Digital marketing: cos’è e a cosa serve?

BLOG


Quante cose
interessanti scriviamo!

Digital Marketing

Digital marketing: cos’è e a cosa serve?

Se sei un imprenditore, ti sarà certamente capitato di sentire parlare di digital marketing e dei vantaggi che questo può portare alla tua azienda.

Nonostante le belle prospettive che ti hanno mostrato, vorresti capirne qualcosa in più per non finire in balia della prima agenzia di comunicazione che ti propone una strategia basata su paroloni incomprensibili.

Che fortuna! Sei capitato nel posto giusto! La nostra “Guida interattiva per imprenditori” saprà rispondere a ogni tuo interrogativo sul digital marketing e ti aiuterà a orientarti facilmente tra le più innovative tecniche di promozione online del tuo brand.

Ma partiamo dalle basi. La prima domanda da farsi è:

Cos’è il digital marketing?

A voler semplificare al massimo il concetto, il digital marketing non è altro che il marketing che tutti conosciamo benissimo, ma spostato su piattaforme online. Per esempio, un brand o un’attività non può pensare di fare digital marketing se non possiede un sito internet o dei canali social con cui rappresentarsi.

Va da sé che, cambiando i canali di comunicazione, sarà necessario utilizzare delle strategie di marketing diverse rispetto a quelle tradizionali. Giustamente ti starai chiedendo: “Ma sono davvero utili, queste strategie?”. Noi non possiamo che risponderti di sì (come farebbe un qualunque brand leader di settore), ma non pretendiamo che tu sia subito d’accordo.

Ma questa è una questione secondaria: prima occupiamoci di scoprire le mille sfaccettature del digital marketing.

Le componenti del digital marketing

  • Web marketing: la base del digital marketing, serve a far conoscere i propri prodotti o servizi in rete e ad attirare nuovi visitatori sui canali digitali;
  • Social marketing: serve per stabilire contatti e creare un legame con clienti, consumatori e (perché no?) anche con possibili futuri fruitori dei tuoi prodotti. Qui entrano in gioco i social: Instagram, Facebook, TikTok, LinkedIn – ma ne esistono anche molti altri, ognuno con pubblici e finalità differenti – che consentono un rapporto diretto con i consumatori. In questa categoria rientra anche il blog, il luogo in cui potrai tenere aggiornati i visitatori delle tue attività oppure offrire loro rubriche didattiche (come la nostra);
  • Email marketing: con questo trucchetto avrai un filo diretto con gli utenti realmente interessati alla tua azienda, perché ti hanno volontariamente comunicato il loro indirizzo email per restare in comunicazione con te e scoprire in anteprima promozioni, informazioni e novità. Questi utenti sono il tuo “tesssssoro”, il tuo target di riferimento, e devi tenertelo ben stretto;
  • Search Engine Optimization (SEO): è l’occhio dei motori di ricerca, che tutto vedono e tutto sanno. Vuoi fare bella figura davanti al signor Google? Allora crea un bel sito, riempilo di contenuti, carica delle belle foto e fatti aiutare da un esperto di SEO a ottimizzare il tutto. A lungo andare, questa strategia potrà portarti tra i primi sulla pagina dei risultati di ricerca senza mai utilizzare gli advertising di Google;
  • Search Engine Marketing (SEM): con questo nome si indicano tutte le attività a pagamento che servono per promuovere il proprio sito sui motori di ricerca. Per capirci meglio, sono tutte quelle pagine contrassegnate dalla dicitura “Annuncio” che si trovano alle prime posizioni nelle pagine dei risultati dei motori di ricerca.

E quindi, qual è lo scopo del digital marketing?

Giustamente, dopo tanta teoria, c’è bisogno di pervenire alla pratica: alla fine della fiera, qual è lo scopo del digital marketing?

Potremmo dire che il digital marketing è una bella partita a freccette. Dove il bersaglio sei tu. E devi essere un bersaglio anche molto invitante, devi ardentemente desiderare di essere colpito. Ogni freccia porterà con sé molteplici significati:

  • Sei riuscito a trovare il pubblico adatto a te;
  • Hai saputo cogliere la sua attenzione;
  • Sei stato capace di mantenere vivo il suo interesse;
  • Le strategie che hai scelto di mettere in pratica stanno funzionando!

