Web agency a Bari per le aziende

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Digital Marketing

Web agency a Bari per le aziende

In questo articolo ti spiegheremo qual è il lavoro di Holly, la web agency con sede a Bari e Milano, che conosce tutti i segreti e le potenzialità del digital! Infatti, dovunque nel mondo Internet è diventato uno strumento indispensabile non solo nella vita personale, ma anche e soprattutto in quella professionale. Per questo esistono delle agenzie che conoscono il mondo del web come il palmo della propria mano. Ed è a queste che devi affidarti per avere una strategia efficace e dei risultati certi.

Se non sai a chi rivolgerti, sei nel posto giusto! Noi di Holly Agency ti aiuteremo a sviluppare tutte le potenzialità del tuo brand o della tua attività, sia online che offline. Con i nostri servizi, mirati alla comunicazione a 360°, saremo molto più di una ordinaria web agency: dalla gestione dei social, alla creazione e monitoraggio delle campagne di advertising, dal design e sviluppo del tuo sito web fino alla scrittura di contenuti in ottica SEO, ti guideremo alla conquista della brand awareness e di una posizione ben definita sulle piattaforme online.

Schermo con contenuto creativo di una web agency

Sviluppo di siti web e servizi per le imprese

I servizi di una web agency sono molto diversi tra loro e sono tutti mattoncini indispensabili per costruire la reputazione online di un brand. Perciò le figure professionali che si occupano delle varie sfere di azione sul web sono tante. Ognuna di loro è specializzata nel proprio ambito e sa esattamente cosa fare per assicurare ai nostri clienti i migliori risultati!

Ma quindi, cos’è che fa esattamente una web agency? Scopriamolo insieme!

Cos’è una web agency

Per definizione, una web agency è un’agenzia che si occupa di tutto ciò che compete la vita online delle attività commerciali dei suoi clienti. Alla base del suo lavoro c’è sempre uno studio preliminare del cliente e del suo prodotto o servizio, seguito da un’analisi del mercato. Non mancano anche indagini sui possibili utenti del prodotto: si stabiliscono comportamenti d’acquisto, interessi e dati demografici più o meno dettagliati per avere un’idea del consumatore-tipo che verrà targettizzato. Uno studio così approfondito serve per delineare le strategie più efficaci per rendere l’attività commerciale di un cliente competitiva sul mercato e interessante e appetibile per chiunque capiti sui suoi canali online!

Cosa fa una web agency

Come abbiamo già detto, una web agency si occupa di tutti gli aspetti legati alla presenza online di un’attività:

  • Visual identity – Sulla base dell’analisi del brand, sono i grafici a occuparsi dello sviluppo di un’identità grafica, coerente con la filosofia aziendale, che servirà a identificare la tua realtà. In questo modo si può diventare riconoscibili anche soltanto grazie a poche forme e colori, che accompagneranno la tua attività online e, se vorrai, anche offline!
  • Social media marketing – Chi, al giorno d’oggi, non ha una pagina social su Facebook o su Instagram? Ma sei proprio sicuro di sapere utilizzare questi strumenti? I social media manager che lavorano all’interno di una web agency non solo sanno farlo, ma sono anche altamente formati per trovare la strategia giusta per rendere i tuoi canali social il punto di riferimento per gli utenti.
  • Advertising – La pubblicità del tuo prodotto o servizio trova il suo spazio anche online. Sia le piattaforme Meta che Google sono bene equipaggiate per ospitare post, offerte o prodotti sponsorizzati. Definendo i giusti obiettivi delle campagne pubblicitarie, gli advertiser sapranno raggiungere un numero maggiore di potenziali e futuri clienti.
  • Design del sito web – I non addetti ai lavori forse non sanno che i siti web devono essere studiati graficamente secondo le regole di UX (User Experience) e UI (User Interface). Questi parametri servono per creare delle pagine facili da navigare e utilizzare per gli utenti che capitano sul sito e che, se si sentiranno a loro agio con l’interfaccia grafica, si fermeranno per navigare da un contenuto all’altro.
  • Sviluppo dei siti web – Dopo aver creato il design del sito, si passa al suo sviluppo pratico. Servirà un buon webmaster che trasformerà in realtà il design concordato. Il sito verrà realizzato grazie al supporto di un applicativo web per la gestione dei contenuti del proprio sito, blog o portale web. Questi applicativi vengono chiamati CMS (Content Management System) e i più utilizzati dai programmatori sono WordPress o Magento. Al suo interno lo sviluppatore utilizzerà un linguaggio di programmazione (tra i più famosi ci sono Python e JavaScript), cioè una lunga catena di codici che darà vita alla struttura del sito.
  • SEO (Search Engine Optimization) – Ogni parte del sito internet viene appositamente ottimizzata per dare i migliori risultati sulle pagine di ricerca di Google. La scalata alla vetta delle posizioni dei motori di ricerca parte proprio da qui, da un buono studio della SEO e dalla sua messa in pratica anche tramite la stesura di testi appetibili agli occhi di Google.
persone che si occupano dello sviluppo di siti web

Realizzazione siti web a Bari

Tra i tanti servizi che Holly Agency offre, c’è la realizzazione di siti web di ogni genere e tipo nella zona di Bari. Abbiamo già realizzato diverse tipologie di pagine con esiti molto positivi, spesso supportati da strategie legate ai social network. A partire dalle esigenze dei nostri clienti, progettiamo siti one-page (con una sola pagina di consultazione), landing page (pagine di atterraggio) ed e-commerce con booking kit integrato.

Sul territorio barese, ci sono molte realtà innovative e interessanti, che potrebbero aumentare la loro efficacia grazie a una strategia digitale integrata. Holly Agency ha già aiutato alcune di queste aziende, afferenti all’ambito food e viaggi. Per loro abbiamo sviluppato siti web attrattivi ed e-commerce strutturati, che hanno permesso di migliorare i risultati giorno dopo giorno.

La nostra competenza non si limita ad ambiti specifici o a settori merceologici circoscritti, anzi! Il nostro team è sempre pronto ad accogliere qualsiasi sfida digital che stimoli la mente e la creatività, e che sia faccia crescere ancora le potenzialità economiche della nostra terra!

Dalla nostra esperienza nel settore digital è emerso che, nell’ambito dello sviluppo web, il prodotto più richiesto è senza dubbio la landing page, utile strumento per raggiungere nuovi contatti e potenziali clienti.

