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interessanti scriviamo!

Grafica

L’importanza di adattare la grafica
ai contenuti social

I canali social sono degli agglomerati virtuali di emozioni, e sono proprio queste emozioni che bisogna riuscire a smuovere utilizzando immagini e grafica appropriate. Riuscire a farlo vuol dire aumentare l’engagement della nostra pagina e, di riflesso, acquisire nuovi potenziali clienti.

È importante sapere che, la nostra mente, elabora un messaggio visivo in modo molto più veloce rispetto ad un testo scritto (circa 60.000 volte più rapidamente). Inoltre, poiché la comunicazione si basa principalmente su elementi non verbali, è importante che il contenuto visivo sia tendenzialmente universale, trasversale e soprattutto impattante.

 Il fattore emozionale non è da sottovalutare: a differenza, infatti, della lettura di un testo, guardare un’immagine è un’attività che provoca molto più velocemente e molto più comunemente, emozioni nuove. Questo significa che lo sviluppo di un piano di marketing visivo è più rilevante che mai, soprattutto in un contesto come quello dei social, dove a vincere è il contenuto visivo.

L'importanza di avere una grafica adatta per i contenuti social

L’importanza del Visual Concept

D’altro canto è importante garantire che i clienti sappiano esattamente chi sei nel momento in cui vedono i tuoi contenuti su qualsiasi canale. In questo senso risulta fondamentale ideare un buon visual concept, non solo per la creazione di contenuti grafici, ma anche per la comunicazione digitale, di marketing e codice web.

Vediamo nel dettaglio come il visual concept del proprio brand può essere rivisitato a seconda della piattaforma e/o supporto utilizzato. Coerenza e adattabilità sono le due parole d’ordine da tenere sempre a mente ogni volta che si realizzano contenuti visivi. Ma coerenza verso cosa? La risposta è semplice.

Quando si progettano delle grafiche per i social network bisogna rimanere fedeli al concept del brand senza stravolgerlo ma allo stesso tempo adattarlo ai vari formati e contesti virtuali, inoltre i contenuti devono essere connessi fra di loro per una maggiore comprensione del brand e del suo messaggio.

Importante sarà aver creato a monte un brand abbastanza flessibile da potersi esprimere in nuovi ambiti senza perdere la sua identità.

Caratteristiche della grafica personalizzata

Le 4 caratteristiche

1. Semplicità

È necessario scegliere elementi grafici di impatto e limitare il testo, cercando di attirare l’attenzione dei visitatori occasionali per invogliarli a saperne di più, magari interagendo col post. Le grafiche non dovrebbero essere troppo ridondanti o piene di elementi visivi, bensì semplici e altamente impattanti.

Parola d’ordine: colpire l’utente.

2. Carattere personale

Personalizzare il più possibile lo spazio a disposizione, includendo il logo del proprio brand e assicurandosi che lo sfondo, i colori e il font rispecchino il visual concept scelto. Molti social network si differenziano notevolmente per target, contenuti e formati, quindi bisognerà stare attenti affinché venga garantita la coerenza tra le diverse piattaforme, pur potendone diversificare i contenuti. Le immagini devono essere nitide e di qualità. Se le foto sono reali ancora meglio. Evitiamo, laddove sia possibile, le immagini stock., per trasmettere al meglio il valore di unicità espresso dal nostro brand.

3. Specifiche

Ogni piattaforma di social media prevede requisiti diversi e aggiornamenti da fare con una certa frequenza, soprattutto per quanto riguarda orientamento e contenuto. Importante sarà aver creato un brand abbastanza flessibile da potersi esprimere in nuovi ambiti senza perdere la sua identità. L’immagine si deve adattare a diversi formati poiché ogni social ha un suo formato “preferito” (Instagram quadrato, Facebook orizzontale, Pinterest verticale, ecc..), e rispettare delle regole di composizione, la famosa regola dei terzi. Inoltre bisogna mantenersi sempre in linea con il target del brand.

Se ci sono delle scritte sovrapposte, il font deve essere leggibile e sempre coerente con il brand e il target di riferimento; il colore deve essere in contrasto con lo sfondo e bisogna fare attenzione alle dimensioni e alla quantità di testo che inseriamo, soprattutto se l’immagine viene sponsorizzata (su Facebook).

Assicurarsi che l’immagine grafica elaborata sia adattabile su piccolo formato (smartphone e tablet) è fondamentale, limitando il testo, semplificando lo sfondo e dando risalto al soggetto.