Ma c’è molto altro da scoprire…

Le componenti che abbiamo illustrato sono, per forza di cose, solo un assaggio della complessità di strumenti di cui il digital marketing si serve per essere efficace, ma sono le basi da cui partire per scalfire la superficie di questo ricchissimo argomento.

Se vuoi scoprire di più, non ti resta che seguirci su Facebook, Instagram e LinkedIn, dove pubblicheremo tutti gli aggiornamenti della nostra “Guida interattiva per imprenditori”.

Ti aspettiamo nel prossimo articolo!

Digital Marketing

Guida interattiva per imprenditori: che cos’è?

Ti è mai passato per la testa di aprire un canale social per la tua attività? Hai cercato di smanettare con le impostazioni di Facebook e Instagram senza grandi risultati? Senti parlare di TikTok dappertutto e sei curioso di sapere come funziona? Oppure hai già contattato una digital agency che ti ha parlato di brand awareness, brand identity e strategie di comunicazione, ma desideri comprendere più a fondo il significato di questi termini?

La nostra “Guida interattiva per imprenditori” è nata proprio con questo scopo! Attraverso i nostri articoli, vogliamo aiutare chiunque ne abbia bisogno a conoscere i segreti del web marketing e a capirne le immense potenzialità.

Qui di seguito troverai l’elenco (sempre aggiornato) di tutti gli articoli della nostra guida. Troverai informazioni utili su come creare delle pagine social, come aumentare le vendite grazie all’advertising (o sponsorizzate che dir si voglia). Ci occuperemo anche di approfondire elementi di grafica (ad esempio cos’è un logo o perché è importante scegliere i colori giusti per rappresentare la propria azienda) e daremo piccole indicazioni sull’importanza di avere un buon sito web che rappresenti un brand.

Spulciali bene: qualunque domanda tu abbia, probabilmente noi abbiamo già dato una risposta!

Eventi

8 principi del Guerrilla marketing
da non perdere!

Facciamo riferimento al guerrilla marketing quando parliamo dell’insieme di tecniche di marketing non convenzionali per raggiungere obiettivi tradizionali che fanno leva sulla creatività e sull’effetto sorpresa. Queste tecniche sono utilizzate per stupire il cliente ed ottenere l’attenzione dei media.

L’obiettivo principale è quello di divulgare messaggi, idee, prodotti e marchi per innescare processi virali che permettano alla campagna di diffondersi rapidamente.

Nel corso del tempo gli utenti hanno sviluppato una certa indifferenza nei confronti dei messaggi pubblicitari che non colpiscono più la loro attenzione. Per riacquisire l’interesse degli utenti bisogna utilizzare strategie fuori dagli schemi, far abbassare i loro meccanismi di difesa e stupirli.

A questo punto i destinatari verranno coinvolti nell’operazione di guerriglia diffondendo a loro volta il messaggio, ad esempio con il passaparola, parlandone con i loro amici o condividendo la notizia sui social ed accrescendo la notorietà del brand.

Ma come nasce il guerriglia marketing? Da una teoria di Jay Conrad Levinson che individua otto principi:

  1. Il guerriglia marketing è uno strumento particolarmente adatto alle aziende che dispongono di budget limitati.
  2. L’investimento nel guerriglia marketing si basa sul tempo, l’energia e l’immaginazione invece che sul denaro. Il tempo è fondamentale perché, è necessario ideare un piano ben definito, programmando al meglio la nostra strategia e ricordando sempre qual è l’identità del brand e il target di riferimento. Inoltre non essendo un evento estemporaneo il fattore tempo è cruciale perché si parla di un evento che si reitera nel tempo e che ha un certo impatto sulla nostra azienda. L’energia e l’immaginazione sono necessarie per svolgere al meglio questa attività.
  3. È necessario misurare il successo o il fallimento di una campagna utilizzando come unità di misura il profitto.
  4. Ogni mese è necessario verificare il numero di nuove relazioni instaurate.
  5. È meglio creare uno standard incentrato su obiettivi specifici invece di diversificare l’offerta con svariati prodotti/servizi.
  6. Rafforzare la relazione con il cliente è più importante che acquisirne di nuovi.
  7. Dimenticare la competizione e concentrarsi sul modo di cooperare con altre tipologie di business. (Il guerriglia marketing deve essere sempre una combinazione di diversi metodi di marketing).
  8. Utilizzare le tecnologie esistenti come strumento per rafforzare il proprio marketing.