Che cos’è la landing page e a cosa serve

La creazione di una landing page va a braccetto con l’ideazione di una campagna di sponsorizzazione. Meta, Google (e adesso anche TikTok!) mettono a disposizione i loro spazi pubblicitari, dotati di CTA (call to action) su cui l’utente può cliccare. Una volta spinto il pulsante, l’utente “spicca il volo” per poi planare sulla pagina di atterraggio (in inglese “landing page”).

La landing page è una pagina singola senza via di uscita, che spinge a visualizzare i suoi contenuti e, infine, a compilare un form e chiedere informazioni. A tutti gli effetti, questa tipologia di pagina web è ottimizzata per raggiungere conversioni, nuovi contatti e quindi più vendite e più clienti.

Laptop poggiato su una scrivania con landing page sullo schermo

Conosciamoci meglio!

Sappiamo che lo spazio di questo articolo è limitato e che, al contrario, il mondo del web e delle web agency è molto complesso, perciò se vuoi conoscerci meglio puoi guardare i lavori che abbiamo realizzato per i nostri clienti.

Seguici anche sui nostri canali social per scoprire com’è la vita di agenzia del team di Holly Agency!

Digital Marketing

Come monetizzare con YouTube?

Come sono riusciti i Content creator a guadagnare cifre anche molto elevate attraverso i loro canali YouTube? Questa è sicuramente una tra le domande più gettonate nel mondo del web. Prima di entrare nel dettaglio sulle modalità di monetizzazione offerte da YouTube, facciamo chiarezza rispondendo a una serie di questioni ancora poco chiare.

YouTube paga gli utenti per caricare video?

No, i Content creator non vengono pagati da YouTube per caricare video, né i video sono monetizzati di default. Ma allora come è possibile guadagnare su YouTube? La risposta è molto semplice: con la pubblicità! E come si fa ad ottenere la pubblicità su YouTube? Risposta altrettanto semplice: bisogna diventare un suo partner. Per iniziare a guadagnare su YouTube, occorre attivare le opzioni si monetizzazione dalle impostazioni account, aderendo al Programma partner, al quale si accede solo rispettando determinati requisiti o pubblicando i video su YouTube Premium.

Il “sistema” YouTube

Il sistema principale per monetizzare è quello degli annunci pubblicitari, che possono essere mostrati in vari formati all’inizio, durante o alla fine dei video. Il numero minimo di iscritti al proprio canale deve essere di 1000 utenti e 4.000 devono essere le ore di visualizzazione negli ultimi 12 mesi. Numeri non da poco ma neanche irraggiungibili se si pensa che YouTube risulta il “canale Tv” più visto in Italia, con oltre il 91% di utenti nella fascia tra i 18 e i 54 anni.

Ma il potenziale guadagno non è determinato unicamente dal numero di iscritti o di visualizzazioni; dipende anche dal livello di intrattenimento generato, dal mercato di nicchia a cui ci si rivolge e dai metodi usati per monetizzare. Questo non vuol dire che il numero di iscritti al canale non sia importante, possono esserci, però, altri parametri che ugualmente aiutano a cresce e, di riflesso, a guadagnare. Chiaramente il guadagno dipende anche dall’engagement del proprio pubblico, dal tempo di visualizzazione, dalle interazioni come commenti, dai like (e dislike) e dalle condivisioni video. 

Schermo di smartphone con grafico di crescita della monetizzazione grazie a YouTube

Brand & YouTube

C’è anche un altro punto fondamentale. La maggior parte degli Youtuber, dei creator e dei brand non guadagnano esclusivamente con YouTube, ma anche e soprattutto con business paralleli, come la pubblicizzazione e la conseguente vendita dei loro prodotti. YouTube diventa così cassa di risonanza per il proprio business e sicuramente una piattaforma su cui puntare se si vuol avere maggiore visibilità. Molti creator lavorano coi brand per promuovere i prodotti di questi ultimi, diventando dei veri e propri influencer marketing, ed anche i brand, coi loro canali personali, possono sfruttare l’enorme potenziale di questa piattaforma. Di conseguenza un’azienda può utilizzare questa piattaforma per promuoversi, vendere i propri prodotti e aumentare la propria brand awareness.

Un caso esemplare è quello di Clio Zammatteo, conosciuta dai più come Clio MakeUp, che ha cominciato la sua carriera di make up artist creando su YouTube tutorial per principianti. Il suo seguito è cresciuto a dismisura negli anni, tanto da permetterle di diventare una guru nel suo settore e aprire il suo brand di prodotti!

Affiliate marketing

Una metodologia interessante sia per i brand che per i creator è l’affiliate marketing, che consiste nel vendere prodotti di altri e ricevere una commissione per ogni vendita o, al contrario, essere un brand che permette ai Content creator di YouTube di sponsorizzare i loro prodotti e venderli tramite un link apposito. Al giorno d’oggi quasi tutti gli e-commerce, piattaforme online o marketplace sul web offrono un programma di affiliazione, di conseguenza se c’è un qualsiasi prodotto da promuovere, basterà andare sul sito in questione e cercare la voce “diventa un affiliato”.

Le tipologie di collaborazioni sono innumerevoli, a volte imprevedibili, ma solitamente le più note sono le seguenti:

  • Promuovere determinati prodotti/servizi
  • Recensire determinati prodotti/servizi
  • Utilizzare determinati prodotti durante i tuoi video
  • Utilizzare esclusivamente i loro prodotti durante i tuoi video
  • Realizzare tutorial promozionali
  • Inserire un link all’interno della descrizione
Content creator di moda crea un video per il suo canale YouTube

Conclusioni

Riuscire a guadagnare con YouTube è un lavoro a tutti gli effetti, la creazione di contenuti video di qualità altrettanto, e spesso servirà avvalersi della collaborazione di videomaker professionisti. Costanza e perseveranza sono le parole d’ordine, e il risultato non si farà attendere.

Se vuoi avere maggiori informazioni su questo argomento come su tutto il mondo del digital marketing non devi fare altro che seguirci su Facebook, Instagram e LinkedIn e leggere gli articolo del nostro blog “Guida interattiva per imprenditori”!

Alla prossima!

Siti web

Crea il tuo e-commerce per il turismo

Il futuro dei viaggi è digital!