Poiché alcuni formati tagliano le immagini, è importante collocare al centro gli elementi chiave e ritagliare le immagini in modo da mostrare i dettagli del soggetto scelto.

4. Emozioni

Ogni brand provoca una reazione emotiva. Pensiamo al nostro negozio preferito. Cosa ci trasmette?  Lo troviamo accogliente, raffinato, rassicurante ed affidabile? In questo senso anche l’immagine del brand deve trasmettere le stesse emozioni, non solo quando viene utilizzata per il sito web, l’e-commerce o prodotti stampati, ma anche sui vari social network. Promuovere un brand vuol dire raccontare una storia, e con la realizzazione di grafiche social noi facciamo proprio questo.

Diversi tipi di font: è importante scegliere quello giusto

L’importanza di usare il font giusto

Altro aspetto importante, come abbiamo accennato prima, è l’utilizzo del font corretto, fondamentale per trasmettere il messaggio e i valori del nostro brand. Il grande potere comunicativo che ne deriva rende essenziale imparare a riconoscere, scegliere e usare i caratteri secondo i progetti e gli scopi da realizzare. Il font è uno strumento potente perché, senza rendercene conto, trasmette un umore che influenza profondamente la nostra reazione alle parole che leggiamo.

Sui social network questo aspetto diventa ancora più fondamentale vista la quantità enorme di input ai quali siamo esposti quotidianamente. Di primaria importanza sarà, quindi, riuscire a catturare l’attenzione non solo con grafica e colori ma anche col font giusto, sempre in armonia con l’immagine coordinata.

Se vuoi conoscere più a fondo questo, come altri argomenti…

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Social

Fare pubblicità su LinkedIn
serve davvero?

Negli ultimi tempi si sente sempre più spesso di quanto la pubblicità su LinkedIn sia efficace. Chiunque vi si sia approcciato ha, però, scoperto i costi dell’ADV sulla piattaforma e si è tirato indietro ancora prima di cominciare.

Allora viene spontaneo chiedersi se spendere così tante energie (e sostanze) dia dei risultati reali e remunerativi e, nel caso di risposta affermativa, come massimizzarli.

In questo articolo analizzeremo il mondo di LinkedIn, la natura del social e scopriremo insieme se fare pubblicità sul social network più istituzionale del web serva davvero.

Che cos’è LinkedIn e a cosa serve

Strategia per pubblicità su LinkedIn

LinkedIn nasce nel dicembre 2002 dalla mente dell’imprenditore Reid Hoffman e del suo team, che quello stesso anno avevano lanciato con successo il servizio di pagamento online PayPal.

Ancor prima di Facebook (diffuso per la prima volta in rete in rete nel 2004) LinkedIn era un luogo d’incontro virtuale per i professionisti di tutto il mondo, principalmente orientato allo scambio di conoscenze e contenuti riguardanti il B2B. La sua mission era quella di creare reti di comunicazione tra imprenditori e dipendenti «per aumentarne la produttività e il successo». Il ruolo centrale dei rapporti interpersonali lo dimostra anche lo slogan del social, una frase breve e minimale, che condensa i valori su cui LinkedIn è stato fondato:

“Relationships matter”

Uno dei vantaggi della piattaforma è senza dubbio l’elevato trust di cui il social gode, costruitosi con il passare del tempo e accresciuto soprattutto grazie all’esperienza positiva del suo sempre crescente numero di utenti. Estrema trasparenza e correttezza, centralità della persona e tutela della sua privacy durante la navigazione sono gli elementi di trust che hanno fatto la differenza per far diventare LinkedIn il portale leader del mondo professionale.

I dati aggiornati al 2021 riportano 774 milioni di membri iscritti a LinkedIn in tutto il mondo, di cui 16 milioni solo in Italia.

