti per creare un proprio personal branding, una marca personale che ha bisogno di accrescere post dopo post. Questo consente di essere notati e apprezzati da clienti attuali o potenziali, collaboratori e anche futuri datori di lavoro.
  • E se si possiede un’azienda? È possibile creare una pagina aziendale, come accade con Facebook? Ovviamente la risposta è sì! Nel Foro Romano contemporaneo che è LinkedIn, dotare la propria impresa o attività di una pagina è naturale. Aprirla è comodamente possibile dal proprio profilo, dalla sezione «Lavoro» e cliccando poi su «Crea una pagina aziendale». Grazie a questa pagina è possibile promuovere la ricerca di dipendenti, o anche semplicemente informare sui progressi aziendali, accrescendo la brand awareness.
  • La copertura organica di LinkedIn è di gran lunga più ampia rispetto a quella di qualsiasi altro social network. Che significa questo? Che, anche senza ADV, una pagina (personale o aziendale che sia) avrà una visibilità altissima. Di conseguenza, la copertura di un post migliorerebbe in maniera esponenziale se venisse sponsorizzato. Però – e c’è un però non indifferente, che mette in crisi i più – i costi dell’ADV sono piuttosto alti. E quindi viene da chiedersi: ha davvero senso fare pubblicità su LinkedIn? Scopriamolo insieme!
Guida all'uso di LinkedIn

Come fare pubblicità su LinkedIn

Come ormai tutti i social network, LinkedIn permette di accedere in maniera autonoma alla sezione di Gestione campagne, una piattaforma appositamente progettata per creare e gestire gli annunci.

La prima cosa da fare, a questo punto, è selezionare un obiettivo, cioè lo scopo primario che si vuole raggiungere attraverso l’attivazione della sponsorizzata, e un target (fascia di persone a cui si mira per catturarne l’interesse).

Grazie all’ineguagliabile trust di LinkedIn, i suoi utenti forniscono un numero di informazioni davvero considerevole ed estremamente utile a individuare il tipo di pubblico perfetto all’obiettivo selezionato. Man mano che queste indicazioni vengono inserite, è lo stesso LinkedIn che fornisce indicazioni sull’audience prevista.

Inoltre, selezionando obiettivo e pubblico della sponsorizzata, LinkedIn indica quali contenuti possono raccogliere più risultati.

Brand awareness

Questo primo obiettivo è utile per far conoscere a più gente possibile il proprio brand e per farlo ricordare nel tempo. I contenuti consigliati sono in formato video, perché sono quelli che riescono a intrattenere l’utente, riscuotono più interazioni e possono essere un ottimo punto di partenza per approntare campagne di retargeting.

Lead generation

È risaputo che la generazione di contatti è uno degli obiettivi più difficili da realizzare, perché richiede un alto coinvolgimento degli utenti, che decidono di lasciare i loro dati personali. Per attirare la loro attenzione è consigliato utilizzare contenuti brevi e concisi, che sappiano catturare l’attenzione con poche parole: grafiche e copywriting d’impatto, inMail (messaggi privati inviabili anche al di fuori della propria cerchia di conoscenza) e anche moduli per l’acquisizione di contatti.

Ricerca del personale

LinkedIn è la piattaforma giusta per cercare nuove risorse da inserire nell’organico della tua azienda! Gli annunci di lavoro possono essere facilmente sponsorizzati per avere maggiore copertura e, di conseguenza una visibilità più ampia.

Tasso di conversione per pubblicità su LinkedIn

Perché vale la pena fare pubblicità su LinkedIn

Uno dei fattori che certamente influenza la scelta di non utilizzare le campagne pubblicitarie di LinkedIn è il loro costo molto alto. Parlando in maniera concreta, è necessario spendere almeno €10 al giorno per ogni campagna attiva sul proprio profilo, una media nettamente superiore rispetto alle sponsorizzate di Facebook.

Quello che non bisogna dimenticare è che gli utenti di LinkedIn forniscono informazioni sempre precise e in costante aggiornamento sulla loro vita professionale. Questo porta a una targhettizzazione del pubblico di riferimento mirata e precisa e, di conseguenza, a una più alta percentuale di conversione e a un recupero totale del budget utilizzato per far girare la campagna.