Con l’avvento di Internet e, ancor di più, con lo scoppio della pandemia, il world wide web è diventato elemento indispensabile della nostra quotidianità. Nessun settore è rimasto immune al fascino della ragnatela, nemmeno quello dei viaggi, che ha fin da subito approfittato dei grandi vantaggi di un’esposizione su larga scala. Così hanno cominciato a prendere piede le OTA (Online Travel Agency) come Booking e Airbnb. Ma, a lungo andare, il loro utilizzo da parte delle strutture è diventato dispendioso a causa degli alti costi di commissione, dando inizio a una nuova rivoluzione digitale. Sono sempre di più le agenzie di viaggio e i tour operator che scelgono di far sviluppare e-commerce per il turismo. In questo modo possono gestire in autonomia le loro prenotazioni in maniera ordinata e senza costi aggiuntivi!

Persona con telefono che prenota un viaggio tramite e-commerce per il turismo

OTA: un buon motivo per sviluppare e-commerce per il turismo!

Le OTA si configurano a tutti gli effetti come rivenditori online di qualsiasi tipo o categoria di viaggi (o di accessori a essi collegati). Infatti, utilizzando i canali di online travel agency è possibile prenotare qualsiasi tipo di servizio, dall’hotel in cui pernottare ai voli, dal noleggio auto fino alle attività da svolgere durante la vacanza.

A tutti noi, da viaggiatori e turisti, sarà capitato almeno una volta di utilizzare questi strumenti (basti pensare ai diffusissimi Booking, Airbnb o Skyscanner) perché hanno innegabili vantaggi per chi ha in programma un’imminente partenza.

Le agenzie viaggi che scelgono di essere presenti su queste piattaforme sono avvantaggiate sotto molteplici punti di vista. Ma anche i vantaggi offerti dalle OTA mostrano come avere un e-commerce sia la strategia migliore per avere un guadagno sicuro e immediato!

Perché conviene far sviluppare un e-commerce per la tua agenzia viaggi

Prenotazioni dirette

Proprio grazie alla particolare attrattiva che le OTA hanno sui turisti, far parte delle promozioni presenti sui loro siti o sulle loro app permette di avere una visibilità non da poco. Le online travel agency diventano a tutti gli effetti un canale promozionale!

In seguito alla ricerca, buona parte dei turisti, dopo aver trovato la struttura, l’attività o il servizio di loro interesse, visiterà direttamente il loro sito. E, a questo punto, bisogna farsi trovare preparati:

  • Bisogna avere un sito altamente funzionante, accogliente e facile da navigare;
  • È necessario presentare un’offerta più vantaggiosa di quella delle OTA, che convinca l’utente a fare una prenotazione diretta.

Per questo è importante avere sempre pronta una buona strategia di vendita e un buon e-commerce!

Persone che prenotano un viaggio

Nessun rischio di over-reach

La grande diffusione delle OTA in tutto il mondo permette ai loro siti di essere fruiti da un’audience estesa, nonché di tradurre le offerte in qualsiasi lingua. Inoltre, per tracciare quanto più pubblico possibile, rimangono costantemente aggiornate sulle tendenze dei consumatori e sulle migliori strategie di vendita da seguire.

Tuttavia, le OTA non tengono traccia delle prenotazioni totali di ogni attività, portando a un rischio di over-reach. Questo implica che non tutte le prenotazioni potranno essere soddisfatte e, di conseguenza, a un possibile aumento di cattiva reputazione delle attività.

Come evitare una simile evenienza? Ovviamente sviluppando un e-commerce per il tuo sito di viaggi!

Tasse di commissione addio!

La presenza sui canali di online travel agency è gratuita, ma nel momento della prenotazione scatta il pagamento immediato. La percentuale parte dal 15% fino ad arrivare al 20%. Certamente si tratta di una commissione non da poco per le agenzie, che si vedono costrette ad aumentare il prezzo delle offerte pur di colmare i costi imposti dalle piattaforme OTA. Queste modalità, a lungo andare, rischiano di inficiare il rendimento economico delle aziende e di portarle ad avere più perdite che guadagni sulla singola prenotazione.

Trend e statistiche

I trend degli ultimi anni hanno visto salire in maniera esponenziale la conversione di molte attività alla realtà online, attraverso l’apertura alla vendita e-commerce. Una prospettiva già in aumento, che la pandemia ha senza dubbio velocizzato e stimolato.

E anche le agenzie di viaggio e turismo italiane non si sono lasciate sfuggire l’occasione di innovarsi. Infatti, cavalcando l’onda dell’e-commerce, nel 2021 hanno registrato un aumento di vendite online del +55% rispetto all’anno precedente.

Come creare un e-commerce per il tuo sito

Per prima cosa, un e-commerce ha bisogno di essere popolato di contenuti, perciò devi assicurarti di avere pacchetti, offerte e soluzioni di viaggio da proporre agli utenti del tuo sito.

Dopo di che dovrai dare ai turisti il modo di prenotare attraverso il tuo sito. Per farlo dovrai installare sull’e-commerce un booking engine, cioè un sistema centralizzato che ti permetterà di tenere traccia di tutte le prenotazioni effettuate.

Per sviluppare un e-commerce per il tuo sito di viaggi rivolgiti a chi ha esperienza e sa esattamente di cosa hai bisogno per migliorare le tue prestazioni online!

Screen di sito web per il turismo con e-commerce

Conclusione

Le online travel agency sono ormai parte integrante delle nostre decisioni di viaggio, ma disintermediare dai canali OTA non solo è un’opzione valutabile, ma addirittura percorribile (e con successo)!

Scegliere di rendersi indipendenti da questi sistemi porta più vantaggi economici di quanto si possa pensare, senza rinunciare alla comoda visibilità che si può guadagnare tramite le online travel agency.

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A presto!

Social

Fare pubblicità su LinkedIn
serve davvero?

Negli ultimi tempi si sente sempre più spesso di quanto la pubblicità su LinkedIn sia efficace. Chiunque vi si sia approcciato ha, però, scoperto i costi dell’ADV sulla piattaforma e si è tirato indietro ancora prima di cominciare.

Allora viene spontaneo chiedersi se spendere così tante energie (e sostanze) dia dei risultati reali e remunerativi e, nel caso di risposta affermativa, come massimizzarli.

In questo articolo analizzeremo il mondo di LinkedIn, la natura del social e scopriremo insieme se fare pubblicità sul social network più istituzionale del web serva davvero.