numero iscritti su linkedin

Utilizzare LinkedIn in maniera ottimale: una guida essenziale

  • La prima cosa da fare appena atterrati sulla pagina iniziale di LinkedIn (o sulla pagina d’accesso dell’app) è registrarsi e creare un profilo personale. Email e password sono i primi dati da fornire per l’accesso. Nome, cognome, email e numero di telefono sono le basi indispensabili per cominciare a mettersi in contatto con altri professionisti.
  • Dopo aver superato il primo step, LinkedIn entra ancor di più nei dettagli. Ottimizzare il profilo consiste nell’inserire dati riguardo la propria formazione scolastica e professionale, incarichi ricoperti ed eventuali attività di volontariato.
  • LinkedIn è fatto per farsi notare! A tal fine è importante lasciare like, commenti e postare contenuti che parlino di lavoro, esperienze formative e di crescita. Tutto questo serve agli utenti per creare un proprio personal branding, una marca personale che ha bisogno di accrescere post dopo post. Questo consente di essere notati e apprezzati da clienti attuali o potenziali, collaboratori e anche futuri datori di lavoro.
  • E se si possiede un’azienda? È possibile creare una pagina aziendale, come accade con Facebook? Ovviamente la risposta è sì! Nel Foro Romano contemporaneo che è LinkedIn, dotare la propria impresa o attività di una pagina è naturale. Aprirla è comodamente possibile dal proprio profilo, dalla sezione «Lavoro» e cliccando poi su «Crea una pagina aziendale». Grazie a questa pagina è possibile promuovere la ricerca di dipendenti, o anche semplicemente informare sui progressi aziendali, accrescendo la brand awareness.
  • La copertura organica di LinkedIn è di gran lunga più ampia rispetto a quella di qualsiasi altro social network. Che significa questo? Che, anche senza ADV, una pagina (personale o aziendale che sia) avrà una visibilità altissima. Di conseguenza, la copertura di un post migliorerebbe in maniera esponenziale se venisse sponsorizzato. Però – e c’è un però non indifferente, che mette in crisi i più – i costi dell’ADV sono piuttosto alti. E quindi viene da chiedersi: ha davvero senso fare pubblicità su LinkedIn? Scopriamolo insieme!
Guida all'uso di LinkedIn

Come fare pubblicità su LinkedIn

Come ormai tutti i social network, LinkedIn permette di accedere in maniera autonoma alla sezione di Gestione campagne, una piattaforma appositamente progettata per creare e gestire gli annunci.

La prima cosa da fare, a questo punto, è selezionare un obiettivo, cioè lo scopo primario che si vuole raggiungere attraverso l’attivazione della sponsorizzata, e un target (fascia di persone a cui si mira per catturarne l’interesse).

Grazie all’ineguagliabile trust di LinkedIn, i suoi utenti forniscono un numero di informazioni davvero considerevole ed estremamente utile a individuare il tipo di pubblico perfetto all’obiettivo selezionato. Man mano che queste indicazioni vengono inserite, è lo stesso LinkedIn che fornisce indicazioni sull’audience prevista.

Inoltre, selezionando obiettivo e pubblico della sponsorizzata, LinkedIn indica quali contenuti possono raccogliere più risultati.

Brand awareness

Questo primo obiettivo è utile per far conoscere a più gente possibile il proprio brand e per farlo ricordare nel tempo. I contenuti consigliati sono in formato video, perché sono quelli che riescono a intrattenere l’utente, riscuotono più interazioni e possono essere un ottimo punto di partenza per approntare campagne di retargeting.

Lead generation

È risaputo che la generazione di contatti è uno degli obiettivi più difficili da realizzare, perché richiede un alto coinvolgimento degli utenti, che decidono di lasciare i loro dati personali. Per attirare la loro attenzione è consigliato utilizzare contenuti brevi e concisi, che sappiano catturare l’attenzione con poche parole: grafiche e copywriting d’impatto, inMail (messaggi privati inviabili anche al di fuori della propria cerchia di conoscenza) e anche moduli per l’acquisizione di contatti.

Ricerca del personale

LinkedIn è la piattaforma giusta per cercare nuove risorse da inserire nell’organico della tua azienda! Gli annunci di lavoro possono essere facilmente sponsorizzati per avere maggiore copertura e, di conseguenza una visibilità più ampia.

Tasso di conversione per pubblicità su LinkedIn

Perché vale la pena fare pubblicità su LinkedIn

Uno dei fattori che certamente influenza la scelta di non utilizzare le campagne pubblicitarie di LinkedIn è il loro costo molto alto. Parlando in maniera concreta, è necessario spendere almeno €10 al giorno per ogni campagna attiva sul proprio profilo, una media nettamente superiore rispetto alle sponsorizzate di Facebook.

