Contenuti social: quali sono i migliori?

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Contenuti social: quali sono i migliori?

Aprire una pagina social è un’ottima scelta strategica per farti conoscere da un parterre di clienti più ampio, facendo particolare attenzione a scegliere la piattaforma più giusta. L’hai già fatto? Ottimo! Ora, però, è necessario pensare a quali contenuti postare.

Eh sì, essere presenti sui social e basta non è sufficiente. La tua pagina è a tutti gli effetti una vetrina digitale che permette ai naviganti del web di capire qualcosa di più sul tuo lavoro e sui servizi che offri.

Facciamo un esempio pratico: immagina di vedere il volantino di un supermercato che si è appena inaugurato nella tua città. Ha dei prezzi vantaggiosi, sì, ma le immagini degli articoli sono confusionarie, sfocate e non ti comunicano il senso di ordine e igiene che ricerchi da un supermercato. Ci andresti mai?

Probabilmente no, e forse perderesti l’occasione di scoprire che la realtà è diversa da ciò che avevi immaginato: il supermercato è ordinatissimo, pulitissimo e offre dei prodotti di qualità.

Lo stesso concetto si applica anche al web: se avrai dei contenuti esteticamente curati e concettualmente rilevanti gli utenti saranno più propensi a:

  • mettere like e commentare;
  • far conoscere la tua pagina ai loro amici;
  • chiedere informazioni;
  • rivolgersi a te quando avranno bisogno dei tuoi servizi.

Questa è l’essenza del content marketing, una strategia di fondamentale importanza nella gestione dei social. Attraverso il suo utilizzo si costruisce la brand awareness di un’attività, che a sua volta permette la nascita di una community interessata, attiva, fondata su valori condivisi.

Vediamo insieme quali sono le linee guida per creare una pagina social di successo.

Contenuti informativi

Anche chiamati how-to content, il loro scopo è quello di aiutare l’utente a capire qualcosa di più sul tuo brand e sui prodotti o servizi che offre. Fornire consigli e informazioni gratuite ai propri utenti è uno dei modi più efficaci per fidelizzarli, perché aumenta la credibilità e l’autorevolezza del brand.

Immagina che ci sia un’azienda che produce burro. Chi seguirebbe con trasporto e interesse la pagina Facebook di un brand di burro? Gli utenti saranno sicuramente pochi, se i contenuti pubblicati sono foto del panetto, differenziate unicamente dallo sfondo.

Immagina, ora, che l’azienda parli dei campi verdissimi in cui le mucche pascolano serenamente; oppure che suggerisca una ricetta golosa da preparare con il loro prodotto per il pranzo della domenica. Il loro seguito sarà sicuramente più coinvolto e aumenterà l’engagement della pagina, facendole pubblicità e preferendo il suo brand ad altri.

Contenuti di intrattenimento

In questo blog consideriamo i social network dal punto di vista funzionale alla pubblicizzazione del nostro brand. Ma, al di fuori della sfera commerciale, essi sono il punto di ritrovo di un numero esorbitante di gente che vuole rilassarsi e distrarsi dalla frenesia di tutti i giorni.

E cosa può venire in soccorso di qualcuno che vuole soltanto staccare? Il cosiddetto branded entertainment, un contenuto che riesce a catturare e mantenere l’attenzione del consumatore per un tempo quanto più lungo possibile.

Per creare contenuti come questo bisogna sfruttare lo storytelling, una tecnica narrativa che collega con un filo rosso le diverse pubblicazioni di una stessa pagina. Qualsiasi formato tu abbia in mente può essere funzionale per intrattenere i tuoi utenti: dal cortometraggio alla miniserie a episodi su internet, dalle riviste ai giochi promozionali ai podcast.

Contenuti ispirazionali

Forse questo è il tipo di contenuto più difficile da sviluppare, perché si prefigge come obiettivo quello di raccontare una storia. Attraverso parole e immagini d’impatto, gli utenti riescono a riflettere, emozionarsi e a credere nelle proprie capacità.

I contenuti più apprezzati sono quelli in cui compare una citazione motivazionale, oppure i racconti di gente che è partita dal basso e ha raggiunto le vette del successo. Così anche gli utenti si sentono incoraggiati a dare il massimo per raggiungere i propri sogni e obiettivi.