La sua teoria è riassumibile nei seguenti passaggi, che rappresentano le fasi essenziali del processo:

  • Pensare a cosa vogliamo che facciano i clienti.
  • Comprendere come raggiungere gli obiettivi prefissati, individuando quale è il vantaggio competitivo e la ‘unique selling proposition‘ ovvero in cosa ci differenziamo dai competitor.
  • Individuare il nostro target.
  • Individuare le nicchie: è più facile soddisfare i bisogni di un gruppo ristretto di persone e puntare a loro.
  • Identificare gli strumenti di marketing più adeguati alla tua impresa.
  • Avere sempre presente l’identità della tua azienda.
  • Stabilire il  budget.

Esistono diversi tipi di guerriglia marketing, è opportuno individuare quello che è più consono alle nostre scelte strategiche e alla nostra azienda.

Possiamo caratterizzarne sette:

  • Installazione: struttura fisica immobile e tridimensionale indipendente dallo spazio circostante.
  • Site Specific (ambient communication): modifica di uno spazio pubblico con un intervento visivo pensato per interagire con lo spazio circostante.
  • Performance: situazione mobile dove si sta svolgendo un’azione.
  • Happening: situazione mobile dove sta succedendo qualcosa che coinvolge il pubblico.
  • Media buzz (generare passaparola e reazione dei media): attirare l’attenzione dei media con una manovra pubblicitaria.
  • Street Art: graffiti e opere bidimensionali pitturate che non interagiscono con lo spazio circostante.
  • Eventi: flash mob ed eventi affini in cui i clienti sono partecipanti stessi di una performance.

Inoltre bisogna tener presente il luogo nel quale avverrà l’azione di guerriglia marketing perché potremmo dover pagare le concessioni degli spazi pubblici.

In base all’azione di guerriglia che decideremo di compiere, sceglieremo la strategia migliore e il luogo più adatto nel quale diffondere il nostro messaggio.

Per approfondire l’argomento, visita la nostra sezione dedicata ai servizi e contattaci.

Digital Marketing

Siti web

5 automazioni per aumentare le vendite
del tuo e-commerce

Se hai un e-commerce e vuoi aumentare la vendita o ti interessa alzare il guadagno che i tuoi utenti possono portarti nel tempo, queste 5 automazioni ti interesseranno.

Per prima cosa è necessario sapere che per aumentare le tue vendite hai bisogno di concentrarti su tutta la strategia di acquisizione, di post vendita e del customer care.

Quando acquisisci nuovi clienti devi aver cura di non perderli, ma come fidelizzarli? Grazie alle automazioni possiamo semplificare il customer care e implementare ed ottimizzare una strategia post vendita.

Le automazioni di cui parleremo ti permetteranno di: aumentare la fiducia dei clienti nei tuoi confronti premiandoli al momento giusto; rendere più semplice il processo di evasione degli ordini, premiando i clienti migliori; migliorare il Customer care. Vediamole insieme:

  1.  Click to chat di WhatsApp: con questa automazione potrai migliorare l’esperienza dell’utente e semplificare la vita a chi si occupa di rispondere alle domande degli utenti. È possibile inserire in ognuna delle pagine prodotto esistenti un bottone che rimanda alla chat di WhatsApp, una volta cliccato permetterà di entrare in contatto con il customer care. Il bottone inserito nelle pagine degli e-commerce apre la chat di WhatsApp, puoi inserire un’automazione utilizzando il tag manager e fare in modo che il customer care invece riceva un messaggio personalizzato che indichi la provenienza del click.
  2.  Fai gli auguri di buon compleanno: fai sentire i tuoi clienti speciali. Potresti creare un’email con un coupon o un regalo per il giorno del loro compleanno, darai loro un incentivo per acquistare da te. Ma come fare ad acquisire la data di nascita dei tuoi clienti? Grazie ad un Form di contatto o di iscrizione alla newsletter oppure creando un flusso dedicato che risponda a questa funzione. Dopo che l’utente ha cliccato, viene mandato in una landing page fatta direttamente su ActiveCampaign, dove c’è un Form che ha il solo scopo di raccogliere la data di nascita e aggiornare i dati di chi ha lasciato le informazioni. Nel giorno della sua nascita il cliente riceverà una mail di auguri insieme ad un coupon personalizzato. Tutto questo puoi farlo su ActiveCampaign, oppure usare su mailchimp un’automated email che ti permette di compiere la stessa azione.
  3. Premia i tuoi migliori clienti con un’automazione che utilizza come trigger il numero di acquisti effettuati: Ci sono clienti che effettuano moltissimi acquisti e vanno premiati. Potresti impostare email di ringraziamento in base al numero di acquisiti compiuti dal cliente (da 5 a 50 acquisti), il trigger che fa partire l’automazione è il numero di ordini effettuati.
  4. Premia i clienti che hanno comprato un numero specifico di ordini dal tuo e-commerce: potresti inviare un regalo personalizzato a tutti quei clienti che effettuano un numero specifico di acquisiti. Ad esempio potresti decidere di fare un bigliettino a mano, ma come comunicare questa iniziativa a chi si occupa di logistica? Crea un’automazione, che invece di scrivere al cliente, contatti direttamente il team logistica.
  5. Shopify e Manychat – Recupero carrello: Se hai uno shop su Spotify dovresti integrare una chat Messenger. Puoi utilizzare Manychat, quando un utente abbandona il carrello questo software ti perette di mandare un messaggio al cliente su Messenger e porgli delle domande su eventuali dubbi.

Queste 5 automazioni ti sono state utili? Scopri di più, consulta sul nostro sito i servizi che offriamo.

Digital Marketing

Siti web

Come creare una landing page
ottimizzata

La landing page è uno spazio online ben strutturato, dove gli utenti atterrano, dopo aver cliccato su link specifici e nel quale sono chiamati a compiere un’azione di conversione. 

Ma perché creare una landing page? Come procedere?

Per prima cosa bisogna definire gli obiettivi di questo strumento di digital marketing. Esistono due tipi di obiettivi: profilazione dei contatti, attraverso la compilazione di un form e generazione di vendite tramite l’acquisto di un prodotto o un servizio.

Gli elementi presenti nella landing page sono l’headline, la bodycopy e la call to action e sono veicolati da un linguaggio e da un tone of voice specifico.

In particolare:

  • Headline: è il testo che apre il messaggio e fornisce all’utente ciò che gli è stato promesso.
  • Bodycopy: è la sezione di testo che segue la headline e contiene la descrizione del prodotto e delle sue caratteristiche.
  • Call to action: è l’esortazione che l’azienda fa nei confronti dell’utente per indurlo a compiere un’azione. Spesso nella landing page, cliccando sulle CTA si può raggiungere un form di contatto, che serve a profilare l’utente; solo dopo averlo compilato l’utente potrà ottenere il beneficio promesso. Nel momento in cui l’utente fornisce i propri dati, possiamo dire di aver convertito il contatto in lead.

A seconda degli obiettivi possiamo avere diversi tipi di landing. Una landing page per la lead generation, utile ad ottenere contatti, rilasciati volontariamente dall’utente (squeeze page); una landing page per le vendite, in questo caso si possono realizzare pagine che hanno come obiettivo quello di vendere un prodotto (sales page). Possiamo anche avere una landing page che ha l’obiettivo di convincere l’utente a procedere all’acquisto (click through landing page) o che intende promuovere un brand.

Ma cosa differenzia una pagina web da una landing page? Mentre una pagina web di un blog contiene link che rimandano all’esterno, al contrario nella landing page non ne troviamo. La landing page è realizzata con l’intento di trattenere l’utente su quella pagina. 

Vorresti sapere di più sulla creazione di una landing page performante? Contattaci per una consulenza gratuita!

Digital Marketing

5 tips per campagne Display
con Google Ads

Se credi che le campagne display siano dispendiose e non portino contatti e vendite, non hai ancora utilizzato i nostri 5 consigli per pianificare una strategia efficace per le tue campagne display.