Conclusione

Nonostante i costi elevati, LinkedIn si presenta come la migliore piattaforma social per promuovere offerte di lavoro e aumentare la visibilità dei propri brand e azienda, nonché per acquisire contatti realmente interessati.

Se questo vale per i privati, che possono sponsorizzare contenuti in autonomia, è ancora più vero se la gestione dell’advertising viene affidata a un’agenzia di comunicazione, esperta nell’arte della sponsorizzazione. Il lavoro delle web agency è favorito anche dall’implementazione di un Business Manager di LinkedIn, appositamente progettato per tenere costantemente monitorati i risultati delle campagne di tutti i clienti.

Business Manager su LinkedIn

Rimani aggiornato!

Le curiosità sul mondo del digital marketing non sono finite qui. Per rimanere sempre aggiornato sugli articoli della nostra “Guida interattiva per imprenditori”, seguici sui nostri profili Facebook, Instagram e LinkedIn.

Al prossimo articolo!

Social

Contenuti social:
quali sono i migliori?

Aprire una pagina social è un’ottima scelta strategica per farti conoscere da un parterre di clienti più ampio, facendo particolare attenzione a scegliere la piattaforma più giusta. L’hai già fatto? Ottimo! Ora, però, è necessario pensare a quali contenuti postare.

Eh sì, essere presenti sui social e basta non è sufficiente. La tua pagina è a tutti gli effetti una vetrina digitale che permette ai naviganti del web di capire qualcosa di più sul tuo lavoro e sui servizi che offri.

Facciamo un esempio pratico: immagina di vedere il volantino di un supermercato che si è appena inaugurato nella tua città. Ha dei prezzi vantaggiosi, sì, ma le immagini degli articoli sono confusionarie, sfocate e non ti comunicano il senso di ordine e igiene che ricerchi da un supermercato. Ci andresti mai?

Probabilmente no, e forse perderesti l’occasione di scoprire che la realtà è diversa da ciò che avevi immaginato: il supermercato è ordinatissimo, pulitissimo e offre dei prodotti di qualità.

Lo stesso concetto si applica anche al web: se avrai dei contenuti esteticamente curati e concettualmente rilevanti gli utenti saranno più propensi a:

  • mettere like e commentare;
  • far conoscere la tua pagina ai loro amici;
  • chiedere informazioni;
  • rivolgersi a te quando avranno bisogno dei tuoi servizi.

Questa è l’essenza del content marketing, una strategia di fondamentale importanza nella gestione dei social. Attraverso il suo utilizzo si costruisce la brand awareness di un’attività, che a sua volta permette la nascita di una community interessata, attiva, fondata su valori condivisi.

Vediamo insieme quali sono le linee guida per creare una pagina social di successo.

Contenuti informativi

Anche chiamati how-to content, il loro scopo è quello di aiutare l’utente a capire qualcosa di più sul tuo brand e sui prodotti o servizi che offre. Fornire consigli e informazioni gratuite ai propri utenti è uno dei modi più efficaci per fidelizzarli, perché aumenta la credibilità e l’autorevolezza del brand.

Immagina che ci sia un’azienda che produce burro. Chi seguirebbe con trasporto e interesse la pagina Facebook di un brand di burro? Gli utenti saranno sicuramente pochi, se i contenuti pubblicati sono foto del panetto, differenziate unicamente dallo sfondo.

Immagina, ora, che l’azienda parli dei campi verdissimi in cui le mucche pascolano serenamente; oppure che suggerisca una ricetta golosa da preparare con il loro prodotto per il pranzo della domenica. Il loro seguito sarà sicuramente più coinvolto e aumenterà l’engagement della pagina, facendole pubblicità e preferendo il suo brand ad altri.

https://www.instagram.com/p/CglkZ6LNK_q/

Contenuti di intrattenimento

In questo blog consideriamo i social network dal punto di vista funzionale alla pubblicizzazione del nostro brand. Ma, al di fuori della sfera commerciale, essi sono il punto di ritrovo di un numero esorbitante di gente che vuole rilassarsi e distrarsi dalla frenesia di tutti i giorni.