I maggiori utilizzatori di contenuti ispirazionali sono i brand sportivi. Adidas e Nike sono le prime aziende che vengono in mente con i loro motti “Impossible is nothing” e “Just do it”. E già solo così fanno venire voglia di correre la maratona di New York senza uno straccio di preparazione atletica! Un’azienda che sprona i suoi utenti a credere in sé stessi sarà sempre la prima a cui i consumatori penseranno quando avranno bisogno di comprare un qualsiasi articolo sportivo.

Un esempio che vale per tutti 

La teoria l’abbiamo elencata, ma passare alla pratica è la vera impresa. Perciò ti suggeriamo di andare a sbirciare un brand che utilizza tutte e tre queste modalità di contenuti con ottimi risultati, così da prendere spunto.

Stiamo parlando di Veralab, il marchio di prodotti per la cura della persona ideato da Cristina Fogazzi, alias Estetista Cinica. Sulle sue pagine social troverai post informativi, di intrattenimento e ispirazionali, che restituiscono una formula comunicativa efficace!

E se vuoi saperne di più…

… ti ricordiamo, come al solito, di seguirci sulle nostre pagine Facebook, Instagram e LinkedIn per rimanere sempre aggiornato sulla pubblicazione degli articoli della “Guida interattiva per imprenditori”!

A presto!

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Scopri qual è il social adatto
per il tuo business!

I social network, a oggi, sono diventati dei canali di diffusione di contenuti molto veloci e di facile accessibilità per tutti. Negli ultimi anni il numero delle piattaforme social è cresciuto ed è aumentato l’utilizzo che ognuno di noi fa di queste app: basti pensare che praticamente tutti possiedono uno smartphone e sono iscritti ad almeno un social network che utilizzano quotidianamente.

Con questi presupposti la presenza online della tua azienda diventa fondamentale per farti trovare con più facilità dai tuoi futuri clienti (acquisizione contatti) e anche per poter restare in contatto con i clienti già acquisiti (fidelizzazione).

Essere presenti online, però, non è facile! Uno degli errori principali è quello di non conoscere quali sono i social in linea con la propria azienda. Soprattutto per quanto riguarda le piccole e medie imprese (PMI), è importante scegliere il canale adatto su cui investire (in termini di tempo e denaro) in produzione di contenuti, gestione social e sponsorizzazione per comunicare al meglio il prodotto o il servizio da vendere, i valori aziendali e tutte le informazioni di cui si vuole parlare.

Quindi come fare a scegliere il social giusto per il tuo business?

Per districarti al meglio tra le varie app e piattaforme dovrai conoscere il pubblico che utilizza maggiormente quel social, il suo obiettivo e il tipo di contenuti trattati.

E in questo ti aiutiamo noi! Facciamo insieme un piccolo tour all’interno dei social per scoprirne tutti i segreti.

Facebook

Partiamo da Facebook, chi lo utilizza davvero?

Possiamo dire che Facebook è diventato un social più “adulto”. La maggioranza degli utenti che lo utilizzano ha un’età superiore ai 35 anni; gli adolescenti, invece, si stanno spostando man mano verso altre piattaforme più nuove e di maggiore intrattenimento. Questo significa che gli utenti di Facebook appartengono alla fascia di età lavorativa e quindi, grazie ai contenuti sulla pagina e alle sponsorizzate, si può raggiungere una bella fetta di mercato spendente. Utilizzando un linguaggio e una presentazione del prodotto adatta a un pubblico over 35, Facebook può essere il social di riferimento per il tuo brand.

Le pagine Facebook di Taffo e Ceres, a esempio, attraverso un tone of voice simpatico  e sfruttando termini ed eventi (instant marketing) che catturano l’attenzione di un pubblico adulto, riescono a centrare favolosamente il loro target di riferimento e ad accrescere la brand identity e anche le vendite.

Instagram

Al contrario di Facebook, Instagram è un social utilizzato da utenti under 35. La fascia d’età predominante è principalmente quella dai 25 ai 34 anni che passa una media di 30 minuti al giorno sull’app. Se il tuo brand o servizio si rivolge a un target di giovani adulti, ti sarà molto utile creare contenuti rivolti a loro sfruttando non solo elementi fotografici esteticamente appaganti, ma anche stories e video reel. Oltre agli elementi visuali, anche Instagram sfrutta le sponsorizzate e gli strumenti shopping, forniti dal social, per accompagnare i follower all’acquisto sul proprio e-commerce o per creare un mini shop in piattaforma.

Il brand beauty Espressoh incarna perfettamente queste caratteristiche: un profilo dalle tonalità soft totalmente in armonia tra loro, il prodotto è sempre ben in evidenza, i contenuti fotografici e video sono originali e sono rivolti ad un target sui 25/30 anni. Sul profilo è presente il collegamento al proprio e-commerce e, inoltre, è stato creato lo shop Instagram per un acquisto rapido tramite social e una diffusione a raggio più ampio.