Le campagne Display sono una tipologia di campagna Google Ads. Gli annunci della rete display sono essenzialmente banner, all’interno di siti web dove è possibile pubblicare annunci di vario tipo e ti aiutano a promuovere la tua attività quando gli utenti navigano online, guardano contenuti su Youtube, controllano la posta su Gmail, utilizzano un’app o un dispositivo mobile. 

Per usare al meglio le campagne display:

  1. Progetta una strategia: Per prima cosa fai una keyword research, definisci quali parole chiave vuoi utilizzare e come suddividere le tue campagne. Pianifica una strategia per determinare in quale parte del processo di conversione intendi inserire la campagna display e chi vuoi che veda il tuo annuncio pubblicitario.
  2.  Utilizza un solo segmento per campagna: Uno degli errori più comuni è quello di selezionare più segmenti di pubblico in un solo annuncio così facendo mischierai diversi interessi, comportamenti ed intenzioni di acquisto. Dividendo i segmenti di pubblico, invece, potrai mostrare ad un pubblico selezionato un messaggio creato specificatamente per loro. Inoltre se il tuo budget non è sufficiente a coprire i diversi segmenti di pubblico, Google deciderà a chi mostrare gli annunci e di conseguenza, i dati di performance non saranno reali su tutti i segmenti di pubblico.
  3.  Assegna il giusto budget per le campagne display: Come capire qual è il budget da utilizzare? Dipende a che tipo di pubblico ti riferisci. Se si tratta di un pubblico molto ampio e assegni un budget basso dovrai utilizzare molto più tempo per mostrare a tutte le persone appartenenti al segmento, il tuo annuncio pubblicitario. Al contrario se si tratta di un segmento piccolo ed invece assegni un budget alto, le persone appartenenti al tuo segmento di riferimento vedranno troppo spesso il tuo annuncio.
  4.  Adopera le metriche di copertura: Google Display dà la possibilità grazie a metriche specifiche di individuare qual è la frequenza media delle impressioni per utente, il numero medio di volte in cui un utente ha visualizzato il tuo articolo (frequenza media delle impressioni per utente) e quali sono gli utenti unici, chi ha visualizzato il tuo annuncio per un certo periodo di tempo (utenti unici)
  5.  Usa la creatività: Con Google Display puoi creare due tipi di annunci, annunci display adattabili ed annunci display personalizzati. Per gli annunci display adattabili potrai scegliere un massimo di 15 immagini e di 5 loghi, da 1 a 5 titoli, 1 titolo lungo e da 1 a 5 descrizioni. Google mostrerà agli utenti gli annunci con le specifiche che hai creato. Raccolti i dati potrai capire qual è il rendimento della tua creatività. Per gli annunci display personalizzati potrai creare immagini in formato GIF, JPG e PNG oppure puoi caricare annunci HTML5 o HTML AMP come file ZIP. Google Display fornisce 20 tipi di dimensione ma solo tre sono fondamentali:
  •  300 x 250 pixel, medium rectangle: formato desktop
  •  320 x 50 pixel, mobile banner: formato banner mobile
  •  728 x 90 pixel, leaderboard: formato utilizzato nei siti, nelle versioni desktop, in alto nelle pagine, nelle sezioni header.

Una volta creati gli annunci ricorda di controllare le performance. Per migliorare il tuo messaggio crea i tuoi annunci e testali, più annunci realizzerai più dati otterrai per perfezionare il tuo messaggio.

Questi 5 consigli possono aiutarti a migliorare le tue campagne display. Se vuoi saperne di più consulta i nostri servizi o contattataci, ci occuperemo noi di creare la tua campagna display.

Vorresti sapere di più sulla strategia di una campagna display performante? Contattaci per una consulenza gratuita!

Digital Marketing

Grafica

Siti web

Social

10 passaggi per realizzare una strategia
di digital marketing

Ogni progetto che include i canali digitali ha bisogno di una strategia adeguata. Dedicare il giusto tempo ad una strategia fa la differenza tra un progetto di successo ed uno destinato a fallire.

Per creare una strategia di digital marketing efficace, l’azienda ha bisogno della collaborazione di tutte le figure di marketing e del reparto digital.

Ma quali sono i passaggi fondamentali da seguire per iniziare a posizionarsi nel settore di riferimento?