E cosa può venire in soccorso di qualcuno che vuole soltanto staccare? Il cosiddetto branded entertainment, un contenuto che riesce a catturare e mantenere l’attenzione del consumatore per un tempo quanto più lungo possibile.

Per creare contenuti come questo bisogna sfruttare lo storytelling, una tecnica narrativa che collega con un filo rosso le diverse pubblicazioni di una stessa pagina. Qualsiasi formato tu abbia in mente può essere funzionale per intrattenere i tuoi utenti: dal cortometraggio alla miniserie a episodi su internet, dalle riviste ai giochi promozionali ai podcast.

Contenuti ispirazionali

Forse questo è il tipo di contenuto più difficile da sviluppare, perché si prefigge come obiettivo quello di raccontare una storia. Attraverso parole e immagini d’impatto, gli utenti riescono a riflettere, emozionarsi e a credere nelle proprie capacità.

I contenuti più apprezzati sono quelli in cui compare una citazione motivazionale, oppure i racconti di gente che è partita dal basso e ha raggiunto le vette del successo. Così anche gli utenti si sentono incoraggiati a dare il massimo per raggiungere i propri sogni e obiettivi.

I maggiori utilizzatori di contenuti ispirazionali sono i brand sportivi. Adidas e Nike sono le prime aziende che vengono in mente con i loro motti “Impossible is nothing” e “Just do it”. E già solo così fanno venire voglia di correre la maratona di New York senza uno straccio di preparazione atletica! Un’azienda che sprona i suoi utenti a credere in sé stessi sarà sempre la prima a cui i consumatori penseranno quando avranno bisogno di comprare un qualsiasi articolo sportivo.

https://www.instagram.com/p/CXtlq9luB-O/

Un esempio che vale per tutti 

La teoria l’abbiamo elencata, ma passare alla pratica è la vera impresa. Perciò ti suggeriamo di andare a sbirciare un brand che utilizza tutte e tre queste modalità di contenuti con ottimi risultati, così da prendere spunto.

Stiamo parlando di Veralab, il marchio di prodotti per la cura della persona ideato da Cristina Fogazzi, alias Estetista Cinica. Sulle sue pagine social troverai post informativi, di intrattenimento e ispirazionali, che restituiscono una formula comunicativa efficace!

E se vuoi saperne di più…

… ti ricordiamo, come al solito, di seguirci sulle nostre pagine Facebook, Instagram e LinkedIn per rimanere sempre aggiornato sulla pubblicazione degli articoli della “Guida interattiva per imprenditori”!

A presto!

Grafica

Le differenze tra logo e marchio:
facciamo chiarezza

Elemento imprescindibile per il riconoscimento di una marca è senza ombra di dubbio il suo logo… o forse sarebbe meglio chiamarlo marchio? Ecco, questo piccolo dubbio è molto più comune di quanto si pensi e, spesso, si sente parlare di logo e marchio di un brand senza fare alcuna distinzione tra i due. Come? Anche tu hai sempre pensato che queste parole fossero sinonimi tra loro? Allora sei stato davvero fortunato a capitare su questo articolo. Qui faremo chiarezza sulle differenze tra logo e marchio e perché tale distinzione può essere cruciale per la tua azienda!

Il logo: una definizione

Il logotipo, per gli amici logo, è per definizione la rappresentazione grafica del nome di un prodotto o di un’azienda. In poche parole è il nome di una marca che diventa facilmente riconoscibile perché rimane sempre uguale a sé stesso: è caratterizzato dallo stesso lettering e dalla stessa sequenza di colori, elementi che lo rendono distinguibile dalla grande mole di aziende in circolazione.

Per fare un esempio su tutti, probabilmente il più famoso, possiamo citare il logo della Coca-Cola. Questo logotipo è rimasto praticamente quasi immutato dalla data della sua creazione, nel 1887, e forse è proprio per questo motivo che ancora oggi lo riconosciamo anche solo vedendolo da lontano. Ma il logo è solo una delle parti che compongono la brand identity.