Quello che non bisogna dimenticare è che gli utenti di LinkedIn forniscono informazioni sempre precise e in costante aggiornamento sulla loro vita professionale. Questo porta a una targhettizzazione del pubblico di riferimento mirata e precisa e, di conseguenza, a una più alta percentuale di conversione e a un recupero totale del budget utilizzato per far girare la campagna.

Conclusione

Nonostante i costi elevati, LinkedIn si presenta come la migliore piattaforma social per promuovere offerte di lavoro e aumentare la visibilità dei propri brand e azienda, nonché per acquisire contatti realmente interessati.

Se questo vale per i privati, che possono sponsorizzare contenuti in autonomia, è ancora più vero se la gestione dell’advertising viene affidata a un’agenzia di comunicazione, esperta nell’arte della sponsorizzazione. Il lavoro delle web agency è favorito anche dall’implementazione di un Business Manager di LinkedIn, appositamente progettato per tenere costantemente monitorati i risultati delle campagne di tutti i clienti.

Business Manager su LinkedIn

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Al prossimo articolo!

Social

Scopri qual è il social adatto
per il tuo business!

I social network, a oggi, sono diventati dei canali di diffusione di contenuti molto veloci e di facile accessibilità per tutti. Negli ultimi anni il numero delle piattaforme social è cresciuto ed è aumentato l’utilizzo che ognuno di noi fa di queste app: basti pensare che praticamente tutti possiedono uno smartphone e sono iscritti ad almeno un social network che utilizzano quotidianamente.

Con questi presupposti la presenza online della tua azienda diventa fondamentale per farti trovare con più facilità dai tuoi futuri clienti (acquisizione contatti) e anche per poter restare in contatto con i clienti già acquisiti (fidelizzazione).

Essere presenti online, però, non è facile! Uno degli errori principali è quello di non conoscere quali sono i social in linea con la propria azienda. Soprattutto per quanto riguarda le piccole e medie imprese (PMI), è importante scegliere il canale adatto su cui investire (in termini di tempo e denaro) in produzione di contenuti, gestione social e sponsorizzazione per comunicare al meglio il prodotto o il servizio da vendere, i valori aziendali e tutte le informazioni di cui si vuole parlare.

Quindi come fare a scegliere il social giusto per il tuo business?

Per districarti al meglio tra le varie app e piattaforme dovrai conoscere il pubblico che utilizza maggiormente quel social, il suo obiettivo e il tipo di contenuti trattati.

E in questo ti aiutiamo noi! Facciamo insieme un piccolo tour all’interno dei social per scoprirne tutti i segreti.

Facebook

Partiamo da Facebook, chi lo utilizza davvero?

Possiamo dire che Facebook è diventato un social più “adulto”. La maggioranza degli utenti che lo utilizzano ha un’età superiore ai 35 anni; gli adolescenti, invece, si stanno spostando man mano verso altre piattaforme più nuove e di maggiore intrattenimento. Questo significa che gli utenti di Facebook appartengono alla fascia di età lavorativa e quindi, grazie ai contenuti sulla pagina e alle sponsorizzate, si può raggiungere una bella fetta di mercato spendente. Utilizzando un linguaggio e una presentazione del prodotto adatta a un pubblico over 35, Facebook può essere il social di riferimento per il tuo brand.

Le pagine Facebook di Taffo e Ceres, a esempio, attraverso un tone of voice simpatico  e sfruttando termini ed eventi (instant marketing) che catturano l’attenzione di un pubblico adulto, riescono a centrare favolosamente il loro target di riferimento e ad accrescere la brand identity e anche le vendite.

Instagram

Al contrario di Facebook, Instagram è un social utilizzato da utenti under 35. La fascia d’età predominante è principalmente quella dai 25 ai 34 anni che passa una media di 30 minuti al giorno sull’app. Se il tuo brand o servizio si rivolge a un target di giovani adulti, ti sarà molto utile creare contenuti rivolti a loro sfruttando non solo elementi fotografici esteticamente appaganti, ma anche stories e video reel. Oltre agli elementi visuali, anche Instagram sfrutta le sponsorizzate e gli strumenti shopping, forniti dal social, per accompagnare i follower all’acquisto sul proprio e-commerce o per creare un mini shop in piattaforma.

Il brand beauty Espressoh incarna perfettamente queste caratteristiche: un profilo dalle tonalità soft totalmente in armonia tra loro, il prodotto è sempre ben in evidenza, i contenuti fotografici e video sono originali e sono rivolti ad un target sui 25/30 anni. Sul profilo è presente il collegamento al proprio e-commerce e, inoltre, è stato creato lo shop Instagram per un acquisto rapido tramite social e una diffusione a raggio più ampio.