  1. Brand: il brand rappresenta l’identità dell’azienda. È necessario capire qual è il posizionamento attuale per creare una strategia che funzioni. Raccogliere informazioni sull’azienda e sul suo brand, individuare la unique selling proposition, la unique value proposition, la vision e la mission. Tracciare le ricerche che il target effettua su Google, le conversazioni che avvengono sui social e le fan base. 
  2. Target: il target rappresenta quella fetta di popolazione alla quale ci si rivolge. Definire il target ci permette di creare una strategia adeguata: è possibile farlo utilizzando le buyer personas, individuando i dati geografici, demografici, gli interessi e il comportamento degli utenti; analizzando i dati con strumenti come Google Analytics e Facebook Audience.
  3. Sito web: a volte bisogna creare una strategia digital per prodotti già esistenti come un sito web o un e-commerce già avviato. Se questi elementi sono stati creati senza una strategia digital sarà opportuno revisionarli, accertarsi che siano ottimizzati in ottica SEO, che siano veloci e di facile comprensione per l’utente. 
  4. Social: analizzare i profili social è un passaggio utile per capire il comportamento dell’utente o del cliente. Esaminare gli insight per ogni social, il piano editoriale e la frequenza dei post pubblicati sulle pagine, il traffico verso il sito e l’aumento di follower ed interazioni nella community online sono alcuni dei passaggi fondamentali da presidiare.
  5. Competitors: è necessario studiare gli ‘avversari’, individuare la loro strategia e come preformano online. Consigliamo sempre di analizzare il loro target, il traffico sul loro sito web, il posizionamento SEO e la loro presenza online.
  6. Comunicazione: la comunicazione si sviluppa nel mondo online e offline. Per raggiungere risultati soddisfacenti occorre raccogliere dati in merito a quello che è già presente nel web e pianificare una strategia che integri tutti i canali. Al reparto marketing bisogna chiedere chiarezza e coerenza dei contenuti su tutti i canali social ed utilizzare la newsletter per individuare chi è interessato ai propri prodotto e fornire informazioni.
  7. Content strategy: i contenuti sono fondamentali, è opportuno valutare attentamente se la content strategy stia portando i risultati sperati e visite al sito.
  8. Fonti di traffico: il traffico è il segnale che ci fa capire se la nostra presenza online ha senso. Bisogna analizzare le fonti di traffico principali e stimolare la domanda latente. 
  9. KPI: pianificare quali KPI monitorare, cos’è utile controllare giorno per giorno o cosa è opportuno controllare mensilmente o annualmente. 
  10.  Brand reputation: è necessario monitorare la reputazione del proprio brand, comprendere se i clienti sono soddisfatti e se non lo sono cercare una soluzione e risolvere il problema.

Vorresti sapere di più sulla creazione di una strategia efficace di digital marketing performante? Contattaci per una consulenza gratuita!

Digital Marketing

Social

Come gestire una community online:
le 4 fasi per iniziare

Le conversazioni alimentano il business. È necessario essere presenti nel web per intercettare gli interessi degli utenti e creare interazioni ed engagement

Per fare tutto questo abbiamo bisogno della figura del community manager che si occuperà della gestione della comunità online rispondendo in maniera opportuna ai commenti degli utenti e creando contenuti attorno ai quali creare buzz.

Per fare questo il community manager intercetta le conversazioni che gli utenti fanno nel web riguardanti il prodotto/servizio dell’azienda, crea interazioni ed engagement, monitora gli utenti; aumenta il traffico; si prende cura del cliente fornendo un servizio di customer care e rispondendo rapidamente alle domande che gli vengono poste.

Ma facciamo un passo indietro, cosa vuol dire community? La community indica un gruppo di persone, che si ritrovano in un luogo ed interagiscono tra di loro, sono accumunate dagli stessi scopi, interessi ed obiettivi. Questa comunione di interessi è l’elemento chiave che unisce gli utenti.

Il termine comunità prima faceva riferimento ad un’area geografica. Ora questo termine è inteso anche con diverse sfumature: comunità di luogo (comunità locali), comunità di interesse (legata dagli stessi interessi), comunità di supporto (supportano l’azienda e i suoi prodotti/servizi); comunità nella pratica (individui che svolgono la stessa professione).