Ma dove sono finiti gli utenti più giovani?

TikTok

L’attenzione della generazione Z è stata incanalata prevalentemente su TikTok, dove i giovani utenti trascorrono una media di 52 minuti al giorno. I mini video dai contenuti sempre nuovi e originali sono diventati una tendenza. Tra chi produce attivamente i contenuti e chi è solo un fruitore, TikTok è tra le piattaforme più apprezzate non solo dai giovanissimi ma anche da una fetta di adulti innamorati delle novità. Questo social è un ottimo strumento per un’azienda che ha bisogno di comunicare con un target prevalentemente al di sotto dei 25 anni e dal tone of voice simpatico, utilizzando messaggi brevi per parlare del proprio prodotto sotto forma di video. Per far avvicinare i giovani all’arte, la Galleria degli Uffizi ha utilizzato un profilo TikTok in cui sfrutta i trend della piattaforma. Statue e quadri parlano e si muovono grazie agli effetti messi a disposizione da TikTok, dando vita a siparietti simpatici e originali in ogni mini video.

YouTube

Nell’ultimo periodo i video sono diventati la tendenza nel campo dei contenuti. Più performanti dal punto di vista comunicativo e più apprezzati dagli utenti dei social, hanno portato vecchie e nuove piattaforme a un nuovo livello di espressione. Non dimentichiamo però che esiste un social nato con lo scopo di essere un contenitore di video: YouTube. La piattaforma conta 2,5 miliardi di utenti nel mondo ed è stata scaricata sul cellulare dal 79% degli utenti del web. Il target principale include utenti tra i 19 e i 44 anni, racchiudendo quindi una fascia più ampia di utenti rispetto agli altri social. Il 62% delle aziende possiede già un canale YouTube professionale, che utilizza non solo per la semplice condivisione di video ma anche come strumento per caricare i filmati sui siti tramite link. Inoltre, il 90% degli utenti YouTube ha affermato di aver scoperto nuovi prodotti o brand durante la visione dei contenuti della piattaforma perché pubblicizzati dai creator. Se hai la possibilità di produrre video, YouTube può essere adatto al tuo brand.

Spesso si inizia a registrare video nella propria stanzetta e si finisce per creare un proprio brand. Come nel caso di Clio Make-up che, partendo da video tutorial make-up, è riuscita a mettere su un proprio marchio beauty. La notorietà nata grazie ai suoi tutorial, l’ha portata a un fatturato annuo che si aggira intorno ai 10 milioni ricavato tra vendita dei prodotti tramite sito o tramite i suoi store fisici temporanei. Un chiaro esempio di personal branding tramutato in prodotti grazie a YouTube.

Twitch

Se YouTube è utilizzato come contenitore di video di ogni tema, Twitch invece ha un’utenza un po’ più di nicchia e un’utilità differente.

Partiamo dalla funzionalità del social: Twitch è una piattaforma di proprietà di Amazon che serve per pubblicare video in live-streaming. La fascia d’età coinvolta e gli argomenti trattati sono ridotti rispetto a YouTube. Infatti il target di Twitch comprende utenti che hanno tra i 18 e i 34 anni, interessati a seguire in live argomenti come e-sport, tecnologia, manga, sostenibilità ambientale, parità di genere e sociale, inclusività ed eventi sportivi. Intorno alle giocate live di videogame e ai video blog si creano delle vere e proprie community fidelizzate che dànno a chi produce i contenuti la possibilità di monetizzare.

La presenza dei brand su Twitch è spesso indiretta: ci si affida a streamer per mostrare i prodotti durante le live o per ricevere donazioni durante la diretta. Soprattutto i brand di gaming si affidano alle collaborazioni con streamer che pubblicano delle live di gameplay, durante le quali riprendono l’andamento della partita del videogame di cui fanno lo sponsor.

Un esempio di marketing su Twitch è sicuramente l’evento Formula E Unlocked di Porsche, tenutosi nel 2019, in cui si promuoveva il nuovo modello 99X Electric. Attraverso una live in modalità gioco durata quattro ore, gli spettatori erano portati a interagire con la diretta Twitch attraverso domande e votazioni. Obiettivo finale è stato il reveal della nuova automobile.

Questo evento online ha utilizzato gli strumenti di Twitch per promuovere il brand e il prodotto tra i giovani, grazie anche all’utilizzo di un tone of voice da gamer.

