8 Luglio 2022

Le differenze tra logo e marchio: facciamo chiarezza

Elemento imprescindibile per il riconoscimento di una marca è senza ombra di dubbio il suo logo… o forse sarebbe meglio chiamarlo marchio? Ecco, questo piccolo dubbio è molto più comune di quanto si pensi e, spesso, si sente parlare di logo e marchio di un brand senza fare alcuna distinzione tra i due. Come? Anche tu hai sempre pensato che queste parole fossero sinonimi tra loro? Allora sei stato davvero fortunato a capitare su questo articolo. Qui faremo chiarezza sulle differenze tra logo e marchio e perché tale distinzione può essere cruciale per la tua azienda!

Il logo: una definizione

Il logotipo, per gli amici logo, è per definizione la rappresentazione grafica del nome di un prodotto o di un’azienda. In poche parole è il nome di una marca che diventa facilmente riconoscibile perché rimane sempre uguale a sé stesso: è caratterizzato dallo stesso lettering e dalla stessa sequenza di colori, elementi che lo rendono distinguibile dalla grande mole di aziende in circolazione.

Per fare un esempio su tutti, probabilmente il più famoso, possiamo citare il logo della Coca-Cola. Questo logotipo è rimasto praticamente quasi immutato dalla data della sua creazione, nel 1887, e forse è proprio per questo motivo che ancora oggi lo riconosciamo anche solo vedendolo da lontano. Ma il logo è solo una delle parti che compongono la brand identity.

Questo elemento grafico è spesso accompagnato da altri elementi, altrettanto fondamentali per la definizione dell’identità di un’azienda: il pittogramma e il payoff. Il pittogramma è un simbolo caratterizzato da semplicità, riconoscibilità e immediatezza e spesso finisce con l’identificare l’intero brand. Il payoff è una frase (ma più spesso sono poche parole) che rafforza il messaggio che il pittogramma vuole comunicare, divenendo a sua volta elemento fondamentale per il riconoscimento della marca.

E allora cos’è il marchio?  

Il marchio è un concetto giuridico: qualsiasi elemento della brand identity può diventare un marchio, se opportunamente depositato come prescritto dalla legge italiana. Scopo ultimo della registrazione è difendere il proprio o i propri segni grafici distintivi da tentativi di plagio e contraffazione. A seconda della registrazione che si sceglie di compiere, la protezione del marchio si limita al territorio italiano, a quello europeo o a quello mondiale, oppure si può scegliere di coprire un numero determinato di Paesi esteri, di propria scelta.

I segni soggetti a registrazione in Italia sono:

  • Parole. In questa categoria rientrano sia i nomi dei brand (ad esempio Nike) che i loro payoff (per rimanere in tema, lo slogan famosissimo e inspirational Just do it.”);
  • Disegni. Viene difficile al giorno d’oggi vedere l’immagine di un occhio azzurro stilizzato dalle lunghe ciglia nere e non pensare a Chiara Ferragni, vero? La stessa cosa vale per la sirena bianca su sfondo verde, che immediatamente rimanda alla famosa catena di caffè Starbucks;
  • Lettere singole e monogrammi. Uno dei più conosciuti marchi di questo tipo è quello di Louis Vuitton (LV), divenuto iconico con il pattern ripetuto sui suoi prodotti;
  • Cifre. I rappresentanti di questa categoria non sono molti, ma il più famoso è il “46” del motociclista Valentino Rossi;
  • Colori. Ebbene sì, anche i colori possono essere registrati come marchio! L’azienda americana Pantone è maestra nella catalogazione e registrazione di nuove sfumature di colore, ma altrettanto degno di nota è l’esperimento riuscitissimo della “mucca lilla” di Milka, che ha definito così l’identità tutta virata verso il viola della marca;
  • Forma del prodotto o del suo confezionamento. In questi casi si può parlare sia di elementi bidimensionali che di elementi tridimensionali, che possono essere rappresentati rispettivamente dal motivo a quadrati ripetuti di Burberry e dalla forma della bottiglia di vetro della Coca-Cola;
  • Suoni. Più il mondo del marketing avanza, più si evolve, accettando al suo interno qualsiasi forma creativa che serva allo scopo di identificare un brand, proprio come nel caso di Netflix e del suo inconfondibile “Tu-dum”.

Logo, marchio e tanto altro ancora!

Speriamo che questo articolo sia stato utile per approfondire le significative differenze tra logo e marchio, entrambi elementi importanti per l’immagine di un’azienda.

Però, nel caso in cui i tuoi dubbi non si siano ancora diradati del tutto e volessi sapere qualcosa di più su questo argomento… continua a seguirci su Facebook, Instagram e LinkedIn per rimanere sempre aggiornato sul mondo del digital marketing grazie alla nostra Guida interattiva per imprenditori!

Alla prossima!

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