Che cos’è LinkedIn e a cosa serve

Strategia per pubblicità su LinkedIn

LinkedIn nasce nel dicembre 2002 dalla mente dell’imprenditore Reid Hoffman e del suo team, che quello stesso anno avevano lanciato con successo il servizio di pagamento online PayPal.

Ancor prima di Facebook (diffuso per la prima volta in rete in rete nel 2004) LinkedIn era un luogo d’incontro virtuale per i professionisti di tutto il mondo, principalmente orientato allo scambio di conoscenze e contenuti riguardanti il B2B. La sua mission era quella di creare reti di comunicazione tra imprenditori e dipendenti «per aumentarne la produttività e il successo». Il ruolo centrale dei rapporti interpersonali lo dimostra anche lo slogan del social, una frase breve e minimale, che condensa i valori su cui LinkedIn è stato fondato:

“Relationships matter”

Uno dei vantaggi della piattaforma è senza dubbio l’elevato trust di cui il social gode, costruitosi con il passare del tempo e accresciuto soprattutto grazie all’esperienza positiva del suo sempre crescente numero di utenti. Estrema trasparenza e correttezza, centralità della persona e tutela della sua privacy durante la navigazione sono gli elementi di trust che hanno fatto la differenza per far diventare LinkedIn il portale leader del mondo professionale.

I dati aggiornati al 2021 riportano 774 milioni di membri iscritti a LinkedIn in tutto il mondo, di cui 16 milioni solo in Italia.

numero iscritti su linkedin

Utilizzare LinkedIn in maniera ottimale: una guida essenziale

  • La prima cosa da fare appena atterrati sulla pagina iniziale di LinkedIn (o sulla pagina d’accesso dell’app) è registrarsi e creare un profilo personale. Email e password sono i primi dati da fornire per l’accesso. Nome, cognome, email e numero di telefono sono le basi indispensabili per cominciare a mettersi in contatto con altri professionisti.
  • Dopo aver superato il primo step, LinkedIn entra ancor di più nei dettagli. Ottimizzare il profilo consiste nell’inserire dati riguardo la propria formazione scolastica e professionale, incarichi ricoperti ed eventuali attività di volontariato.
  • LinkedIn è fatto per farsi notare! A tal fine è importante lasciare like, commenti e postare contenuti che parlino di lavoro, esperienze formative e di crescita. Tutto questo serve agli utenti per creare un proprio personal branding, una marca personale che ha bisogno di accrescere post dopo post. Questo consente di essere notati e apprezzati da clienti attuali o potenziali, collaboratori e anche futuri datori di lavoro.
  • E se si possiede un’azienda? È possibile creare una pagina aziendale, come accade con Facebook? Ovviamente la risposta è sì! Nel Foro Romano contemporaneo che è LinkedIn, dotare la propria impresa o attività di una pagina è naturale. Aprirla è comodamente possibile dal proprio profilo, dalla sezione «Lavoro» e cliccando poi su «Crea una pagina aziendale». Grazie a questa pagina è possibile promuovere la ricerca di dipendenti, o anche semplicemente informare sui progressi aziendali, accrescendo la brand awareness.
  • La copertura organica di LinkedIn è di gran lunga più ampia rispetto a quella di qualsiasi altro social network. Che significa questo? Che, anche senza ADV, una pagina (personale o aziendale che sia) avrà una visibilità altissima. Di conseguenza, la copertura di un post migliorerebbe in maniera esponenziale se venisse sponsorizzato. Però – e c’è un però non indifferente, che mette in crisi i più – i costi dell’ADV sono piuttosto alti. E quindi viene da chiedersi: ha davvero senso fare pubblicità su LinkedIn? Scopriamolo insieme!
Guida all'uso di LinkedIn

Come fare pubblicità su LinkedIn

Come ormai tutti i social network, LinkedIn permette di accedere in maniera autonoma alla sezione di Gestione campagne, una piattaforma appositamente progettata per creare e gestire gli annunci.

La prima cosa da fare, a questo punto, è selezionare un obiettivo, cioè lo scopo primario che si vuole raggiungere attraverso l’attivazione della sponsorizzata, e un target (fascia di persone a cui si mira per catturarne l’interesse).

Grazie all’ineguagliabile trust di LinkedIn, i suoi utenti forniscono un numero di informazioni davvero considerevole ed estremamente utile a individuare il tipo di pubblico perfetto all’obiettivo selezionato. Man mano che queste indicazioni vengono inserite, è lo stesso LinkedIn che fornisce indicazioni sull’audience prevista.

Inoltre, selezionando obiettivo e pubblico della sponsorizzata, LinkedIn indica quali contenuti possono raccogliere più risultati.

Brand awareness

Questo primo obiettivo è utile per far conoscere a più gente possibile il proprio brand e per farlo ricordare nel tempo. I contenuti consigliati sono in formato video, perché sono quelli che riescono a intrattenere l’utente, riscuotono più interazioni e possono essere un ottimo punto di partenza per approntare campagne di retargeting.

Lead generation

È risaputo che la generazione di contatti è uno degli obiettivi più difficili da realizzare, perché richiede un alto coinvolgimento degli utenti, che decidono di lasciare i loro dati personali. Per attirare la loro attenzione è consigliato utilizzare contenuti brevi e concisi, che sappiano catturare l’attenzione con poche parole: grafiche e copywriting d’impatto, inMail (messaggi privati inviabili anche al di fuori della propria cerchia di conoscenza) e anche moduli per l’acquisizione di contatti.

Ricerca del personale

LinkedIn è la piattaforma giusta per cercare nuove risorse da inserire nell’organico della tua azienda! Gli annunci di lavoro possono essere facilmente sponsorizzati per avere maggiore copertura e, di conseguenza una visibilità più ampia.

Tasso di conversione per pubblicità su LinkedIn

Perché vale la pena fare pubblicità su LinkedIn

Uno dei fattori che certamente influenza la scelta di non utilizzare le campagne pubblicitarie di LinkedIn è il loro costo molto alto. Parlando in maniera concreta, è necessario spendere almeno €10 al giorno per ogni campagna attiva sul proprio profilo, una media nettamente superiore rispetto alle sponsorizzate di Facebook.

Quello che non bisogna dimenticare è che gli utenti di LinkedIn forniscono informazioni sempre precise e in costante aggiornamento sulla loro vita professionale. Questo porta a una targhettizzazione del pubblico di riferimento mirata e precisa e, di conseguenza, a una più alta percentuale di conversione e a un recupero totale del budget utilizzato per far girare la campagna.