Questo elemento grafico è spesso accompagnato da altri elementi, altrettanto fondamentali per la definizione dell’identità di un’azienda: il pittogramma e il payoff. Il pittogramma è un simbolo caratterizzato da semplicità, riconoscibilità e immediatezza e spesso finisce con l’identificare l’intero brand. Il payoff è una frase (ma più spesso sono poche parole) che rafforza il messaggio che il pittogramma vuole comunicare, divenendo a sua volta elemento fondamentale per il riconoscimento della marca.

E allora cos’è il marchio?  

Il marchio è un concetto giuridico: qualsiasi elemento della brand identity può diventare un marchio, se opportunamente depositato come prescritto dalla legge italiana. Scopo ultimo della registrazione è difendere il proprio o i propri segni grafici distintivi da tentativi di plagio e contraffazione. A seconda della registrazione che si sceglie di compiere, la protezione del marchio si limita al territorio italiano, a quello europeo o a quello mondiale, oppure si può scegliere di coprire un numero determinato di Paesi esteri, di propria scelta.

I segni soggetti a registrazione in Italia sono:

  • Parole. In questa categoria rientrano sia i nomi dei brand (ad esempio Nike) che i loro payoff (per rimanere in tema, lo slogan famosissimo e inspirational Just do it.”);
  • Disegni. Viene difficile al giorno d’oggi vedere l’immagine di un occhio azzurro stilizzato dalle lunghe ciglia nere e non pensare a Chiara Ferragni, vero? La stessa cosa vale per la sirena bianca su sfondo verde, che immediatamente rimanda alla famosa catena di caffè Starbucks;
  • Lettere singole e monogrammi. Uno dei più conosciuti marchi di questo tipo è quello di Louis Vuitton (LV), divenuto iconico con il pattern ripetuto sui suoi prodotti;
  • Cifre. I rappresentanti di questa categoria non sono molti, ma il più famoso è il “46” del motociclista Valentino Rossi;
  • Colori. Ebbene sì, anche i colori possono essere registrati come marchio! L’azienda americana Pantone è maestra nella catalogazione e registrazione di nuove sfumature di colore, ma altrettanto degno di nota è l’esperimento riuscitissimo della “mucca lilla” di Milka, che ha definito così l’identità tutta virata verso il viola della marca;
  • Forma del prodotto o del suo confezionamento. In questi casi si può parlare sia di elementi bidimensionali che di elementi tridimensionali, che possono essere rappresentati rispettivamente dal motivo a quadrati ripetuti di Burberry e dalla forma della bottiglia di vetro della Coca-Cola;
  • Suoni. Più il mondo del marketing avanza, più si evolve, accettando al suo interno qualsiasi forma creativa che serva allo scopo di identificare un brand, proprio come nel caso di Netflix e del suo inconfondibile “Tu-dum”.

Logo, marchio e tanto altro ancora!

Speriamo che questo articolo sia stato utile per approfondire le significative differenze tra logo e marchio, entrambi elementi importanti per l’immagine di un’azienda.

Però, nel caso in cui i tuoi dubbi non si siano ancora diradati del tutto e volessi sapere qualcosa di più su questo argomento… continua a seguirci su Facebook, Instagram e LinkedIn per rimanere sempre aggiornato sul mondo del digital marketing grazie alla nostra Guida interattiva per imprenditori!

Alla prossima!

Digital Marketing

Marketing tradizionale vs
digital marketing

Benvenuto quest’oggi allo scontro del secolo! Prendi posto sugli spalti, sta per cominciare l’evento che tutti agognano di vedere. Finalmente verrà annunciato il vincitore indiscusso del mondo del marketing! Sul lato sinistro del ring abbiamo il marketing tradizionale, su quello destro il digital marketing.

Ecco, la campanella suona e i due sfidanti si fiondano al centro del ring! La prima azione è del digital marketing, che si prepara a scagliare un destro, ma il marketing tradizionale si prepara a sua volta con un gancio e…

Si stringono la mano?!