Twitter

Dalle live e video blog ai micro blog di Twitter. In questo social è possibile esprimersi utilizzando pochi caratteri e soprattutto aggiungendo hashtag tematici da seguire. Di solito è usato per raccontare o commentare eventi e programmi tv. Puoi utilizzare il tuo profilo come un blog e cominciare conversazioni e connettersi in real time commentando macro argomenti e creando così una vera e propria community. La fascia d’età più presente è quella dai 25 ai 35 anni ed è lievemente superiore la presenza di genere maschile (53%).

Secondo le statistiche sui comportamenti, il 73% degli utenti Twitter è molto interessato a provare nuovi prodotti e il 97% di loro influenza l’acquisto da parte di parenti e amici di prodotti di cui ha sentito parlare sulla piattaforma. Gli argomenti più trattati sono film, musica, viaggi e food. E proprio nell’ambito food, un brand come Oreo riesce ad arrivare con efficacia al suo target tramite il suo tone of voice creativo e soprattutto utilizzando l’elemento più forte della piattaforma: l’hashtag. Guidati dall’hashtag #MyOreoCreation, gli utenti hanno seguito e partecipato al contest. La notorietà del brand sulla piattaforma è aumentata e anche le relative vendite dei prodotti promossi dal contest.

LinkedIn

Ultimo ma non meno importante è LinkedIn. Linkedin è utilizzato soprattutto per fare rete tra professionisti di settore più o meno esperti, offrire e cercare lavoro e parlare di sé e della propria azienda attraverso successi lavorativi o trend topic. I profili personali e le pagine aziendali sono delle vetrine professionali, una specie di CV interattivi, dove puoi conoscere l’esperienza della persona o del brand e confrontarti su argomenti riguardanti il mondo del lavoro o scoprire novità di settore. Il tone of voice utilizzato è più formale, quasi istituzionale. I tool a disposizione dell’azienda sono sia gratuiti che a pagamento e riguardano principalmente il recruiting. L’età media degli utenti è stimata sui 44 anni e la vendita di prodotti e servizi è orientata più a un business B2B che B2C. Sicuramente in questa piattaforma l’intrattenimento è inferiore all’informazione ma è comunque un elemento presente utilizzato da alcune pagine (spesso sotto forma di meme) per ironizzare su alcuni aspetti del mondo del lavoro. Un esempio a riguardo è sicuramente Legolize, che è riuscito a utilizzare l’ironia del meme anche su Linkedin per parlare di temi riguardanti il mondo del lavoro (soprattutto digitale). In maniera originale è riuscito a spostare il focus dai temi simpatici al merchandising e al videogioco di loro produzione.

La giusta strategia

Dopo aver conosciuto i dettagli su target e obiettivi di tutti questi social e su come sono stati usati in modo efficace dai grandi brand, ora tocca a te scegliere le piattaforme più adatte al tuo business.

Grazie a queste informazioni e all’analisi del tuo pubblico, sarai capace di creare una strategia che, con contenuti diversificati, riesca ad arrivare al tuo cliente-tipo.

Ovviamente questa scelta certosina del social adatto è una prerogativa delle PMI che possiedono un budget medio-basso e hanno bisogno di investire su una fetta altamente inerente al prodotto per poter raggiungere l’obiettivo.

Grandi brand e grandi budget sono presenti su tutte le piattaforme social con la giusta strategia di diversificazione dei contenuti. Lavorando su grande scala hanno la possibilità di raggiungere un target più ampio, che sappia coinvolgere e avvicinare anche un pubblico che non corrisponda necessariamente alla loro buyer persona.

Tu cosa sceglieresti?

Il mondo dei social network e del digital marketing è molto variegato e tutto da scoprire. Per fare la scelta giusta c’è sempre bisogno di aggiornarsi e conoscere al meglio l’argomento.

Se vuoi saperne di più, non ti resta che seguirci su Facebook, Instagram e LinkedIn, dove pubblicheremo tutti gli aggiornamenti della nostra “Guida interattiva per imprenditori”.

Nel frattempo puoi commentare l’articolo sui nostri profili e farci sapere qual è il social adatto per la tua azienda. Oppure puoi affidarti a noi per una strategia su misura per te!

Coming soon… Ti aspettiamo nel prossimo articolo!

Digital Marketing

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Comunicazione digitale:
l’era del turismo 2.0

Una nuova comunicazione

Sappiamo bene quanto la comunicazione digitale abbia cambiato le nostre abitudini ed i nostri comportamenti. Dal fare shopping, al prenotare un ristorante, tutto è stata influenzato dall’avvento dell’era digital.