Conclusione

Nonostante i costi elevati, LinkedIn si presenta come la migliore piattaforma social per promuovere offerte di lavoro e aumentare la visibilità dei propri brand e azienda, nonché per acquisire contatti realmente interessati.

Se questo vale per i privati, che possono sponsorizzare contenuti in autonomia, è ancora più vero se la gestione dell’advertising viene affidata a un’agenzia di comunicazione, esperta nell’arte della sponsorizzazione. Il lavoro delle web agency è favorito anche dall’implementazione di un Business Manager di LinkedIn, appositamente progettato per tenere costantemente monitorati i risultati delle campagne di tutti i clienti.

Business Manager su LinkedIn

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Al prossimo articolo!

Social

Contenuti social:
quali sono i migliori?

Aprire una pagina social è un’ottima scelta strategica per farti conoscere da un parterre di clienti più ampio, facendo particolare attenzione a scegliere la piattaforma più giusta. L’hai già fatto? Ottimo! Ora, però, è necessario pensare a quali contenuti postare.

Eh sì, essere presenti sui social e basta non è sufficiente. La tua pagina è a tutti gli effetti una vetrina digitale che permette ai naviganti del web di capire qualcosa di più sul tuo lavoro e sui servizi che offri.

Facciamo un esempio pratico: immagina di vedere il volantino di un supermercato che si è appena inaugurato nella tua città. Ha dei prezzi vantaggiosi, sì, ma le immagini degli articoli sono confusionarie, sfocate e non ti comunicano il senso di ordine e igiene che ricerchi da un supermercato. Ci andresti mai?

Probabilmente no, e forse perderesti l’occasione di scoprire che la realtà è diversa da ciò che avevi immaginato: il supermercato è ordinatissimo, pulitissimo e offre dei prodotti di qualità.

Lo stesso concetto si applica anche al web: se avrai dei contenuti esteticamente curati e concettualmente rilevanti gli utenti saranno più propensi a:

  • mettere like e commentare;
  • far conoscere la tua pagina ai loro amici;
  • chiedere informazioni;
  • rivolgersi a te quando avranno bisogno dei tuoi servizi.

Questa è l’essenza del content marketing, una strategia di fondamentale importanza nella gestione dei social. Attraverso il suo utilizzo si costruisce la brand awareness di un’attività, che a sua volta permette la nascita di una community interessata, attiva, fondata su valori condivisi.

Vediamo insieme quali sono le linee guida per creare una pagina social di successo.

Contenuti informativi

Anche chiamati how-to content, il loro scopo è quello di aiutare l’utente a capire qualcosa di più sul tuo brand e sui prodotti o servizi che offre. Fornire consigli e informazioni gratuite ai propri utenti è uno dei modi più efficaci per fidelizzarli, perché aumenta la credibilità e l’autorevolezza del brand.

Immagina che ci sia un’azienda che produce burro. Chi seguirebbe con trasporto e interesse la pagina Facebook di un brand di burro? Gli utenti saranno sicuramente pochi, se i contenuti pubblicati sono foto del panetto, differenziate unicamente dallo sfondo.

Immagina, ora, che l’azienda parli dei campi verdissimi in cui le mucche pascolano serenamente; oppure che suggerisca una ricetta golosa da preparare con il loro prodotto per il pranzo della domenica. Il loro seguito sarà sicuramente più coinvolto e aumenterà l’engagement della pagina, facendole pubblicità e preferendo il suo brand ad altri.

https://www.instagram.com/p/CglkZ6LNK_q/

Contenuti di intrattenimento

In questo blog consideriamo i social network dal punto di vista funzionale alla pubblicizzazione del nostro brand. Ma, al di fuori della sfera commerciale, essi sono il punto di ritrovo di un numero esorbitante di gente che vuole rilassarsi e distrarsi dalla frenesia di tutti i giorni.

E cosa può venire in soccorso di qualcuno che vuole soltanto staccare? Il cosiddetto branded entertainment, un contenuto che riesce a catturare e mantenere l’attenzione del consumatore per un tempo quanto più lungo possibile.

Per creare contenuti come questo bisogna sfruttare lo storytelling, una tecnica narrativa che collega con un filo rosso le diverse pubblicazioni di una stessa pagina. Qualsiasi formato tu abbia in mente può essere funzionale per intrattenere i tuoi utenti: dal cortometraggio alla miniserie a episodi su internet, dalle riviste ai giochi promozionali ai podcast.

Contenuti ispirazionali

Forse questo è il tipo di contenuto più difficile da sviluppare, perché si prefigge come obiettivo quello di raccontare una storia. Attraverso parole e immagini d’impatto, gli utenti riescono a riflettere, emozionarsi e a credere nelle proprie capacità.

I contenuti più apprezzati sono quelli in cui compare una citazione motivazionale, oppure i racconti di gente che è partita dal basso e ha raggiunto le vette del successo. Così anche gli utenti si sentono incoraggiati a dare il massimo per raggiungere i propri sogni e obiettivi.

I maggiori utilizzatori di contenuti ispirazionali sono i brand sportivi. Adidas e Nike sono le prime aziende che vengono in mente con i loro motti “Impossible is nothing” e “Just do it”. E già solo così fanno venire voglia di correre la maratona di New York senza uno straccio di preparazione atletica! Un’azienda che sprona i suoi utenti a credere in sé stessi sarà sempre la prima a cui i consumatori penseranno quando avranno bisogno di comprare un qualsiasi articolo sportivo.

https://www.instagram.com/p/CXtlq9luB-O/

Un esempio che vale per tutti 

La teoria l’abbiamo elencata, ma passare alla pratica è la vera impresa. Perciò ti suggeriamo di andare a sbirciare un brand che utilizza tutte e tre queste modalità di contenuti con ottimi risultati, così da prendere spunto.

Stiamo parlando di Veralab, il marchio di prodotti per la cura della persona ideato da Cristina Fogazzi, alias Estetista Cinica. Sulle sue pagine social troverai post informativi, di intrattenimento e ispirazionali, che restituiscono una formula comunicativa efficace!

E se vuoi saperne di più…

… ti ricordiamo, come al solito, di seguirci sulle nostre pagine Facebook, Instagram e LinkedIn per rimanere sempre aggiornato sulla pubblicazione degli articoli della “Guida interattiva per imprenditori”!

A presto!

Social

Scopri qual è il social adatto
per il tuo business!