Quando parliamo di comunità nel web possiamo utilizzare anche il termine social community. Gli elementi principali di una social community sono:

  •  La strategia che deve essere pensata per raggiungere obiettivi precisi
  •  Gli interessi, il collante che lega gli utenti
  •  I luoghi, i canali di comunicazione nei quali si sviluppa la conversazione (social, forum, blog)
  •  Il pubblico, le persone che animano la community. 

Per costruire una community e creare interazioni è essenziale tenere presenti gli elementi sopra citati ma è anche importante:

  • L’ascolto con il quale possiamo intercettare gli interessi del nostro gruppo di utenti, percepire anche quello che non viene detto e anticipare quello di cui hanno bisogno.
  • Non censurare, bisogna dare libertà di espressione all’utente senza porre limitazioni, anche quando il pubblico non ha un’opinione positiva del proprio brand.
  • Rispondere con garbo e gentilezza anche quando l’utente non è né garbato, né gentile; in questi casi la moderazione è fondamentale.
  • Stimolare gli utenti alla conversazione, alimentare il dialogo, far sentire l’utente parte di una comunità affiatata.
  • Accettare di aver sbagliato e chiedere scusa. A volte può capitare di commettere errori ma è solo scusandosi che si può rimediare e migliorare la propria immagine.

Alcuni accorgimenti permettono di evitare situazioni ingestibili, come ad esempio ricordarsi di non usare abbreviazioni, non utilizzare mai lo stampatello, impiegare lo stesso registro linguistico dei tuoi interlocutori, settare la pagina con il filtro volgarità così da bloccare le parolacce. Vanno oscurati gli insulti o i toni aggressivi mentre i commenti fini a sé stessi possono rimanere visibili nella pagina, se invece si tratta di una critica attenta prima di rispondere è consigliato informarsi.

Il lavoro di gestione della comunità online non è sicuramente facile, sono fondamentali alcune skills come l’empatia, la rapidità nella risoluzione dei problemi, la propensione all’ascolto e al dialogo. 

L’interazione giornaliera dà modo al community manager di avere feedback quotidiani sul proprio operato e di confrontarsi con gli utenti. Per mettersi nei loro panni sarà utile ricordarsi di non essere solo un gestore ma anche un utente.

Risulta evidente che il mondo del web marketing e della comunicazione è in continuo aggiornamento, e necessita di professionisti opportunamente formati e in grado di gestire il  pubblico online con competenza e dedizione.

In Holly Agency gestiamo questo ruolo per vari clienti; per saperne di più compila il form e sarai ricontattato a breve per un consulto gratuito

Social

Il piano editoriale
per federazioni sportive ed enti

Gli enti e le federazioni sportive sono, insieme alla ristorazione, le attività che hanno sofferto maggiormente durante i lockdown: chiusure forzate, sterilizzazioni continue, turni di accesso per i clienti, screening della temperatura sono solo alcune delle difficoltà che hanno dovuto gestire.

In molti si sono ritrovati a dovere comunicare con il proprio pubblico in una situazione di ‘emergenza’ e questo si è tradotto con informazioni frammentarie e modalità a volte poco consone alle dinamiche dei social network.

In questo, noi come Holly agency, affianchiamo i nostri clienti per garantire la migliore e corretta presenza sui social network più diffusi come FB e Ig o Linkedin e su quelli che giorno dopo giorno prendono piede come Tik Tok o Twitch

A livello operativo, lo strumento che utilizziamo per condividere con il cliente la gestione dei contenuti è il piano editoriale: un documento organizzativo che riguarda la programmazione dei contenuti sui canali social su base settimanale, mensile o semestrale. 

Grazie al piano editoriale è possibile ottenere un’ampia panoramica di tutte le attività da svolgere e dei canali da utilizzare.

La creazione e poi condivisione del piano editoriale, abbreviato spesso in ped, ha diversi vantaggi: facilita la collaborazione, stimola la pubblicazione costante, aiuta ad individuare le aree di miglioramento e – soprattutto – evita la pubblicazione di contenuti improvvisati o dettati dall’ansia di dover postare a tutti i costi.