In un simile contesto anche il modo di fare turismo si è sempre più conformato alle logiche digitali ed agli algoritmi che dominano le dinamiche del web.

Sembrano ormai lontani i tempi nei quali le prenotazioni, per le proprie vacanze estive, venivano effettuate tramite le agenzie viaggi. Poi si passò ai tour operator che mediavano direttamente con il cliente, fino all’avvento delle OTA, cioè delle piattaforme virtuali di viaggi.

Le OTA

Nello specifico, OTA è l’acronimo di online tour agency.
L’utente medio le conosce con il loro nome “commerciale”: pensiamo, ad esempio, a Booking. Ebbene Booking è un OTA,  una piattaforma che si sostituisce alle pregresse agenzie viaggio e media tra l’albergatore ed il cliente finale.
Questa attività di intermediazione ha ovviamente un costo!
Lo sanno molto bene tutti gli operatori e gli imprenditori del settore turistico che sono costretti, dopo ogni prenotazione effettuata su un OTA, a pagare delle commissioni, in termini percentuali, che incidono notevolmente sul guadagno finale.

Ragion per cui, sempre più strutture alberghiere ed imprenditori turistici, soprattutto i più lungimiranti, stanno capendo l’importanza di gestire direttamente le prenotazioni attraverso la propria piattaforma online.

Prenotazione diretta

Che sia il sito web, la pagina facebook o il portale del gruppo alberghiero, quel che conta è la prenotazione diretta dell’utente-cliente al di fuori delle OTA. Questa eventualità rappresenta il margine di guadagno ovvero la fetta di profitto che costituisce, in termini percentuali ed economici, la vera componente di attivo per il bilancio della propria attività.

Una buon piano di marketing, strutturato in attività sui social e sui motori di ricerca, attraverso una campagna di comunicazione attrattiva, può e deve rappresentare un investimento da tenere in considerazione per chi opera nel settore turistico.

Quanto detto trova fondamento nella costante attività di ricerca e monitoraggio che l’utente/consumatore effettua prima di una prenotazione.

Quanti di voi, prima di prenotare, si informano sulla struttura, consultano le recensioni e le pagine social, sfogliano gallery di foto postate dai precedenti visitatori?

Ecco, questa è la nuova sfida da cogliere attraverso l’utilizzo di tutti quei canali di comunicazione che sono sempre più vicini all’utente finale e che lo convinceranno a prenotare direttamente sulla vostra piattaforma digitale!

Social

Social Media:
il settore food è sempre più social

Mangiare fuori” è sicuramente un momento di piacere e di condivisione che nell’era della comunicazione digitale assume un significato che va oltre l’esperienza sensoriale e culinaria sfociando per forza di cose nel mondo dei social media.

È quanto emerge dallo studio condotto da TheFork e Doxa che hanno analizzato le maggiori tendenze nel mondo della ristorazione. Dal report prodotto emergono diversi spunti interessati per chi lavora nel settore della ristorazione ma anche per tutti coloro che navigano nel mondo digital.

Lo studio “mangiare fuori” fa il punto della situazione su un argomento diventato ormai centrale: mangiare fuori (inteso come il connubio tra location, piatti e qualità complessiva del servizio) è diventato un fattore social. Per trovare conferma di quanto detto, basta scorrere il feed di Instagram, ormai canale principe per la veicolazione di informazioni e contenuti verticali a carattere food.

Gli imprenditori del settore, quindi,  devono essere sempre più inclini ad una “visione social della propria attività” proprio perché i loro clienti lo sono sempre più. Ne abbiamo parlato già diversi mesi fa, in questo articolo (clicca per leggerlo) nel quale si evidenziava l’importanza di alcuni fattori e si confrontavano dati su come i social media potessero influire sulla scelta di un determinato ristorante.

Il gusto sta lasciando sempre più spazio all’estetica, il sapore deve essere mixato ad una bella presentazione, la logica dell’occhio vuole la sua parte sta prendendo sempre più piede nel mondo del food.

Si tratta di dati che non possono più essere ignorati dagli imprenditori del settore (in primis titolari di ristoranti, bar, ecc…) che, per alzare l’asticella ed intercettare sempre più clienti, devono necessariamente investire nel mondo dei social, approcciandosi alla materia con un’ottica da millennial o da nativi digitali.

 

Per chi volesse approfondire il report https://www.bva-doxa.com/

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