Che ti aspettavi, che se le dessero di santa ragione? Se la tua risposta è sì allora ti conviene continuare a leggere questo articolo.

Marketing tradizionale e marketing digitale: tutti i pro

Marketing tradizionale e digital marketing: cos’hanno in comune?

Prima di enunciare le differenze, capiamo piuttosto che cosa hanno in comune questi due tipi di marketing.

Entrambi sono strumenti utilizzati per vendere un prodotto o un servizio; entrambi sono utili per costruire una brand awareness attorno al prodotto pubblicizzato e per attirare clienti. Infine, lo scopo di tutte e due le tipologie di marketing è quello di fissare una strategia e raggiungere il target e l’obiettivo prestabiliti.

Allora, se la sostanza, il fine, il principio di fondo del marketing tradizionale e del digital marketing sono gli stessi… in cosa si differenziano? Be’, nelle modalità!

Le differenze tra marketing tradizionale e digital marketing

  • Per prima cosa, i loro canali di diffusione sono differenti. Il marketing tradizionale è ad appannaggio di stampa, televisione, manifesti e cartelloni, volantini, brochure, comunicati stampa. Il digital marketing, come dice il suo nome, si concentra su canali digitali attraverso l’utilizzo di siti internet e pagine social, grazie all’ausilio di strategie opportunamente approntate.
  • Il marketing tradizionale utilizza tecniche “outbound” di sponsorizzazione, cioè bombarda i potenziali clienti di pubblicità (ma vi ricordate quanto stressava nel 2020 la pubblicità di Vinted in TV?). Il digital marketing, invece, punta sull’”inbound” e cerca di attirare i suoi potenziali clienti: in pratica, fornisce agli utenti di internet (e potenziali clienti) dei contenuti significativi che li spingeranno, in seguito, a ricercare volontariamente il prodotto.
  • Il target del marketing tradizionale è soggetto a un flusso unidirezionale e non può rispondere direttamente agli stimoli che una pubblicità suscita in lui. Al contrario, il flusso del digital marketing è bidirezionale e consente al consumatore di dire la sua sul prodotto e di influenzarne la progettazione, la pubblicizzazione e la vendita.
  • Ultimo punto, ma non meno importante (anzi!): il digital marketing si distingue dal marketing tradizionale per la misurabilità dei dati. L’utilizzo di social media e siti internet permette di tracciare i movimenti degli utenti, ottenendo così informazioni sui contenuti più apprezzati, su quelli che hanno avuto maggiore visibilità e quelli più cercati dagli utenti, in modo tale da adattare il proprio target e ottimizzare i contenuti a seconda del gradimento del pubblico.
Superman che viene colpito

Quale dei due tipi di marketing scegliere?

Dopo tanto parlare, non siamo ancora arrivati al nocciolo della questione. Ti starai chiedendo: “Quale dei due tipi di marketing è migliore? Quale devo scegliere per far crescere la mia attività?”. Al che, noi rispondiamo con un’altra domanda: perché scegliere?

Con l’entrata in scena del progresso tecnologico e dell’era digitale è diventato fin da subito chiaro che le tecniche di marketing utilizzate fino ad allora sarebbero presto diventate insufficienti. Il digital marketing, perciò, si configura come la naturale evoluzione del marketing tradizionale e si è sviluppato per fornire alle aziende la possibilità di promuoversi in accordo con la nascita di nuovi canali di comunicazione.

Ma i canali di comunicazione tradizionali continuano a esistere: la gente guarda ancora la TV, i volantini e le brochure vengono ancora consultati e letti, i cartelloni pubblicitari occupano così tanto spazio visivo che ignorarli è impossibile.

In conclusione, “Two gust is megl che one”. È un caso che questa citazione sia diventata iconica grazie a una pubblicità veicolata tramite canali di marketing tradizionale? Assolutamente no, anzi, è la dimostrazione che il marketing tradizionale conserva la sua utilità e funziona ancora.

Vuoi saperne di più?