Per realizzare il piano editoriale si possono usare strumenti organizzativi quali Google Calendar, Excel, Software come Hootsuite: l’importante è trovare il metodo più adatto per preparare al meglio il proprio lavoro e di presentarlo al cliente in modo efficace.

Per ogni contenuto poi andranno definiti gli obiettivi da perseguire: ottenere engagement sui social network, traffico per il proprio sito web, condivisioni in caso di partnership e cosi via…  come team di digital marketing è nostra abitudine spiegare al cliente gli obiettivi e la strategia di ogni singolo contenuto condiviso.

Individuare il target a cui riferirsi poi è un passo fondamentale, ma è necessario anche studiarlo, bisogna chiedersi come si esprime, quali sono i contenuti che predilige e quali potrebbero essere i loro dubbi nei confronti del nostro servizio o nei confronti della nostra azienda.

Bisogna stimolarlo ad interagire con la nostra pagina: lo si può fare attraverso news riguardanti episodi quotidiani relativi alla nostra palestra o federazione sportiva; si possono utilizzare anche le storie, in particolar modo su Instagram con sondaggi, quiz, per coinvolgere l’utente in una conversazione e renderlo partecipe delle attività svolte. Tutti questi contenuti vanno veicolati nei canali social, con logiche ben definite e con tempistiche precise.

Vorresti sapere di più sulla creazione di un ped o ricerca dei contenuti da condividere sui tuoi feed? Contattaci per una consulenza gratuita!

Digital Marketing

Come fare e-mail marketing
per il settore food

Una strategia di e-mail marketing per il settore food ben pianificata è indispensabile per ottenere risultati tangibili soprattutto in previsione di eventi e festività: potreste decidere di promuovere un prodotto 2×1 per San Valentino, creare offerte specifiche per il Natale, o ancora fare sconti a tempo o consegne gratuite, o dare in omaggio un prodotto.
Pianificare l’invio di comunicazioni con il giusto preavviso temporale vi permette di stimolare l’interesse dei consumatori e condurli poi attraverso un preciso funnel di vendita ad acquistare il vostro servizio.
Prima di iniziare con l’invio delle comunicazioni, è necessario però procedere con l’architettura dell’intero servizio, organizzando il lavoro in 2 fasi principali:

· Attribution: l’acquisizione di contatti attraverso form di compilazione
· Retention: tutte quelle attività che mirano alla fidelizzazione del cliente

Vi chiederete quale e-mail sia più idonea per la vostra azienda. Ne esistono tre tipi: la newsletter, ovvero quel servizio a cui l’utente si iscrive quando è interessato ad un determinato argomento; l’automazione quando, come conseguenza dell’azione dell’utente, vengono inviati messaggi automatici in specifici intervalli di tempo e la DEM, le e-mail inviate ad una lista di contatti preselezionati. La scelta della tipologia più corretta dipende dagli obiettivi da perseguire.
L’e-mail marketing inoltre è funzionale all’acquisizione di nuovi contatti che può avvenire tramite diversi canali o strategie ad esempio:

· Sito web con un form di registrazione,
· Campagne di advertising come Facebook lead o Google ads, velocizzando il processo di profilazione (o lead score)
· Volantini o totem interattivi nei negozi fisici per far iscrivere i clienti alla newsletter anche in store, individuando chi è interessato alle e- mail promozionali.
· Sconti e incentivi per promuovere offerte speciali come 2×1 per San Valentino o Natale.

Infine è fondamentale non acquisire liste di contatti email provenienti da altre aziende in quanto non è una pratica legale. Secondo le leggi del GDPR tutti gli utenti contattati per fini commerciali e/o promozionali devono lasciare il consenso.
Una volta stabiliti i canali tramite i quali trovare nuovi contatti è possibile concentrarsi sul testo della newsletter, sulla scelta dell’oggetto in modo che l’utente sia invogliato ad aprirla e che il messaggio sia personalizzato.

Il passaggio successivo è la segmentazione dei contatti fino ad arrivare alla scelta della piattaforma e del server più idonea secondo le proprie esigenze.
Vorresti sapere di più sulla gestione della newsletter e aumentare i volumi di vendita dei tuoi prodotti e servizi? Contattaci per una consulenza gratuita!

Digital marketing: cos’è e a cosa serve?