Ma dove sono finiti gli utenti più giovani?

TikTok

L’attenzione della generazione Z è stata incanalata prevalentemente su TikTok, dove i giovani utenti trascorrono una media di 52 minuti al giorno. I mini video dai contenuti sempre nuovi e originali sono diventati una tendenza. Tra chi produce attivamente i contenuti e chi è solo un fruitore, TikTok è tra le piattaforme più apprezzate non solo dai giovanissimi ma anche da una fetta di adulti innamorati delle novità. Questo social è un ottimo strumento per un’azienda che ha bisogno di comunicare con un target prevalentemente al di sotto dei 25 anni e dal tone of voice simpatico, utilizzando messaggi brevi per parlare del proprio prodotto sotto forma di video. Per far avvicinare i giovani all’arte, la Galleria degli Uffizi ha utilizzato un profilo TikTok in cui sfrutta i trend della piattaforma. Statue e quadri parlano e si muovono grazie agli effetti messi a disposizione da TikTok, dando vita a siparietti simpatici e originali in ogni mini video.

YouTube

Nell’ultimo periodo i video sono diventati la tendenza nel campo dei contenuti. Più performanti dal punto di vista comunicativo e più apprezzati dagli utenti dei social, hanno portato vecchie e nuove piattaforme a un nuovo livello di espressione. Non dimentichiamo però che esiste un social nato con lo scopo di essere un contenitore di video: YouTube. La piattaforma conta 2,5 miliardi di utenti nel mondo ed è stata scaricata sul cellulare dal 79% degli utenti del web. Il target principale include utenti tra i 19 e i 44 anni, racchiudendo quindi una fascia più ampia di utenti rispetto agli altri social. Il 62% delle aziende possiede già un canale YouTube professionale, che utilizza non solo per la semplice condivisione di video ma anche come strumento per caricare i filmati sui siti tramite link. Inoltre, il 90% degli utenti YouTube ha affermato di aver scoperto nuovi prodotti o brand durante la visione dei contenuti della piattaforma perché pubblicizzati dai creator. Se hai la possibilità di produrre video, YouTube può essere adatto al tuo brand.

Spesso si inizia a registrare video nella propria stanzetta e si finisce per creare un proprio brand. Come nel caso di Clio Make-up che, partendo da video tutorial make-up, è riuscita a mettere su un proprio marchio beauty. La notorietà nata grazie ai suoi tutorial, l’ha portata a un fatturato annuo che si aggira intorno ai 10 milioni ricavato tra vendita dei prodotti tramite sito o tramite i suoi store fisici temporanei. Un chiaro esempio di personal branding tramutato in prodotti grazie a YouTube.

Twitch

Se YouTube è utilizzato come contenitore di video di ogni tema, Twitch invece ha un’utenza un po’ più di nicchia e un’utilità differente.

Partiamo dalla funzionalità del social: Twitch è una piattaforma di proprietà di Amazon che serve per pubblicare video in live-streaming. La fascia d’età coinvolta e gli argomenti trattati sono ridotti rispetto a YouTube. Infatti il target di Twitch comprende utenti che hanno tra i 18 e i 34 anni, interessati a seguire in live argomenti come e-sport, tecnologia, manga, sostenibilità ambientale, parità di genere e sociale, inclusività ed eventi sportivi. Intorno alle giocate live di videogame e ai video blog si creano delle vere e proprie community fidelizzate che dànno a chi produce i contenuti la possibilità di monetizzare.

La presenza dei brand su Twitch è spesso indiretta: ci si affida a streamer per mostrare i prodotti durante le live o per ricevere donazioni durante la diretta. Soprattutto i brand di gaming si affidano alle collaborazioni con streamer che pubblicano delle live di gameplay, durante le quali riprendono l’andamento della partita del videogame di cui fanno lo sponsor.

Un esempio di marketing su Twitch è sicuramente l’evento Formula E Unlocked di Porsche, tenutosi nel 2019, in cui si promuoveva il nuovo modello 99X Electric. Attraverso una live in modalità gioco durata quattro ore, gli spettatori erano portati a interagire con la diretta Twitch attraverso domande e votazioni. Obiettivo finale è stato il reveal della nuova automobile.