Se questo articolo ti è piaciuto, ti è stato utile e speri di poter approfondire la tua conoscenza sul mondo del marketing, continua a seguire la nostra “Guida interattiva per imprenditori”. Per rimanere sempre aggiornato, segui le nostre pagine Facebook, Instagram e LinkedIn, dove puoi lasciarci suggerimenti sugli argomenti che vorresti leggere nei prossimi articoli.

A presto!

Digital Marketing

Strategie di digital marketing:
a cosa servono?

Hai mai pensato di partire in vacanza con in dosso una bella camicia hawaiana e un cappello di paglia, senza bagagli, senza aver comunicato le tue giornate di ferie e senza aver prenotato il volo né una camera d’albergo? No? Allora immagina di farlo. Percepisci la sensazione di caos che proveresti in una situazione del genere? Ecco, questo è più o meno quello che succederebbe se gestissi i tuoi canali digital senza una buona strategia di digital marketing.

Per raggiungere dei risultati nel digital (ma vale in qualsiasi campo) bisogna programmare degli obiettivi a medio e lungo termine ed è necessario mettere in pratica una serie di azioni ben calibrate per raggiungerli. Vediamo insieme quali sono e a cosa servono.

Post-it con analisi strategie di marketing

Analisi del brand e del mercato

Sia che tu approdi per la prima volta sul web, che se possiedi già i tuoi canali digitali e vuoi rinnovarli, il primo passo da fare è guardarti intorno e fare un’analisi del mercato, studiare approfonditamente il nemic- ehm, il competitor. Ogni nuovo elemento ti può essere d’aiuto nel capire in che direzione muoverti, quando devi seguire l’esempio dei brand già presenti sul mercato e quando percorrere una strada originale e innovativa.

Oltre a conoscere l’ecosistema esterno, è di assoluta importanza porsi domande sulla situazione interna della tua azienda e dei suoi canali digitali. Hai un sito che assicuri una buona user experience all’utente? Qual è il posizionamento della tua pagina web nella pagina dei risultati di Google? Le tue pagine social sono attive, attirano una community interessata e partecipe?

Quando ogni domanda avrà la sua risposta sarai pronto per passare al livello successivo.

Definizione degli obiettivi

Per sapere in che direzione procedere hai bisogno prima di tutto di sapere dove hai intenzione di andare. E se il tuo mezzo di trasporto sono le strategie di digital marketing, la tua meta sono gli obiettivi che ti sarai posto.

È importante stabilire pochi obiettivi ma buoni, vicini alle tue possibilità, SMART. Dove SMART sta per:

  • Specific: specifici, ben delimitati nella loro sfera d’interesse, dettagliati e chiari;
  • Measurable: misurabili, cioè che possono essere misurati dalle metriche a tua disposizione;
  • Achievable: realizzabili con le risorse, gli strumenti e le abilità di cui disponi, oppure con quelli che puoi acquisire nel breve termine;
  • Relevant: pertinenti alla tua azienda e al tuo progetto;
  • Time-based: temporizzabili, cioè sviluppabili in un arco di tempo prestabilito che non sia d’intralcio al raggiungimento degli obiettivi aziendali nel loro insieme.
Obiettivi delle strategie di marketing: SMART

Chi è la tua buyer persona?

Adesso che hai chiaro cosa vuoi fare, devi capire anche a chi vuoi rivolgerti. Chi è la tua buyer persona, cioè il cliente-tipo del tuo prodotto? Quanti anni ha? Che lavoro fa? Come passa il tempo libero? È interessato alla categoria del tuo business? Di cosa ha bisogno, cosa desidera?

A seconda delle risposte che troverai, sarà facile capire come muoverti per raggiungere la tua buyer persona. È da questo momento in poi che il gioco si fa duro, ma tu sei un duro, no? E allora si comincia a giocare! Come un bravo investigatore privato, traccerai i dati dei tuoi utenti e cercherai di raggiungerli per farti dare direttamente da loro i dati utili alla loro profilazione (in gergo, questa procedura si chiama “generazione di contatti”).

I valori del tuo brand, i valori del tuo target

Prima ancora che per la qualità del tuo prodotto, gli utenti si approcceranno ai tuoi canali digitali perché si riconosceranno nei valori che proponi. E il loro affetto nei tuoi confronti crescerà man mano che riconosceranno che rispecchiano la tua realtà. Sapere quali sono i propri valori di riferimento è importante, in quanto essi definiscono la tua attività, differenziandola da quella dei competitor.