I social network, a oggi, sono diventati dei canali di diffusione di contenuti molto veloci e di facile accessibilità per tutti. Negli ultimi anni il numero delle piattaforme social è cresciuto ed è aumentato l’utilizzo che ognuno di noi fa di queste app: basti pensare che praticamente tutti possiedono uno smartphone e sono iscritti ad almeno un social network che utilizzano quotidianamente.

Con questi presupposti la presenza online della tua azienda diventa fondamentale per farti trovare con più facilità dai tuoi futuri clienti (acquisizione contatti) e anche per poter restare in contatto con i clienti già acquisiti (fidelizzazione).

Essere presenti online, però, non è facile! Uno degli errori principali è quello di non conoscere quali sono i social in linea con la propria azienda. Soprattutto per quanto riguarda le piccole e medie imprese (PMI), è importante scegliere il canale adatto su cui investire (in termini di tempo e denaro) in produzione di contenuti, gestione social e sponsorizzazione per comunicare al meglio il prodotto o il servizio da vendere, i valori aziendali e tutte le informazioni di cui si vuole parlare.

Quindi come fare a scegliere il social giusto per il tuo business?

Per districarti al meglio tra le varie app e piattaforme dovrai conoscere il pubblico che utilizza maggiormente quel social, il suo obiettivo e il tipo di contenuti trattati.

E in questo ti aiutiamo noi! Facciamo insieme un piccolo tour all’interno dei social per scoprirne tutti i segreti.

Facebook

Partiamo da Facebook, chi lo utilizza davvero?

Possiamo dire che Facebook è diventato un social più “adulto”. La maggioranza degli utenti che lo utilizzano ha un’età superiore ai 35 anni; gli adolescenti, invece, si stanno spostando man mano verso altre piattaforme più nuove e di maggiore intrattenimento. Questo significa che gli utenti di Facebook appartengono alla fascia di età lavorativa e quindi, grazie ai contenuti sulla pagina e alle sponsorizzate, si può raggiungere una bella fetta di mercato spendente. Utilizzando un linguaggio e una presentazione del prodotto adatta a un pubblico over 35, Facebook può essere il social di riferimento per il tuo brand.

Le pagine Facebook di Taffo e Ceres, a esempio, attraverso un tone of voice simpatico  e sfruttando termini ed eventi (instant marketing) che catturano l’attenzione di un pubblico adulto, riescono a centrare favolosamente il loro target di riferimento e ad accrescere la brand identity e anche le vendite.

Instagram

Al contrario di Facebook, Instagram è un social utilizzato da utenti under 35. La fascia d’età predominante è principalmente quella dai 25 ai 34 anni che passa una media di 30 minuti al giorno sull’app. Se il tuo brand o servizio si rivolge a un target di giovani adulti, ti sarà molto utile creare contenuti rivolti a loro sfruttando non solo elementi fotografici esteticamente appaganti, ma anche stories e video reel. Oltre agli elementi visuali, anche Instagram sfrutta le sponsorizzate e gli strumenti shopping, forniti dal social, per accompagnare i follower all’acquisto sul proprio e-commerce o per creare un mini shop in piattaforma.

Il brand beauty Espressoh incarna perfettamente queste caratteristiche: un profilo dalle tonalità soft totalmente in armonia tra loro, il prodotto è sempre ben in evidenza, i contenuti fotografici e video sono originali e sono rivolti ad un target sui 25/30 anni. Sul profilo è presente il collegamento al proprio e-commerce e, inoltre, è stato creato lo shop Instagram per un acquisto rapido tramite social e una diffusione a raggio più ampio.

Ma dove sono finiti gli utenti più giovani?

TikTok

L’attenzione della generazione Z è stata incanalata prevalentemente su TikTok, dove i giovani utenti trascorrono una media di 52 minuti al giorno. I mini video dai contenuti sempre nuovi e originali sono diventati una tendenza. Tra chi produce attivamente i contenuti e chi è solo un fruitore, TikTok è tra le piattaforme più apprezzate non solo dai giovanissimi ma anche da una fetta di adulti innamorati delle novità. Questo social è un ottimo strumento per un’azienda che ha bisogno di comunicare con un target prevalentemente al di sotto dei 25 anni e dal tone of voice simpatico, utilizzando messaggi brevi per parlare del proprio prodotto sotto forma di video. Per far avvicinare i giovani all’arte, la Galleria degli Uffizi ha utilizzato un profilo TikTok in cui sfrutta i trend della piattaforma. Statue e quadri parlano e si muovono grazie agli effetti messi a disposizione da TikTok, dando vita a siparietti simpatici e originali in ogni mini video.

YouTube

Nell’ultimo periodo i video sono diventati la tendenza nel campo dei contenuti. Più performanti dal punto di vista comunicativo e più apprezzati dagli utenti dei social, hanno portato vecchie e nuove piattaforme a un nuovo livello di espressione. Non dimentichiamo però che esiste un social nato con lo scopo di essere un contenitore di video: YouTube. La piattaforma conta 2,5 miliardi di utenti nel mondo ed è stata scaricata sul cellulare dal 79% degli utenti del web. Il target principale include utenti tra i 19 e i 44 anni, racchiudendo quindi una fascia più ampia di utenti rispetto agli altri social. Il 62% delle aziende possiede già un canale YouTube professionale, che utilizza non solo per la semplice condivisione di video ma anche come strumento per caricare i filmati sui siti tramite link. Inoltre, il 90% degli utenti YouTube ha affermato di aver scoperto nuovi prodotti o brand durante la visione dei contenuti della piattaforma perché pubblicizzati dai creator. Se hai la possibilità di produrre video, YouTube può essere adatto al tuo brand.

Spesso si inizia a registrare video nella propria stanzetta e si finisce per creare un proprio brand. Come nel caso di Clio Make-up che, partendo da video tutorial make-up, è riuscita a mettere su un proprio marchio beauty. La notorietà nata grazie ai suoi tutorial, l’ha portata a un fatturato annuo che si aggira intorno ai 10 milioni ricavato tra vendita dei prodotti tramite sito o tramite i suoi store fisici temporanei. Un chiaro esempio di personal branding tramutato in prodotti grazie a YouTube.

Twitch

Se YouTube è utilizzato come contenitore di video di ogni tema, Twitch invece ha un’utenza un po’ più di nicchia e un’utilità differente.