Questo evento online ha utilizzato gli strumenti di Twitch per promuovere il brand e il prodotto tra i giovani, grazie anche all’utilizzo di un tone of voice da gamer.

Twitter

Dalle live e video blog ai micro blog di Twitter. In questo social è possibile esprimersi utilizzando pochi caratteri e soprattutto aggiungendo hashtag tematici da seguire. Di solito è usato per raccontare o commentare eventi e programmi tv. Puoi utilizzare il tuo profilo come un blog e cominciare conversazioni e connettersi in real time commentando macro argomenti e creando così una vera e propria community. La fascia d’età più presente è quella dai 25 ai 35 anni ed è lievemente superiore la presenza di genere maschile (53%).

Secondo le statistiche sui comportamenti, il 73% degli utenti Twitter è molto interessato a provare nuovi prodotti e il 97% di loro influenza l’acquisto da parte di parenti e amici di prodotti di cui ha sentito parlare sulla piattaforma. Gli argomenti più trattati sono film, musica, viaggi e food. E proprio nell’ambito food, un brand come Oreo riesce ad arrivare con efficacia al suo target tramite il suo tone of voice creativo e soprattutto utilizzando l’elemento più forte della piattaforma: l’hashtag. Guidati dall’hashtag #MyOreoCreation, gli utenti hanno seguito e partecipato al contest. La notorietà del brand sulla piattaforma è aumentata e anche le relative vendite dei prodotti promossi dal contest.

LinkedIn

Ultimo ma non meno importante è LinkedIn. Linkedin è utilizzato soprattutto per fare rete tra professionisti di settore più o meno esperti, offrire e cercare lavoro e parlare di sé e della propria azienda attraverso successi lavorativi o trend topic. I profili personali e le pagine aziendali sono delle vetrine professionali, una specie di CV interattivi, dove puoi conoscere l’esperienza della persona o del brand e confrontarti su argomenti riguardanti il mondo del lavoro o scoprire novità di settore. Il tone of voice utilizzato è più formale, quasi istituzionale. I tool a disposizione dell’azienda sono sia gratuiti che a pagamento e riguardano principalmente il recruiting. L’età media degli utenti è stimata sui 44 anni e la vendita di prodotti e servizi è orientata più a un business B2B che B2C. Sicuramente in questa piattaforma l’intrattenimento è inferiore all’informazione ma è comunque un elemento presente utilizzato da alcune pagine (spesso sotto forma di meme) per ironizzare su alcuni aspetti del mondo del lavoro. Un esempio a riguardo è sicuramente Legolize, che è riuscito a utilizzare l’ironia del meme anche su Linkedin per parlare di temi riguardanti il mondo del lavoro (soprattutto digitale). In maniera originale è riuscito a spostare il focus dai temi simpatici al merchandising e al videogioco di loro produzione.

La giusta strategia

Dopo aver conosciuto i dettagli su target e obiettivi di tutti questi social e su come sono stati usati in modo efficace dai grandi brand, ora tocca a te scegliere le piattaforme più adatte al tuo business.

Grazie a queste informazioni e all’analisi del tuo pubblico, sarai capace di creare una strategia che, con contenuti diversificati, riesca ad arrivare al tuo cliente-tipo.

Ovviamente questa scelta certosina del social adatto è una prerogativa delle PMI che possiedono un budget medio-basso e hanno bisogno di investire su una fetta altamente inerente al prodotto per poter raggiungere l’obiettivo.

Grandi brand e grandi budget sono presenti su tutte le piattaforme social con la giusta strategia di diversificazione dei contenuti. Lavorando su grande scala hanno la possibilità di raggiungere un target più ampio, che sappia coinvolgere e avvicinare anche un pubblico che non corrisponda necessariamente alla loro buyer persona.

Tu cosa sceglieresti?

Il mondo dei social network e del digital marketing è molto variegato e tutto da scoprire. Per fare la scelta giusta c’è sempre bisogno di aggiornarsi e conoscere al meglio l’argomento.

Se vuoi saperne di più, non ti resta che seguirci su Facebook, Instagram e LinkedIn, dove pubblicheremo tutti gli aggiornamenti della nostra “Guida interattiva per imprenditori”.

Nel frattempo puoi commentare l’articolo sui nostri profili e farci sapere qual è il social adatto per la tua azienda. Oppure puoi affidarti a noi per una strategia su misura per te!

Coming soon… Ti aspettiamo nel prossimo articolo!

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