Per questo è di fondamentale importanza avere sul proprio sito la pagina “Chi siamo” e parlare diffusamente dei valori aziendali anche sui canali social o sulle newsletter rivolte ai tuoi clienti!

Comunicare nel modo più efficace

Entrare in un supermercato e mettersi a declamare con enfasi un canto dell’Inferno di Dante avrebbe più o meno lo stesso effetto di scrivere un post accademicamente curato su Instagram. Con questo non vogliamo dire che i social sono il luogo della superficialità, ma piuttosto che i contenuti devono essere adattati al canale comunicativo in cui vengono diffusi e al target a cui stai mirando. Se non lo farai, la tua presenza online verrà percepita come straniante e inopportuna.

Adottando i giusti metodi di comunicazione, il pubblico si sentirà più attratto al tuo business e sarà spinto a compiere un’azione (che va dal lasciare un mi piace, all’inviare un’email, all’acquistare un prodotto o un servizio). Perciò bisogna scegliere accuratamente i canali su cui si vogliono diffondere informazioni sui propri progetti e valori. A questo scopo è imprescindibile scegliere di volta in volta i contenuti che verranno apprezzati di più dal pubblico di quel determinato canale e al tone of voice con cui lo fai.

Creare contenuti non è facile come potrebbe sembrare, per questo è preferibile rivolgersi a figure esperte che forniscano i canali digitali di contenuti. Per curare i social network chiedi consiglio a un social media manager; per scrivere i testi da inserire nel tuo sito web o nel tuo blog affidati a un SEO Expert, la figura che più di tutte sa digitare i tasti giusti per portare il tuo sito in alto tra i risultati di ricerca. In questo modo aumenterai la tua brand awareness e creerai traffico verso i canali istituzionali aziendali.

Scritta "brand" su foglio

Monitorare i risultati per adeguare la strategia

Internet è un posto meraviglioso per tantissimi vantaggi ai quali ci ha dato accesso, tra i quali anche la misurabilità dei risultati. Monitorare quanta gente ha visto i nostri contenuti, ha interagito con essi, li ha graditi – e controllare anche quanti utenti hanno finalizzato un acquisto – è utilissimo per capire se le tue strategie di marketing hanno funzionato o meno.

Se non hanno avuto un buon riscontro, grazie ai dati raccolti puoi riconsiderare una nuova strategia da adottare. Se, invece, la strategia è andata bene, puoi capire in che modo perfezionarla per raggiungere vette sempre più alte. Ovviamente, ci sono delle tempistiche da rispettare: è consigliato studiare i dati su base trimestrale e annuale, per rimodellare gli obiettivi o le tattiche e raggiungere i risultati desiderati.

Vuoi conoscere altre strategie di digital marketing?

In questo articolo abbiamo elencato soltanto alcuni dei metodi più efficaci per condurre una strategia di digital marketing, e avremmo potuto dire anche di più. Se vuoi conoscere questo mondo in maniera più approfondita, la nostra “Guida interattiva per imprenditori” è ricca di articoli che fanno al caso tuo!

Per imparare pillole sempre nuove di digital marketing, seguici sulle nostre pagine Facebook, Instagram e LinkedIn.

Ci rivediamo nel prossimo articolo!

Digital Marketing

Digital marketing:
cos’è e a cosa serve?

Se sei un imprenditore, ti sarà certamente capitato di sentire parlare di digital marketing e dei vantaggi che questo può portare alla tua azienda.

Nonostante le belle prospettive che ti hanno mostrato, vorresti capirne qualcosa in più per non finire in balia della prima agenzia di comunicazione che ti propone una strategia basata su paroloni incomprensibili.

Che fortuna! Sei capitato nel posto giusto! La nostra “Guida interattiva per imprenditori” saprà rispondere a ogni tuo interrogativo sul digital marketing e ti aiuterà a orientarti facilmente tra le più innovative tecniche di promozione online del tuo brand.