Partiamo dalla funzionalità del social: Twitch è una piattaforma di proprietà di Amazon che serve per pubblicare video in live-streaming. La fascia d’età coinvolta e gli argomenti trattati sono ridotti rispetto a YouTube. Infatti il target di Twitch comprende utenti che hanno tra i 18 e i 34 anni, interessati a seguire in live argomenti come e-sport, tecnologia, manga, sostenibilità ambientale, parità di genere e sociale, inclusività ed eventi sportivi. Intorno alle giocate live di videogame e ai video blog si creano delle vere e proprie community fidelizzate che dànno a chi produce i contenuti la possibilità di monetizzare.

La presenza dei brand su Twitch è spesso indiretta: ci si affida a streamer per mostrare i prodotti durante le live o per ricevere donazioni durante la diretta. Soprattutto i brand di gaming si affidano alle collaborazioni con streamer che pubblicano delle live di gameplay, durante le quali riprendono l’andamento della partita del videogame di cui fanno lo sponsor.

Un esempio di marketing su Twitch è sicuramente l’evento Formula E Unlocked di Porsche, tenutosi nel 2019, in cui si promuoveva il nuovo modello 99X Electric. Attraverso una live in modalità gioco durata quattro ore, gli spettatori erano portati a interagire con la diretta Twitch attraverso domande e votazioni. Obiettivo finale è stato il reveal della nuova automobile.

Questo evento online ha utilizzato gli strumenti di Twitch per promuovere il brand e il prodotto tra i giovani, grazie anche all’utilizzo di un tone of voice da gamer.

Twitter

Dalle live e video blog ai micro blog di Twitter. In questo social è possibile esprimersi utilizzando pochi caratteri e soprattutto aggiungendo hashtag tematici da seguire. Di solito è usato per raccontare o commentare eventi e programmi tv. Puoi utilizzare il tuo profilo come un blog e cominciare conversazioni e connettersi in real time commentando macro argomenti e creando così una vera e propria community. La fascia d’età più presente è quella dai 25 ai 35 anni ed è lievemente superiore la presenza di genere maschile (53%).

Secondo le statistiche sui comportamenti, il 73% degli utenti Twitter è molto interessato a provare nuovi prodotti e il 97% di loro influenza l’acquisto da parte di parenti e amici di prodotti di cui ha sentito parlare sulla piattaforma. Gli argomenti più trattati sono film, musica, viaggi e food. E proprio nell’ambito food, un brand come Oreo riesce ad arrivare con efficacia al suo target tramite il suo tone of voice creativo e soprattutto utilizzando l’elemento più forte della piattaforma: l’hashtag. Guidati dall’hashtag #MyOreoCreation, gli utenti hanno seguito e partecipato al contest. La notorietà del brand sulla piattaforma è aumentata e anche le relative vendite dei prodotti promossi dal contest.

LinkedIn

Ultimo ma non meno importante è LinkedIn. Linkedin è utilizzato soprattutto per fare rete tra professionisti di settore più o meno esperti, offrire e cercare lavoro e parlare di sé e della propria azienda attraverso successi lavorativi o trend topic. I profili personali e le pagine aziendali sono delle vetrine professionali, una specie di CV interattivi, dove puoi conoscere l’esperienza della persona o del brand e confrontarti su argomenti riguardanti il mondo del lavoro o scoprire novità di settore. Il tone of voice utilizzato è più formale, quasi istituzionale. I tool a disposizione dell’azienda sono sia gratuiti che a pagamento e riguardano principalmente il recruiting. L’età media degli utenti è stimata sui 44 anni e la vendita di prodotti e servizi è orientata più a un business B2B che B2C. Sicuramente in questa piattaforma l’intrattenimento è inferiore all’informazione ma è comunque un elemento presente utilizzato da alcune pagine (spesso sotto forma di meme) per ironizzare su alcuni aspetti del mondo del lavoro. Un esempio a riguardo è sicuramente Legolize, che è riuscito a utilizzare l’ironia del meme anche su Linkedin per parlare di temi riguardanti il mondo del lavoro (soprattutto digitale). In maniera originale è riuscito a spostare il focus dai temi simpatici al merchandising e al videogioco di loro produzione.

La giusta strategia

Dopo aver conosciuto i dettagli su target e obiettivi di tutti questi social e su come sono stati usati in modo efficace dai grandi brand, ora tocca a te scegliere le piattaforme più adatte al tuo business.

Grazie a queste informazioni e all’analisi del tuo pubblico, sarai capace di creare una strategia che, con contenuti diversificati, riesca ad arrivare al tuo cliente-tipo.

Ovviamente questa scelta certosina del social adatto è una prerogativa delle PMI che possiedono un budget medio-basso e hanno bisogno di investire su una fetta altamente inerente al prodotto per poter raggiungere l’obiettivo.

Grandi brand e grandi budget sono presenti su tutte le piattaforme social con la giusta strategia di diversificazione dei contenuti. Lavorando su grande scala hanno la possibilità di raggiungere un target più ampio, che sappia coinvolgere e avvicinare anche un pubblico che non corrisponda necessariamente alla loro buyer persona.

Tu cosa sceglieresti?

Il mondo dei social network e del digital marketing è molto variegato e tutto da scoprire. Per fare la scelta giusta c’è sempre bisogno di aggiornarsi e conoscere al meglio l’argomento.

Se vuoi saperne di più, non ti resta che seguirci su Facebook, Instagram e LinkedIn, dove pubblicheremo tutti gli aggiornamenti della nostra “Guida interattiva per imprenditori”.

Nel frattempo puoi commentare l’articolo sui nostri profili e farci sapere qual è il social adatto per la tua azienda. Oppure puoi affidarti a noi per una strategia su misura per te!

Coming soon… Ti aspettiamo nel prossimo articolo!

Digital Marketing

Strategie di digital marketing:
a cosa servono?

Hai mai pensato di partire in vacanza con in dosso una bella camicia hawaiana e un cappello di paglia, senza bagagli, senza aver comunicato le tue giornate di ferie e senza aver prenotato il volo né una camera d’albergo? No? Allora immagina di farlo. Percepisci la sensazione di caos che proveresti in una situazione del genere? Ecco, questo è più o meno quello che succederebbe se gestissi i tuoi canali digital senza una buona strategia di digital marketing.

Per raggiungere dei risultati nel digital (ma vale in qualsiasi campo) bisogna programmare degli obiettivi a medio e lungo termine ed è necessario mettere in pratica una serie di azioni ben calibrate per raggiungerli. Vediamo insieme quali sono e a cosa servono.