Ma partiamo dalle basi. La prima domanda da farsi è:

Cos’è il digital marketing?

A voler semplificare al massimo il concetto, il digital marketing non è altro che il marketing che tutti conosciamo benissimo, ma spostato su piattaforme online. Per esempio, un brand o un’attività non può pensare di fare digital marketing se non possiede un sito internet o dei canali social con cui rappresentarsi.

Va da sé che, cambiando i canali di comunicazione, sarà necessario utilizzare delle strategie di marketing diverse rispetto a quelle tradizionali. Giustamente ti starai chiedendo: “Ma sono davvero utili, queste strategie?”. Noi non possiamo che risponderti di sì (come farebbe un qualunque brand leader di settore), ma non pretendiamo che tu sia subito d’accordo.

Ma questa è una questione secondaria: prima occupiamoci di scoprire le mille sfaccettature del digital marketing.

Le componenti del digital marketing

  • Web marketing: la base del digital marketing, serve a far conoscere i propri prodotti o servizi in rete e ad attirare nuovi visitatori sui canali digitali;
  • Social marketing: serve per stabilire contatti e creare un legame con clienti, consumatori e (perché no?) anche con possibili futuri fruitori dei tuoi prodotti. Qui entrano in gioco i social: Instagram, Facebook, TikTok, LinkedIn – ma ne esistono anche molti altri, ognuno con pubblici e finalità differenti – che consentono un rapporto diretto con i consumatori. In questa categoria rientra anche il blog, il luogo in cui potrai tenere aggiornati i visitatori delle tue attività oppure offrire loro rubriche didattiche (come la nostra);
  • Email marketing: con questo trucchetto avrai un filo diretto con gli utenti realmente interessati alla tua azienda, perché ti hanno volontariamente comunicato il loro indirizzo email per restare in comunicazione con te e scoprire in anteprima promozioni, informazioni e novità. Questi utenti sono il tuo “tesssssoro”, il tuo target di riferimento, e devi tenertelo ben stretto;
  • Search Engine Optimization (SEO): è l’occhio dei motori di ricerca, che tutto vedono e tutto sanno. Vuoi fare bella figura davanti al signor Google? Allora crea un bel sito, riempilo di contenuti, carica delle belle foto e fatti aiutare da un esperto di SEO a ottimizzare il tutto. A lungo andare, questa strategia potrà portarti tra i primi sulla pagina dei risultati di ricerca senza mai utilizzare gli advertising di Google;
  • Search Engine Marketing (SEM): con questo nome si indicano tutte le attività a pagamento che servono per promuovere il proprio sito sui motori di ricerca. Per capirci meglio, sono tutte quelle pagine contrassegnate dalla dicitura “Annuncio” che si trovano alle prime posizioni nelle pagine dei risultati dei motori di ricerca.

E quindi, qual è lo scopo del digital marketing?

Giustamente, dopo tanta teoria, c’è bisogno di pervenire alla pratica: alla fine della fiera, qual è lo scopo del digital marketing?

Potremmo dire che il digital marketing è una bella partita a freccette. Dove il bersaglio sei tu. E devi essere un bersaglio anche molto invitante, devi ardentemente desiderare di essere colpito. Ogni freccia porterà con sé molteplici significati:

  • Sei riuscito a trovare il pubblico adatto a te;
  • Hai saputo cogliere la sua attenzione;
  • Sei stato capace di mantenere vivo il suo interesse;
  • Le strategie che hai scelto di mettere in pratica stanno funzionando!

Ma c’è molto altro da scoprire…

Le componenti che abbiamo illustrato sono, per forza di cose, solo un assaggio della complessità di strumenti di cui il digital marketing si serve per essere efficace, ma sono le basi da cui partire per scalfire la superficie di questo ricchissimo argomento.

Se vuoi scoprire di più, non ti resta che seguirci su Facebook, Instagram e LinkedIn, dove pubblicheremo tutti gli aggiornamenti della nostra “Guida interattiva per imprenditori”.

Ti aspettiamo nel prossimo articolo!

Web agency a Bari per le aziende