Post-it con analisi strategie di marketing

Analisi del brand e del mercato

Sia che tu approdi per la prima volta sul web, che se possiedi già i tuoi canali digitali e vuoi rinnovarli, il primo passo da fare è guardarti intorno e fare un’analisi del mercato, studiare approfonditamente il nemic- ehm, il competitor. Ogni nuovo elemento ti può essere d’aiuto nel capire in che direzione muoverti, quando devi seguire l’esempio dei brand già presenti sul mercato e quando percorrere una strada originale e innovativa.

Oltre a conoscere l’ecosistema esterno, è di assoluta importanza porsi domande sulla situazione interna della tua azienda e dei suoi canali digitali. Hai un sito che assicuri una buona user experience all’utente? Qual è il posizionamento della tua pagina web nella pagina dei risultati di Google? Le tue pagine social sono attive, attirano una community interessata e partecipe?

Quando ogni domanda avrà la sua risposta sarai pronto per passare al livello successivo.

Definizione degli obiettivi

Per sapere in che direzione procedere hai bisogno prima di tutto di sapere dove hai intenzione di andare. E se il tuo mezzo di trasporto sono le strategie di digital marketing, la tua meta sono gli obiettivi che ti sarai posto.

È importante stabilire pochi obiettivi ma buoni, vicini alle tue possibilità, SMART. Dove SMART sta per:

  • Specific: specifici, ben delimitati nella loro sfera d’interesse, dettagliati e chiari;
  • Measurable: misurabili, cioè che possono essere misurati dalle metriche a tua disposizione;
  • Achievable: realizzabili con le risorse, gli strumenti e le abilità di cui disponi, oppure con quelli che puoi acquisire nel breve termine;
  • Relevant: pertinenti alla tua azienda e al tuo progetto;
  • Time-based: temporizzabili, cioè sviluppabili in un arco di tempo prestabilito che non sia d’intralcio al raggiungimento degli obiettivi aziendali nel loro insieme.
Obiettivi delle strategie di marketing: SMART

Chi è la tua buyer persona?

Adesso che hai chiaro cosa vuoi fare, devi capire anche a chi vuoi rivolgerti. Chi è la tua buyer persona, cioè il cliente-tipo del tuo prodotto? Quanti anni ha? Che lavoro fa? Come passa il tempo libero? È interessato alla categoria del tuo business? Di cosa ha bisogno, cosa desidera?

A seconda delle risposte che troverai, sarà facile capire come muoverti per raggiungere la tua buyer persona. È da questo momento in poi che il gioco si fa duro, ma tu sei un duro, no? E allora si comincia a giocare! Come un bravo investigatore privato, traccerai i dati dei tuoi utenti e cercherai di raggiungerli per farti dare direttamente da loro i dati utili alla loro profilazione (in gergo, questa procedura si chiama “generazione di contatti”).

I valori del tuo brand, i valori del tuo target

Prima ancora che per la qualità del tuo prodotto, gli utenti si approcceranno ai tuoi canali digitali perché si riconosceranno nei valori che proponi. E il loro affetto nei tuoi confronti crescerà man mano che riconosceranno che rispecchiano la tua realtà. Sapere quali sono i propri valori di riferimento è importante, in quanto essi definiscono la tua attività, differenziandola da quella dei competitor.

Per questo è di fondamentale importanza avere sul proprio sito la pagina “Chi siamo” e parlare diffusamente dei valori aziendali anche sui canali social o sulle newsletter rivolte ai tuoi clienti!

Comunicare nel modo più efficace

Entrare in un supermercato e mettersi a declamare con enfasi un canto dell’Inferno di Dante avrebbe più o meno lo stesso effetto di scrivere un post accademicamente curato su Instagram. Con questo non vogliamo dire che i social sono il luogo della superficialità, ma piuttosto che i contenuti devono essere adattati al canale comunicativo in cui vengono diffusi e al target a cui stai mirando. Se non lo farai, la tua presenza online verrà percepita come straniante e inopportuna.

Adottando i giusti metodi di comunicazione, il pubblico si sentirà più attratto al tuo business e sarà spinto a compiere un’azione (che va dal lasciare un mi piace, all’inviare un’email, all’acquistare un prodotto o un servizio). Perciò bisogna scegliere accuratamente i canali su cui si vogliono diffondere informazioni sui propri progetti e valori. A questo scopo è imprescindibile scegliere di volta in volta i contenuti che verranno apprezzati di più dal pubblico di quel determinato canale e al tone of voice con cui lo fai.

Creare contenuti non è facile come potrebbe sembrare, per questo è preferibile rivolgersi a figure esperte che forniscano i canali digitali di contenuti. Per curare i social network chiedi consiglio a un social media manager; per scrivere i testi da inserire nel tuo sito web o nel tuo blog affidati a un SEO Expert, la figura che più di tutte sa digitare i tasti giusti per portare il tuo sito in alto tra i risultati di ricerca. In questo modo aumenterai la tua brand awareness e creerai traffico verso i canali istituzionali aziendali.

Scritta "brand" su foglio

Monitorare i risultati per adeguare la strategia

Internet è un posto meraviglioso per tantissimi vantaggi ai quali ci ha dato accesso, tra i quali anche la misurabilità dei risultati. Monitorare quanta gente ha visto i nostri contenuti, ha interagito con essi, li ha graditi – e controllare anche quanti utenti hanno finalizzato un acquisto – è utilissimo per capire se le tue strategie di marketing hanno funzionato o meno.

Se non hanno avuto un buon riscontro, grazie ai dati raccolti puoi riconsiderare una nuova strategia da adottare. Se, invece, la strategia è andata bene, puoi capire in che modo perfezionarla per raggiungere vette sempre più alte. Ovviamente, ci sono delle tempistiche da rispettare: è consigliato studiare i dati su base trimestrale e annuale, per rimodellare gli obiettivi o le tattiche e raggiungere i risultati desiderati.

Vuoi conoscere altre strategie di digital marketing?

In questo articolo abbiamo elencato soltanto alcuni dei metodi più efficaci per condurre una strategia di digital marketing, e avremmo potuto dire anche di più. Se vuoi conoscere questo mondo in maniera più approfondita, la nostra “Guida interattiva per imprenditori” è ricca di articoli che fanno al caso tuo!

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Ci rivediamo nel prossimo articolo!

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